Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia
Oggi festeggiamo anche...

mercoledì 15 Luglio
San Bonaventura da Bagnoregio

Vescovo e Dottore della Chiesa

ŚWIĘTY BONAWENTURA
Condividi

Bonaventura, al secolo Giovanni Fidanza, nasce a Civita di Bagnoregio (VT), molto pro­babilmente nel 1217, da Giovanni Fidanza, medico, e da Maria di Ritello.

Portò inizialmente il nome del padre, Giovanni, che cambiò in Bonaventura al momento del suo ingresso nella famiglia francescana. Della sua infanzia si conosce pochissimo. Lui stesso racconta che, ancora fanciul­lo, venne guarito da una pericolosa malattia per l’intercessione di S. Francesco.

Non si sa quando Bonaventura ha lasciato Bagnoregio (forse nel 1235) per studiare a Parigi, né si conosce la parte avuta dai genitori o dai frati nella decisione, ma è facilmente intuibile l’appoggio dei francescani, ben radicati anche in Francia, ad un loro studente, anche se quando è partito, forse, non pensava di farsi frate.

Studiò alla Sorbona di Parigi dove, nel 1243, divenne Dottore di Arti. Avendo poi scelto di seguire Francesco, prese la strada della teologia e nel 1253 diventa magister(cioè “maestro“) di teologia e ottiene la licentia docendi (la “licenza d’insegnare“).

Il 2 febbraio 1257, nel convento dell’Aracœli a Roma, veniva eletto Ministro Generale dei Francescani anche se si trovava a Parigi dove, il 23 ottobre 1257, poté entrare come professore universitario nel corpo accademico della Sorbona.

Come settimo successore di S. Francesco coprirà la carica di MG per 17 anni. La fama, la dottrina, la mitezza, la chiarezza di idee e la sua energia avevano convinto i padri capitolari presieduti da Pp Alessandro IV (Rinaldo di Jenne, 1254-1261) ad eleggerlo. Quello era un momento assai delicato per l’Ordine Francescano e Bonaventura venne giudicato all’altezza. Nonostante il gravoso incarico, continuò a predicare, ad insegnare, a far conferenze, a dirigere le anime e a consigliare Re e Papi.

Nel 1273 venne creato Cardinale e vescovo di Albano e nel 1274 partecipò al Concilio di Lione divenendone anima ed oracolo.

O per l’eccessiva fatica o per la cagio­nevole salute muore nella notte tra il 14 ed il 15 luglio 1274. Pierre de Tarentasie, futuro Pp Innocenzo V, ne celebrò le esequie e Bonaventura venne inumato nella chiesa francescana di Lione; al suo funerale parteciparo­no tutti i padri conciliari.

Bonaventura fu canonizzato il 14 aprile 1482 dal Pp francescano Sisto IV (Francesco della Rovere, 1471-1484).

II 14 marzo 1490, a seguito della ricognizione e della traslazione del corpo del Santo a Lione, venne estratto il braccio destro che, custodito in una preziosa teca d’argento a forma di braccio, venne portato a Bagnoregio l’anno successivo dal Ministro Generale dell’Ordine dei Francescani Francesco Sansone; oggi il braccio è custodito in Cattedrale. Per ricordare questa Traslazione si fa festa oltre che il 15 luglio, anche il 14 marzo.

Nel 1588, un altro francescano, Pp Sisto V (Felice Peretti, 1585-1590) lo dichiarò “Dottore della Chiesa”.

Le numerose opere di S. Bonaventura illuminano la mente e riscaldano il cuore tanto che Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) ebbe a dire: “dalla loro lettura siamo rapiti in estasi e condotti a Dio”. Tra le opere di carattere esegetico, mistico, ascetico, filosofico, teologico ed orato­rio spicca I’ “Itinerarium mentis in Deum” (Itinerario della mente verso Dio) che sembra scritto più col cuore che con la penna.

Perfetto seguace di San Francesco ne assimila gli insegnamenti e li trasmette con la vita e la dottrina. Innamorato della Parola di Dio la legge e trascrive tutta più volte fino ad impararla a memoria.

