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mercoledì 11 settembre
San Jean-Gabriel Perboyre

Presbitero e martire

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Jean-Gabriel, primogenito di otto figli di Pierre Perboyre e Marie Rigal, nasce a Montgesty, vicino a Cahors, nella Francia meridionale, il 6 gennaio 1802 in una famiglia che donò alla Chiesa tre missionari di S. Vincenzo e due Figlie della Carità.

Ricevette un’educazione cristiana dalla sua famiglia, negli anni dell’impero di Napoleone, quando molti congiuravano contro la Chiesa. Fece gli studi elementari al suo paese, con intelligenza e profitto.

Dentro il cuore, il giovanissimo Giovanni Gabriele ha una grande passione, un unico amore: Gesù. Aiuta il padre nei lavori di campagna, incaricato principalmente a sorvegliare i contadini occupati nel podere di famiglia a Puech.

Il 10 marzo 1818 entrò nel seminario interno istituito a Montauban dalla Congregazione della Missione : il suo primo passo per diventare un prete Vincenziano. Qui continuò la sua istruzione secondaria, poi studiò filosofia e insegnò anche nelle classi inferiori.

Il 28 dicembre 1820, nove giorni prima del suo diciannovesimo compleanno, fu inviato a Parigi per iniziare teologia : il corso durò da gennaio 1821 a ottobre 1823. Erano passati pochi mesi dal suo ventiduesimo compleanno ed era troppo giovane per l’ordinazione. Fu mandato, quindi, ad insegnare in un convitto che la Congregazione aveva a Montdidier, tra Parigi ed Amiens.

Nell’aprile 1824 fu ordinato suddiacono; nel maggio 1825 fu ordinato diacono; il 23 settembre dello stesso anno fu ordinato sacerdote nella Cappella delle Figlie della Carità alla Rue du Bac (Cappella della Medaglia miracolosa), da Mons. Dubourg, arcivescovo di New Orleans.

Subito dopo venne spostato al seminario di Saint-Flour, dove insegnò teologia dogmatica e dove due anni dopo fu nominato superiore. Il suo successo spinse i suoi superiori a nominarlo, nel 1832, vice-direttore del noviziato a Parigi dove svolse questo incarico fino al 1835, quando ebbe il permesso di andare in Cina.

Il 21 marzo 1835 salpò dal porto di Le Havre; il 29 agosto giunse a Macao, dove trascorse un certo tempo per studiare la lingua cinese. Il 21 dicembre 1835 iniziò il suo viaggio verso Ho-Han, luogo della missione cui era stato assegnato. Nel gennaio 1838 venne trasferito alla missione di Hou-Pé.

Nel settembre 1839 iniziarono le persecuzioni anti-cristiane ad Hou-Pé e Giovanni Gabriele fu una delle prime vittime: spogliato dei suoi abiti e coperto di stracci, veniva spostato da un tribunale all’altro e ad ogni processo veniva trattato in modo inumano.

Infine venne portato a Ou-Tchang-Fo e, dopo essere stato torturato, venne condannato a morte : la sentenza fu ratificata da un editto imperiale.

L’11 settembre 1840, con sette banditi, il missionario fu condotto su un’altura chiamata la “Montagna rossa”. Furono prima uccisi i banditi; Giovanni Gabriele si raccolse in preghiera, fra la meraviglia dei presenti.

Venuto il suo turno, i carnefici lo spogliarono della tunica purpurea e lo legarono a un palo a forma di croce. Gli passarono la corda al collo e lo strangolarono, aveva trentotto anni di età.

Le sue spoglie mortali poterono essere traslate in Francia nel 1860 e deposte nella Casa-madre della sua Congregazione.

Papa Gregorio XVI (Bartolomeo Mauro Alberto Cappellari, 1831-1846) sin dal 1843 aveva iniziato la sua causa di beatificazione. Il 10 novembre 1889, Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) lo iscrisse nell’albo dei beati.

Jean-Gabriel Perboyre è stato canonizzato, a Roma in Piazza S. Pietro, il 2 giugno 1996, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Per approfondimenti:

>>> Jean Gabriel Perboyre

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Notte, tenebre e nebbia,
fuggite: entra la luce,
viene Cristo Signore.

Il sole di giustizia
trasfigura ed accende
l'universo in attesa.

Con gioia pura ed umile,
fra i canti e le preghiere,
accogliamo il Signore.

Salvatore dei poveri,
la gloria del tuo volto
splenda su un mondo nuovo!

A te sia lode, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito,
oggi e sempre nei secoli. Amen.

1a antifona

Rallegra l'anima del tuo servo, Signore:
a te innalzo l'anima mia.

SALMO 85
Preghiera a Dio nell'afflizione

Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3.4).

Signore, tendi l'orecchio, rispondimi, *
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

Pietà di me, Signore, *
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, *
perché a te, Signore, innalzo l'anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni, *
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera *
e sii attento alla voce della mia supplica.

Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi esaudirai.

Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, *
e non c'è nulla che uguagli le tue opere.

Tutti i popoli che hai creato verranno †
e si prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare gloria al tuo nome;

grande tu sei e compi meraviglie: *
tu solo sei Dio.

Mostrami, Signore, la tua via, *
perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice *
che tema il tuo nome.

