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lunedì 6 Luglio
Santa Maria Goretti

Vergine e Martire

ST MARIA GORETTI
Public Domain
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Maria (o Marietta, come la chiamavano familiarmente), terzogenita di sette figli, nasce il 16 ottobre 1890 a Corinaldo (AN) da Luigi Goretti ed Assunta Carlini: una famiglia di agricoltori. Il giorno successivo viene battezzata, con i nomi di Maria e Teresa, nella Chiesa di S. Francesco in Corinaldo.

Per esigenze di lavoro, il 12 dicembre 1896, la famiglia Goretti lascia Corinaldo e si trasferisce a Colle Granturco, presso Paliano, alle dipendenze del Senatore Scelsi. Qui conoscono i Serenelli e rimangono in questi luoghi fino al febbraio 1899, quando nuovamente l’intera famiglia Goretti trasloca insieme ai Serenelli. Giunge a Ferriere di Conca, presso Nettuno, per lavorare i campi alle dipendenze del Conte Mazzoleni e dove si stabilisce definitivamente.

Qui avvengono i fatti più dolorosi della vita di Marietta. Il 6 maggio 1900, all’età di 41 anni, muore il papà Luigi per malaria, essendo la zona paludosa. Qui avviene il mortale ferimento per opera di Alessandro Serenelli, un giovane, più grande della piccola Marietta, che si era invaghito di lei e cercava in tutti i modi di indurla al peccato, fino al giorno della brutale violenza del 5 luglio 1902.

La tragedia si consuma in una situazione di grave povertà morale da parte dell’aggressore e di grande dignità spirituale ed etica non solo di Marietta, ma di tutta la famiglia Goretti. Mamma Assunta doveva pensare a portare avanti la famiglia, una volta che il marito era morto ed i bambini avevano bisogno del necessario.

I problemi incominciano ad essere più grandi proprio in seguito alla morte di Luigi Goretti, il capo-famiglia. Senza la presenza di una persona adulta in casa, la famiglia Goretti era più a rischio. Ma i sani principi morali, la profonda fede che accompagnava l’esperienza di tutti i componenti della famiglia Goretti erano garanzie certe per andare avanti anche nelle difficoltà più gravi.

Un esempio mirabile, in poche parole, di come conciliare l’educazione, la fede, il lavoro. Assunta Carlini, dopo la morte di Luigi, suo marito, prende in mano la situazione e coadiuvata dai figli, soprattutto da quella straordinaria creatura che è Marietta, porta avanti la famiglia in quelle “paludi pontine”, pericolose per le malattie.

La solitudine delle famiglie, l’isolamento ambientale, il duro lavoro dei campi creavano le condizioni psicologiche perché qualche persona andasse di testa e non riuscisse più a dominare istinti e tendenze bestiali. Capitò proprio al giovane Alessandro Serenelli che coabitava a Cascina Antica con la famiglia Goretti ed aveva tutti gli accessi in casa per i buoni rapporti di vicinato e di collaborazione nel lavoro dei campi.

La fiducia di mamma Assunta non fu ripagata in modo retto ed onesto da parte del giovane, il quale, conto tenuto della situazione favorevole, pensò di poter approfittare sessualmente di una giovane e attraente ragazza, qual’era Marietta Goretti. Quando decise di attuare il piano non si attendeva il grande e coraggioso rifiuto della ragazzina. Da qui il gesto assassino di sferrare sul corpo puro e fragile di Marietta colpi micidiali, assassini, espressione di una furia diabolica, che non si poteva assolutamente preventivare.

Per Marietta la corsa all’Ospedale di Nettuno nel tentativo estremo di poterla salvare: non fu possibile. Le ferite inferte dai 14 colpi di punteruolo erano profonde e mortali. Solo un giorno di agonia, ma prima di morire, nelle piene facoltà di intendere e di volere, con il sostegno della grazia divina, Marietta perdonò di cuore il suo assassino e promise che avrebbe pregato per lui dal Paradiso. Era il 6 luglio 1902 : aveva appena 11 anni, 7 mesi e 21 giorni.