Ma il libro preferito dal santo è il Crocifisso davanti al quale sosta in devota adorazione e meditazione per lunghe ore. Per lui la Croce è la verga che apre le acque verso la libertà e chi non ama la Croce, resta schiavo. Come Francesco, Bonaventura ama le creature nelle quali vede impressa l’orma di Dio tanto che nell’Itinerarium scri­ve: “apri gli occhi, tendi l’orecchio, disserra le tue labbra, eccita il cuore a vedere, inten­dere, lodare, amare, glorificare Dio in tutte le cose, se non vuoi che insorga contro di te tutto l’universo”.

Come sarebbe bello se gli uomini oggi riuscissero a scorgere Dio nelle creature e negli eventi storici sintonizzandosi con il canto degli astri, degli oceani, dei monti, delle valli, dei fiumi, degli uccelli, dei fiori e dei frutti che si leva incessante verso Dio. S.Bonaventura chiede all’uomo di ogni tempo di riconoscere la presenza di Dio nelle realtà terrestri perché solo in questa visuale si possono vincere le suggestioni dell’edo­nismo, della desacralizzazione e del secolarismo.Senza Dio le parole “libertà e progresso” restano puri desideri.

  1. Bonaventura come S. Francesco ha capito che l’unico valore è Dio il quale ama le creature ed amandole le crea. A loro volta le creature sono riconoscenti per la vita rice­vuta e così si mette in moto uno scambio di amore che non finirà mai. Più si conosce Dio e più lo si ama. Per questo Bonaventura ha studiato Dio nelle creature, nelle scrit­ture, nel Crocifisso, nella vita di Francesco e nella sua e lo ha fatto non per amore della scienza ma per dare alla propria vita un programma:“Nolo te cognoscere, nisi ut te dìli­gam”: “Ti studierò solo per amarti”.

Per approfondimenti, leggere le Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> San Bonaventura (1)
[CroatoFranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]
>>> San Bonaventura (2)
[CroatoFranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]
>>> San Bonaventura (3)
[CroatoFranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]

Accedi qui all'archivio dei santi del giorno

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Maestro di sapienza
e padre nella fede,
tu splendi come fiaccola
nella Chiesa di Dio.

In te il divino Spirito
dispensa con amore
il pane e la parola
sulla mensa dei piccoli.

Tu illumini ai credenti
il mistero profondo
del Verbo fatto uomo
per la nostra salvezza.

Tu guidaci alla vetta
della santa montagna,
dove i miti possiedono
il regno del Signore.

A te sia lode, o Cristo,
immagine del Padre,
che sveli nei tuoi santi
la gioia dell'amore. Amen.

1a antifona

Rallegra l'anima del tuo servo, Signore:
a te innalzo l'anima mia.

SALMO 85
Preghiera a Dio nell'afflizione

Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3.4).

Signore, tendi l'orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l'anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.

Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.

Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, *
e non c'è nulla che uguagli le tue opere.

Tutti i popoli che hai creato verranno †
e si prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare gloria al tuo nome;

grande tu sei e compi meraviglie: *
tu solo sei Dio.

Mostrami, Signore, la tua via, *
perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice *
che tema il tuo nome.

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *
e darò gloria al tuo nome sempre,
perché grande con me è la tua misericordia: *
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †
una schiera di violenti attenta alla mia vita, *
non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *
lento all'ira e pieno di amore, Dio fedele,

volgiti a me e abbi misericordia: †
dona al tuo servo la tua forza, *
salva il figlio della tua ancella.

Dammi un segno di benevolenza; †
vedano e siano confusi i miei nemici, *
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Rallegra l'anima del tuo servo, Signore:
a te innalzo l'anima mia.

2a antifona

Beato chi cammina nella giustizia
e parla con lealtà.

CANTICO Is 33, 13-26
Dio giudicherà con giustizia

Per voi è la promessa, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani (At 2, 39)

«Sentiranno i lontani quanto ho fatto, *
sapranno i vicini qual è la mia forza».

Hanno paura in Sion i peccatori, *
lo spavento si è impadronito degli empi.
«Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante? *
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?».