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *
e darò gloria al tuo nome sempre,
perché grande con me è la tua misericordia: *
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †
una schiera di violenti attenta alla mia vita, *
non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *
lento all'ira e pieno di amore, Dio fedele,

volgiti a me e abbi misericordia: †
dona al tuo servo la tua forza, *
salva il figlio della tua ancella.

Dammi un segno di benevolenza; †
vedano e siano confusi i miei nemici, *
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Rallegra l'anima del tuo servo, Signore:
a te innalzo l'anima mia.

2a antifona

Beato chi cammina nella giustizia
e parla con lealtà.

CANTICO Is 33, 13-26
Dio giudicherà con giustizia

Per voi è la promessa, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani (At 2, 39)

«Sentiranno i lontani quanto ho fatto, *
sapranno i vicini qual è la mia forza».

Hanno paura in Sion i peccatori, *
lo spavento si è impadronito degli empi.
«Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante? *
Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?».

Chi cammina nella giustizia *
ed è leale nel parlare,
chi rigetta un guadagno frutto di angherie, *
scuote le mani per non accettare regali,

si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue, *
chiude gli occhi per non vedere il male:

costui abiterà in alto, †
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, *
gli sarà dato il pane,
avrà l'acqua assicurata.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beato chi cammina nella giustizia
e parla con lealtà.

3a antifona

Acclamate al Signore, nostro Dio!

SALMO 97
Il trionfo del Signore alla sua venuta finale

I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli (Lc 2, 30.31)

Cantate al Signore un canto nuovo, *
perché ha compiuto prodigi.

Gli ha dato vittoria la sua destra *
e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore, *
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto *
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra, *
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa, *
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno *
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude, *
il mondo e i suoi abitanti.

I fiumi battano le mani, *
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene, *
che viene a giudicare la terra.

Giudicherà il mondo con giustizia *
e i popoli con rettitudine.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Acclamate al Signore, nostro Dio!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Luca (6, 20-26)
In quel tempo, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete gia la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.»

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Artefice e Signore
della terra e del cielo,
aurora inestinguibile,
giorno senza tramonto,

dona alle stanche membra
la gioia del riposo,
e nel sonno rimargina
le ferite dell'anima.

Se le tenebre scendono
sulla città degli uomini,
non si spenga la fede
nel cuore dei credenti.

Te la voce proclami,
o Dio trino e unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

Chi semina nelle lacrime,
mieterà con giubilo.

SALMO 125
Dio nostra gioia e nostra speranza

Come siete partecipi delle sofferenze, così anche delle consolazioni (2 Cor 1, 7)

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, *
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, *
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli: *
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, *
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, *
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime *
mieterà con giubilo.

Nell'andare, se ne va e piange, *
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo, *
portando i suoi covoni.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Chi semina nelle lacrime,
mieterà con giubilo.

2a antifona

Costruisci, o Dio, la nostra casa,
custodisci la tua città.

Salmo 126
Ogni fatica è vana senza il Signore

Né chi pianta né chi irriga è qualche cosa, ma è Dio che fa crescere. Voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio (1 Cor 3, 7.9)

Se il Signore non costruisce la casa, *
invano vi faticano i costruttori.
Se la città non è custodita dal Signore *
invano veglia il custode.

Invano vi alzate di buon mattino, †
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore: *
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ecco, dono del Signore sono i figli, *
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe *
sono i figli della giovinezza.

Beato l'uomo *
che piena ne ha la farètra:
non resterà confuso quando verrà alla porta *
a trattare con i propri nemici.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Costruisci, o Dio, la nostra casa,
custodisci la tua città.

3a antifona

Generato prima di ogni creatura,
Cristo è il re dell'universo.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti.

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Generato prima di ogni creatura,
Cristo è il re dell'universo.

Beato Charles de Foucauld (1858-1916)

eremita e missionario nel Sahara

Meditazioni sui passi dei santi vangeli relativi a 15 virtù, Nazaret 1897-98; n°15

“Beati voi che ora piangete”

Speriamo, speriamo, noi che piangiamo, che versiamo lacrime innocenti; speriamo, se piangiamo sui dolori del corpo e dell’anima: ci servono da purgatorio, Dio se ne serve per (…) farci alzare gli occhi verso di lui, purificarci, santificarci.

Speriamo ancor più se piangiamo sui dolori degli altri, perché questa carità ci è ispirata da Dio e piace a Lui; speriamo ancor più se piangiamo sui nostri peccati, poiché questa compunzione è messa nell’anima da Dio stesso. Speriamo ancor più se piangiamo col cuore puro sui peccati degli altri, poiché quest’amore per la gloria di Dio e la santificazione delle anime ci sono ispirate da Dio e sono grandi grazie.

Speriamo, se piangiamo per il desiderio di vedere Dio e per il dolore d’essere da lui separati; poiché questo desiderio amorevole è l’opera di Dio in noi. Speriamo ancor più se piangiamo soltanto perché amiamo, senza nulla desiderare, né temere, volendo pienamente tutto quanto Dio vuole e non volendo altro, felici della sua gloria, col dolore delle sofferenze passate, il pianto di compassione al ricordo della sua Passione, come di gioia al pensiero dell’Ascensione e della sua gloria, come semplicemente per l’emozione di amarlo da morire!

O dolcissimo Gesù, fammi piangere per tutto questo; fammi piangere tutte le lacrime che fa versare l’amore in te, attraverso te, per te. Amen.

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