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Sant'Antonio Maria Claret

Vescovo e fondatore

ANTHONY

Public Domain

Antonio María Claret y Clará (identità completa), quinto di dieci figli, nasce a Sallent (Barcellona) il 23 dicembre 1807 in una famiglia, profondamente cristiana, di tessitori catalani.

Il 13 giugno 1835, all’età di 28 anni, venne ordinato sacerdote. Si recò a Roma per farsi inviare nelle terre di missione ma, a causa della sua salute cagionevole, venne rifiutato sia dalla “Congregazione Propaganda Fide” che dai gesuiti. Tornato in Spagna, si dedicò all’organizzazione delle missioni popolari in Catalogna e nelle Canarie, guadagnandosi la fama di grande predicatore.

Il 16 luglio 1849 fondò a Vic (Catalogna) la Congregazione dei “Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria” (C.M.F.), oggi anche conosciuti come Missionari Clarettiani, dedita all’apostolato e soprattutto all’attività missionaria.

Il 20 maggio 1850 fu nominato, dal Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878), arcivescovo di Santiago di Cuba (all’epoca appartenente alla corona di Spagna) dove si trasferì nel febbraio 1851 rimanendovi fino al 1860. Nel suo strenuo lavoro apostolico affronta i gravi problemi morali, religiosi e sociali dell’Isola: concubinato, povertà, schiavitù, ignoranza, ecc., ai quali si aggiungono due calamità che colpiscono la popolazione: epidemie e terremoti.

Con un gruppo di santi missionari ripercorre, instancabilmente, la sua vasta diocesi per ben quattro volte. Le sue preoccupazioni pastorali si riversano anche in gran parte nel potenziamento del seminario e nella riformazione del clero.

Nell’ambito sociale promuove l’agricoltura, anche con diverse pubblicazioni, creando una fattoria-modello a Camagüey (a partire dal 2008, il centro storico è inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO). Oltre a questo crea in ogni parrocchia una cassa di risparmio, opera pioniera in America Latina.

Promuove l’educazione cercando Istituti religiosi e creando egli stesso, insieme alla Venerabile Maria Antonia Paris, la congregazione delle Religiose di Maria Immacolata(Missionarie Clarettiane).

Tornò in Patria quando la regina Isabella II di Spagna lo richiamò e divenne suo confessore; qui continuò ad annunziare il Vangelo nella capitale e in tutta la penisola.

Esiliato in Francia nel 1868, arrivò con la regina a Parigi e, anche qui, proseguì le sue predicazioni. Poi partecipò a Roma al concilio Vaticano I dove fu tra i principali sostenitori della proclamazione del dogma dell’infallibilità papale.

Perseguitato ancora dalla rivoluzione, si rifugiò nel monastero di Fontfroide presso Narbona (FR), dove spirò santamente il 24 ottobre del 1870.

Sulla tomba vengono scolpite le parole di S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1073-1085): “Ho amato la giustizia e odiato l’iniquità, per questo muoio in esilio”. Il suo corpo si venera nella Casa Madre dei Clarettiani a Vic (Barcellona, Spagna).

È stato beatificato il 25 febbraio 1934 da Pp Pio XI (Achille Ratti, 1922-1939) e proclamato santo, l’8 maggio 1950, dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) che, nel corso dell’omelia, disse del Claret : « spirito grande, sorto come per appianare i contrasti: poté essere umile di nascita e glorioso agli occhi del mondo; piccolo nella persona però di anima gigante; modesto nell’apparenza, ma capacissimo d’imporre rispetto anche ai grandi della terra; forte di carattere però con la soave dolcezza di chi sa dell’austerità e della penitenza; sempre alla presenza di Dio, anche in mezzo ad una prodigiosa attività esteriore; calunniato e ammirato, festeggiato e perseguitato. E tra tante meraviglie, quale luce soave che tutto illumina, la sua devozione alla Madre di Dio».

All’inizio del terzo millennio i Clarettiani lavorano in ben 65 paesi dei cinque continenti. Nel 1936/39, durante la guerra civile spagnola, 271 vennero uccisi per la loro fede; tra questi spiccano i 51 Martiri di Barbastro, beatificati da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) nel 1992.

Significato del nome Antonio: «che fa fronte ai suoi avversari» (greco).

Per approfondimenti:

>>> Missionari Clarettiani

Fonte principale: claret.org/it (“RIV./gpm”).

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