Chi cammina nella giustizia *
ed è leale nel parlare,
chi rigetta un guadagno frutto di angherie, *
scuote le mani per non accettare regali,

si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue, *
chiude gli occhi per non vedere il male:

costui abiterà in alto, †
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, *
gli sarà dato il pane,
avrà l'acqua assicurata.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beato chi cammina nella giustizia
e parla con lealtà.

3a antifona

Acclamate al Signore, nostro Dio!

SALMO 97
Il trionfo del Signore alla sua venuta finale

I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli (Lc 2, 30.31)

Cantate al Signore un canto nuovo, *
perché ha compiuto prodigi.

Gli ha dato vittoria la sua destra *
e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore, *
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto *
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra, *
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa, *
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno *
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude, *
il mondo e i suoi abitanti.

I fiumi battano le mani, *
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene, *
che viene a giudicare la terra.

Giudicherà il mondo con giustizia *
e i popoli con rettitudine.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Acclamate al Signore, nostro Dio!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (11,25-27)
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Gesù, premio e corona
dei tuoi servi fedeli,
glorifica il tuo nome.

Concedi alla tua Chiesa,
che venera san Bonaventura,
la vittoria sul male.

Seguendo le tue orme
sulla via della croce,
egli piacque a Dio Padre.

Sapiente e vigilante,
testimoniò il Vangelo
in parole e in opere.

Dalla città dei santi,
dove regna glorioso,
ci guidi e ci protegga.

A te Cristo sia lode,
al Padre e allo Spirito
nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Chi semina nelle lacrime,
mieterà con giubilo.

SALMO 125
Dio nostra gioia e nostra speranza

Come siete partecipi delle sofferenze, così anche delle consolazioni (2 Cor 1, 7)

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell'andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Chi semina nelle lacrime,
mieterà con giubilo.

2a antifona

Costruisci, o Dio, la nostra casa,
custodisci la tua città.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore

Né chi pianta né chi irriga è qualche cosa, ma è Dio che fa crescere. Voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio (1 Cor 3, 7.9)

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l'uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Costruisci, o Dio, la nostra casa,
custodisci la tua città.

3a antifona

Generato prima di ogni creatura,
Cristo è il re dell'universo.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti.

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Generato prima di ogni creatura,
Cristo è il re dell'universo.

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)

sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Omelie sul Vangelo di San Matteo, n° 38, 1

“Le hai rivelate ai piccoli”

“Ti benedico, o Padre, dice Gesù, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti”. Come! Si rallegra di perdere coloro che non gli credono? Assolutamente no: quanto sono ammirabili i disegni di Dio per la salvezza degli uomini! Quando essi si oppongono alla verità, rifiutano di accoglierla, Dio non li forza mai, li lascia fare. E' il loro stesso smarrimento che li spinge a ritrovare la strada; rientrando in se stessi, ricercano in fretta la grazia della chiamata alla fede che in un primo tempo avevano disprezzato. Coloro invece che le sono rimasti fedeli, mostrano un fervore ancora più grande. Cristo si rallegra perciò del fatto che queste cose sono rivelate ad alcuni, ma si dispiace che ad altri siano nascoste; si vede quando piange sulla città (Lc 19,41). Con lo stesso spirito San Paolo scrive: “Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso” (Rom 6,17). (...)

Di quali sapienti vuol parlare qui Gesù? Degli scribi e dei farisei. Dice ciò per incoraggiare i discepoli mostrando di quali privilegi essi siano stati giudicati degni; benché semplici pescatori, essi hanno ricevuto una luce che i sapienti e gli intelligenti hanno disdegnato. Questi ultimi sono sapienti solo di nome; si credono sapienti ma sono falsi eruditi. Perciò Cristo non dice: “Le hai rivelate agli stolti”,  ma “ai piccoli”, cioè a uomini semplici e senza mezzi termini. Così ci insegna a rinunciare alla mania di grandezza e a cercare la semplicità. San Paolo soggiunge: “Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente” (1Cor 3,18).

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni