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Beata Maria dell'Incarnazione

Carmelitana

MARIE INCARNATION

Domaine Public

Claudia Cirami

Sono passati 400 anni dalla morte di Barbe Avrillot Acarie, avvenuta il 18 Aprile 1618. La donna è conosciuta come Beata Maria dell’Incarnazione. Ammirevole dentro e incantevole fuori – tanto da meritare il soprannome mondano di “la bella Acarie” – la sua figura è interessante anche nell’evo contemporaneo: si offre come esempio luminescente di donna che ha saputo trovare il suo posto sia nel mondo che nella vita ecclesiale, abbandonandosi fiduciosamente a Dio nei vari frangenti della sua esistenza. È stata beatificata nel 1791. Barbe Avrillot Acarie fu moglie, madre (di ben sei figli), infine conversa carmelitana quando rimase vedova. Soprattutto, però, fu animatrice di un circolo spirituale, nel suo salotto: in esso confluirono i più validi rappresentanti della vita religiosa francese dell’epoca. Qualche nome? San Francesco di Sales, San Vincenzo de’ Paoli, il cardinale Pierre de Bérulle (suo cugino)… La vita spirituale francese tra il ‘500-‘600 non sarebbe stata la stessa senza madame Acarie, la sua fede profonda, il suo carisma.

Barbe Avrillot nasce in una famiglia della nobiltà francese nel 1566 e viene subito offerta dalla madre a Nostra Signora di Liesse. Fin da bambina è attratta dalla vita religiosa, ma i suoi genitori la danno in matrimonio a Pierre Acarie (anch’egli cristiano devoto). Arrivano i figli e Barbe li educa indicando loro il primato di Dio sulla vita di ogni giorno: quattro di loro sceglieranno poi di consacrarsi. Tra la quotidianità e qualche vicissitudine familiare, la statura spirituale di Barbe Avrillot Acarie cresce lentamente, ma appare inarrestabile, grazie alla lettura di libri che fanno bene all’anima, a quegli amici con cui condivide conversazioni edificanti, ma soprattutto grazie alla presenza di Dio nella sua vita, che accoglie con pudore e arrendevolezza. Riceve grazie mistiche, tra cui le stigmate invisibili e le estasi, che si accompagnano anche a sofferenze fisiche. È sempre impegnata in azioni caritatevoli nei confronti dei bisognosi. Teresa d’Avila le appare in visione chiedendole di portare il Carmelo riformato in Francia: non senza impegno e fatica, obbedisce. Anche le Orsoline e le Benedettine devono ringraziarla per il sostegno che dà loro. È di aiuto altresì al cugino, Cardinale de Bérulle, fondatore della Congregazione dell’Oratorio di Gesù che riformerà la vita sacerdotale francese. Quando il marito muore nel 1613, il Carmelo sarà la sua dimora definitiva per gli ultimi quattro anni di vita. Non appena arriva la sua ora e rende l’anima a Dio, chi l’ha conosciuta è certo: è morta una donna votata al Cielo.

Qui la preghiera per la canonizzazione:

http://www.madame-acarie.org/presentation.php?onglet=presentation&id_text=122

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