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Sant'Eulogio di Cordova

Sacerdote e martire

EULOGIUS

Andreas Praefcke-PD

Nel 711 Cordova, importante città spagnola dell’Andalusia, viene sottomessa alla dominazione araba. Entro il 785 non rimase nessuna chiesa cristiana nel centro città e gli edifici di culto cristiano furono confinati ai margini dell’abitato. La successione episcopale sembra tuttavia che sia mantenuta con continuità, attestata da una cronaca araba della seconda metà dell’XI secolo. Tuttavia, a Cordova, nel IX secolo, ci furono i primi martiri della persecuzione islamica anticristiana: Adolfo, Giovanni, Leocricia ed Eulogio.

Eulogio non è che il più importante fra la folta schiera dei “Martiri di Cordova”. Numerosissimi cristiani, infatti, testimoniarono la loro fede in Cristo con il supremo sacrificio dell’effusione del loro sangue presso Cordova.

Strappata ai Visigoti dagli Arabi nel 771, la città raggiunse il suo apogeo culturale nel X secolo, prima di essere riconquistata nel 1236 dal celebre sovrano (san) Ferdinando III di Castiglia.

Bisogna constatare, ad onor del vero, che i musulmani non si mostrarono sempre feroci persecutori dei cristiani, ai quali solitamente si limitavano ad imporre di non testimoniare pubblicamente la loro fede cristiana e soprattutto di versare periodicamente un cospicuo tributo: se ciò, da un punto di vista puramente politico, portava a provocare uno spirito d’indipendenza e di autonomia da parte della popolazione indigena, quest’ultima, in quanto cristiana, non poteva certo tollerare una sorta di ibernazione religiosa. Nacquero così sporadiche reazioni alla dominazione dei mori, che venivano facilmente soffocate con altrettanto sporadiche persecuzioni.

Fu proprio in tale contesto che si collocò il martirio di Eulogio, sacerdote, vescovo eletto di Toledo. Non potendo a qualunque costo accettare o tollerare la passività dei cristiani, egli scrisse e predicò apertamente contro il Corano.

Imprigionato una prima volta, venne rilasciato dopo che egli aveva confortato e rianimato i suoi compagni di prigionia con un’efficace “Esortazione ai martiri”.

Nominato vescovo di Toledo, non poté neppure essere consacrato e prendere possesso della sua sede: l’11 marzo 859 venne infatti decapitato, in esaudimento del suo grande desiderio.

Nel 711 Cordova, importante città spagnola dell’Andalusia, viene sottomessa alla dominazione araba. Entro il 785 non rimase nessuna chiesa cristiana nel centro città e gli edifici di culto cristiano furono confinati ai margini dell’abitato. La successione episcopale sembra tuttavia che sia mantenuta con continuità, attestata da una cronaca araba della seconda metà dell’XI secolo. Tuttavia, a Cordova, nel IX secolo, ci furono i primi martiri della persecuzione islamica anticristiana: Adolfo, Giovanni, Leocricia ed Eulogio.

Eulogio non è che il più importante fra la folta schiera dei “Martiri di Cordova”. Numerosissimi cristiani, infatti, testimoniarono la loro fede in Cristo con il supremo sacrificio dell’effusione del loro sangue presso Cordova.

Strappata ai Visigoti dagli Arabi nel 771, la città raggiunse il suo apogeo culturale nel X secolo, prima di essere riconquistata nel 1236 dal celebre sovrano (san) Ferdinando III di Castiglia.

Bisogna constatare, ad onor del vero, che i musulmani non si mostrarono sempre feroci persecutori dei cristiani, ai quali solitamente si limitavano ad imporre di non testimoniare pubblicamente la loro fede cristiana e soprattutto di versare periodicamente un cospicuo tributo: se ciò, da un punto di vista puramente politico, portava a provocare uno spirito d’indipendenza e di autonomia da parte della popolazione indigena, quest’ultima, in quanto cristiana, non poteva certo tollerare una sorta di ibernazione religiosa. Nacquero così sporadiche reazioni alla dominazione dei mori, che venivano facilmente soffocate con altrettanto sporadiche persecuzioni.

Fu proprio in tale contesto che si collocò il martirio di Eulogio, sacerdote, vescovo eletto di Toledo. Non potendo a qualunque costo accettare o tollerare la passività dei cristiani, egli scrisse e predicò apertamente contro il Corano.

Imprigionato una prima volta, venne rilasciato dopo che egli aveva confortato e rianimato i suoi compagni di prigionia con un’efficace “Esortazione ai martiri”.

Nominato vescovo di Toledo, non poté neppure essere consacrato e prendere possesso della sua sede: l’11 marzo 859 venne infatti decapitato, in esaudimento del suo grande desiderio.

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