Il dopo di questa tragica vicenda di cronaca nera è ben conosciuto. Fu riportato non solo negli atti giudiziari, ma anche nella storia di questo luogo. Alessandro viene arrestato, processato e condannato all’ergastolo. Poi il pentimento, poi la grazia, ed infine una scelta di vita diversa, quella della consacrazione a Dio, col diventare frate.

La vita di questa ragazzina, assunta inizialmente a fatto di cronaca nera, subito diventò oggetto di studio da un punto di vista di fede. Dopo la sepoltura nel cimitero di Nettuno, un continuo pellegrinaggio alla tomba della piccola martire incominciò ad avviare una profonda riflessione sul coraggio dimostrato da questa bambina in una situazione di grave imbarazzo. Molti incominciavano a vedere in questo gesto un atto eroico, e lo era, guidato dalla fede.

Dopo 33 anni di attesa, di reperimento di testimonianze, comprese quelle della madre di Marietta e del suo assassino, il 31 maggio 1935 iniziò il processo informativo nella Diocesi di Albano.

Maria Goretti, martire della purezza, fu beatificata il 27 aprile 1947 dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) e canonizzata, dallo stesso Papa, il 24 giugno 1950, in Piazza S. Pietro a Roma, davanti alla madre, ai fratelli, a migliaia di suoi devoti.

C’era anche Alessandro Serenelli che, uscito di prigione dopo 27 anni di carcere, aveva chiesto perdono in ginocchio alla madre di Maria Goretti e, poi, si era ritirato nel convento dei Padri Cappuccini di Macerata dove visse fino al 16 maggio 1970 (aveva 88 anni).

Per approfondimenti:

>>> santamariagoretti.it

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O sole di giustizia,
Verbo del Dio vivente,
irradia sulla Chiesa
la tua luce immortale.

Per te veniamo al Padre,
fonte del primo amore,
Padre d'immensa grazia
e di perenne gloria.

Lieto trascorra il giorno
in umiltà e fervore;
la luce della fede
non conosca tramonto.

Sia Cristo il nostro cibo,
sia Cristo l'acqua viva:
in lui gustiamo sobrii
l'ebbrezza dello Spirito. Amen.

1a antifona

L'anima mia ha sete del Dio vivente,
quando vedrò il suo volto?

SALMO 41
Desiderio del Signore e del suo tempio

Chi ha sete venga: chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita (Ap 22, 17).

Come la cerva anela ai corsi d'acqua, *
così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: *
quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Le lacrime sono mio pane giorno e notte, *
mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: †
attraverso la folla avanzavo tra i primi *
fino alla casa di Dio,

in mezzo ai canti di gioia *
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

In me si abbatte l'anima mia; †
perciò di te mi ricordo *
dal paese del Giordano e dell'Ermon,
dal monte Mizar.

Un abisso chiama l'abisso
al fragore delle tue cascate; *
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.

Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, †
di notte per lui innalzo il mio canto: *
la mia preghiera al Dio vivente.

Dirò a Dio, mia difesa: †
«Perché mi hai dimenticato? *
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».

Per l'insulto dei miei avversari
sono infrante le mie ossa; *
essi dicono a me tutto il giorno:
«Dov'è il tuo Dio?».

Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

L'anima mia ha sete del Dio vivente,
quando vedrò il suo volto?

2a antifona

Manifesta, Signore,
la luce del tuo perdono.

CANTICO Sir 36, 1-5. 10-13
Preghiera per il popolo santo di Dio

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17, 3)

Abbi pietà di noi,
Signore Dio dell’universo e guarda, *
infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

Alza la tua mano sulle nazioni straniere, *
perché vedano la tua potenza.

Come ai loro occhi ti sei mostrato santo
in mezzo a noi, *
così ai nostri occhi mostrati grande fra di loro.

Ti riconoscano, come noi abbiamo riconosciuto *
che non c'è un Dio fuori di te, Signore.
Rinnova i segni e compi altri prodigi, *
glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

Raduna tutte le tribù di Giacobbe, *
rendi loro il possesso come era al principio.

Abbi pietà, Signore,
del popolo chiamato con il tuo nome, *
di Israele che hai trattato come un primogenito.

Abbi pietà della città tua santa, *
di Gerusalemme tua dimora.
Riempi Sion del tuo splendore, *
il tuo popolo della tua gloria.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Manifesta, Signore,
la luce del tuo perdono.

3a antifona

Benedetto sei tu, Signore,
nell'alto dei cieli.

SALMO 18 A
Inno al Dio creatore

Ci ha visitati dall'alto un sole che sorge... a dirigere i nostri passi sulla via della pace (Lc 1, 78.79)

I cieli narrano la gloria di Dio, *
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio *
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole *
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce *
e ai confini del mondo la loro parola.

Là pose una tenda per il sole †
che esce come sposo dalla stanza nuziale, *
esulta come prode che percorre la via.

Egli sorge da un estremo del cielo †
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo: *
nulla si sottrae al suo calore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Benedetto sei tu, Signore,
nell'alto dei cieli.

Lettura breve

Ger 15, 16

Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti.

Responsorio Breve

℟. Esultate, giusti, nel Signore: * ai santi si addice la lode.
Esultate, giusti, nel Signore: ai santi si addice la lode.

℣. Cantate al Signore un canto nuovo: *
ai santi si addice la lode

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Esultate, giusti, nel Signore: ai santi si addice la lode.

Antifona al Benedictus

Benedetto il Signore!
Ha visitato e redento il suo popolo.

CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus

Benedetto il Signore!
Ha visitato e redento il suo popolo.

Invocazioni

Il Cristo, mediatore della nuova alleanza, ha dato a noi un sacerdozio regale, perché offriamo a Dio una lode perfetta. Uniti nella preghiera del mattino, invochiamo il nostro Salvatore:
Confermaci, Signore, nel tuo santo servizio.

Cristo, sacerdote eterno, che ci hai resi partecipi della tua comunione di amore al Padre,
- fa' che presentiamo sempre sacrifici spirituali a Dio graditi.

Donaci i frutti del tuo Spirito:
- la pazienza, la benignità e la mitezza.

Concedici di amare te, per avere in dono te, che sei l'Amore
- e donaci di bene operare per rendere tutta la vita una lode a te.

Fa' che ci dedichiamo al servizio dei fratelli,
- perché abbiano a conseguire più facilmente la salvezza.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

Signore Dio nostro, che ci hai dato la grazia di giungere a questo giorno, accompagnaci oggi con la tua protezione, perché non deviamo mai verso il peccato e in pensieri, parole e opere aderiamo sempre alla tua volontà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'Unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (9,18-26)
In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà».
Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli.
Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello.
Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì.
Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse:
«Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo.
Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò.
E se ne sparse la fama in tutta quella regione.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O immenso creatore,
che all'impeto dei flutti
segnasti il corso e il limite
nell'armonia del cosmo,

tu all'aspre solitudini
della terra assetata
donasti il refrigerio
dei torrenti e dei mari.

Irriga, o Padre buono,
i deserti dell'anima
coi fiumi di acqua viva
che sgorgano dal Cristo.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito santo. Amen.

1a antifona

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia.

SALMO 44, 2-10 (I)
Le nozze del Re

A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo: andategli incontro (Mt 25, 6)

Effonde il mio cuore liete parole, †
io canto al re il mio poema. *
La mia lingua è stilo di scriba veloce.

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, †
sulle tue labbra è diffusa la grazia, *
ti ha benedetto Dio per sempre.

Cingi, prode, la spada al tuo fianco, †
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, *
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

La tua destra ti mostri prodigi: †
le tue frecce acute
colpiscono al cuore i tuoi nemici; *
sotto di te cadono i popoli.

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; *
è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

Ami la giustizia e l'empietà detesti: †
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato *
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, *
dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre.
Figlie di re stanno tra le tue predilette; *
alla tua destra la regina in ori di Ofir.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia.

2a antifona

Ecco lo sposo che viene:
andiamo incontro a Cristo Signore.

Salmo 44, 11-18 (II)
La Regina e la Sposa

Vidi la nuova Gerusalemme... pronta come una sposa adorna per il suo sposo (Ap 21, 2)

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, *
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza. *
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.

Da Tiro vengono portando doni, *
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

La figlia del re è tutta splendore, *
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.

E' presentata al re in preziosi ricami; *
con lei le vergini compagne a te sono condotte;
guidate in gioia ed esultanza, *
entrano insieme nel palazzo regale.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; *
li farai capi di tutta la terra.

Farò ricordare il tuo nome
per tutte le generazioni, *
e i popoli ti loderanno
in eterno, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Ecco lo sposo che viene:
andiamo incontro a Cristo Signore.

3a antifona

Ora si compie il disegno del Padre:
fare di Cristo il cuore del mondo.

CANTICO Ef 1, 3-10
Dio salvatore

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ora si compie il disegno del Padre:
fare di Cristo il cuore del mondo.

Lettura breve

1 Tes 2, 13

Noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l'avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete.

Responsorio Breve

℟. Salga a te, Signore, * la mia preghiera.
Salga a te, Signore, la mia preghiera.

℣. Come profumo d'incenso *
la mia preghiera.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Salga a te, Signore, la mia preghiera.

Antifona al Magnificat

Senza fine ti esalto, mio Dio!

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat

Senza fine ti esalto, mio Dio!

Intercessioni

Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Gesù Cristo, che ama la sua Chiesa, la nutre e la santifica con la parola e i sacramenti:
Esaudisci i desideri del tuo popolo, Signore.

Signore Gesù, fa' che tutti gli uomini siano salvi,
- e giungano alla conoscenza della verità.

Proteggi il nostro Papa N. e il nostro Vescovo N.,
- sostienili con la potenza del tuo Spirito.

Provvedi ai disoccupati e ai senza tetto,
- fa' che ogni uomo abbia ciò che è necessario a una vita dignitosa e sicura.

Sii rifugio al povero,
- aiutalo nella sofferenza e nel bisogno.

Ti raccomandiamo i sacri ministri, che hai chiamato a te da questa vita,
- fa' che cantino in eterno la tua lode nella liturgia del cielo.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

Dio onnipotente, che hai sostenuto i tuoi fedeli nella fatica di questo giorno, accogli la preghiera della sera come sacrificio di lode per i tuoi doni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Beato Charles de Foucauld (1858-1916)

eremita e missionario nel Sahara

Ritiro a Nazareth, 1897

"La tua fede ti ha guarita"

La fede, è ciò che fa che noi crediamo in fondo all'anima (...) tutte le verità che la religione ci insegna, di conseguenza il contenuto della Sacra Scrittura e tutti gli insegnamenti del Vangelo, infine quanto ci è proposto dalla Chiesa. Il giusto vivrà veramente di questa fede (Rm 1,17), poiché essa prende il posto in lui della maggior parte dei sensi naturali. Trasforma talmente ogni cosa che gli altri sensi possono servire poco all'anima, che percepisce attraverso essi solo apparenze che ingannano, mentre la fede le mostra le realtà.

L'occhio gli fa vedere un povero; la fede gli fa vedere Gesù (cf Mt 25,40). L'orecchio gli fa sentire ingiurie e persecuzioni; la fede gli canta: “Rallegratevi ed esultate” (Mt 5,12). I sensi ci fanno sentire i colpi di pietra ricevuti; la fede ci dice: “Abbiate una grande gioia per essere stati giudicati degni di soffrire qualcosa per il nome di Cristo” (cf At 5,41). Il gusto ci fa sentire l'incenso; la fede ci dice che il vero incenso “sono le preghiere dei santi” (Ap 8,4).

I sensi ci seducono con le bellezze del creato; la fede pensa alla bellezza increata ed ha compassione di tutte le creature che sono nulla e polvere di fronte a quella bellezza. I sensi hanno orrore del dolore; la fede lo benedice come la corona dello sposalizio che l'unisce all'Amato, il cammino col suo Sposo, la mano nella sua mano divina. I sensi si ribellano all'ingiuria; la fede la benedice: “Benedite coloro che vi maltrattano” (Lc 6,28) (...); la trova dolce poiché è condividere la sorte di Gesù. (...) I sensi sono curiosi; la fede non vuole conoscere nulla: ha sete di scomparire e vorrebbe passare tutta la vita immobile ai piedi del tabernacolo.

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