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lunedì 24 settembre
San Vincenzo Maria Strambi

Vescovo

VINCENT STRAMBI
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Vincenzo Maria Strambi nasce il 1° gennaio 1745 a Civitavecchia, dal farmacista Giuseppe e da Eleonora Gori.

Vinte le resistenze del genitore, il 4 novembre 1762 entrò nel seminario di Montefiascone ricevendo la tonsura e gli Ordini minori. Era dotato di vivace intelligenza, unita a grande senso pratico. Frequentò il Collegio Nuovo di Roma. Divenne diacono il 14 marzo 1767 a Bagnoregio ove poi a novembre entrò come Rettore del Seminario.

Fu consacrato sacerdote sempre a Bagnoregio il 19 dicembre 1767. Chiamato per vocazione alla vita religiosa, chiese di entrare prima tra i padri della Missione e successivamente tra i Cappuccini. Finché incontrò Paolo della Croce e restò conquistato dalla sua personalità e santità.

Nel 1768 fu accolto tra i Passionisti dallo stesso Paolo. Ma per vincere l’opposizione del padre, dovette fuggire di casa. Novizio con il nome di Vincenzo Maria, e nonostante parecchie obiezioni del padre, poté fare la sua professione il 24 settembre 1769. Il padre aveva scritto a S. Paolo della Croce, chiedendogli di comandare a Vincenzo di tornare in famiglia. Il Fondatore aveva risposto con una lettera altrettanto chiara e decisa, facendo una profezia: “Si dovrebbe sommamente rallegrare nel vedere che il Signore sceglie il suo figlio per farlo un gran Santo”.

Vincenzo divenne famoso come predicatore fra la gente dell’Italia Centrale, esercitò varie volte l’apostolato insieme a S. Gaspare del Bufalo. Popolarissimoa Roma predicò più volte anche davanti al Collegio Cardinalizio. Nella Congregazione ricoprì gli incarichi d’insegnante di teologia, di superiore, di provinciale, di consultore generale e di postulatore generale dal 1792 alla morte. Fu stimato da tutti e specialmente da S. Paolo della Croce. Vero Passionista, fu devotissimo del preziosissimo Sangue di Cristo: scrisse il primo libro sul mese di luglio dedicato al Sangue di Gesù. Fu direttore spirituale di tante anime elette come S. Gaspare del Bufalo, la ven. Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.

Il 5 luglio 1801, Vincenzo venne nominato vescovo di Macerata e Tolentino da Pio VII (Barnaba Chiaramonti, 1800-1823).
Costruì un nuovo seminario in cui profuse ogni attenzione, come la scelta dei professori, l’accoglienza personale di ogni singolo seminarista; teneva personalmente lezioni ogni settimana; favorì le lezioni di canto gregoriano. Con la filatura della canapa creò un giro economico per aiutare i poveri. Ampliò l’orfanotrofio dei Padri Somaschi e il Conservatorio di Tolentino, eresse un ricovero per i vecchi. Particolare attenzione la diede all’organizzazione del catechismo con scuole appropriate e anche per gli adulti. Non dimenticò i malati, e soprattutto ascoltò il clamore dei poveri. “I poveri, diceva, urlano, urlano”.

Rifiutò di prestare giuramento di fedeltà all’imperatore Napoleone, secondo le leggi vigenti, che purtroppo videro lo scioglimento e la dispersione di vari Ordini religiosi e per questo fu condannato all’esilio dal 1808 al 1814. Relegato a Novara per un anno, nell’ottobre 1809 venne trasferito a Milano ospite dei Barnabiti e poi di varie persone dell’alta borghesia e nobiltà.
Nel 1823 Leone XII (
Annibale Sermattei Della Genga, 1823-1829), dietro le sue pressanti richieste, lo esonerò dalla sede vescovile di Macerata e lo volle presso di sé come consigliere. Ma lo Strambi volle imitare Cristo fino in fondo e offrì la sua vita per la salute del Pontefice e venne esaudito. Il Papa guarì e lui colpito da apoplessia, muore il 1° gennaio 1824, nello stesso giorno che era nato. Fu sepolto nella basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Il 12 novembre 1957 il suo corpo venne traslato nella chiesa di S. Filippo in Macerata. Delle sue opere di ascetica e devozione sono state stampate molte edizioni.

Vincenzo Maria Strambi è stato beatificato il 26 aprile 1925 da Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) e canonizzato dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) l’11 giugno 1950.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O sole di giustizia,
Verbo del Dio vivente,
irradia sulla Chiesa
la tua luce immortale.

Per te veniamo al Padre,
fonte del primo amore,
Padre d'immensa grazia
e di perenne gloria.

Lieto trascorra il giorno
in umiltà e fervore;
la luce della fede
non conosca tramonto.

Sia Cristo il nostro cibo,
sia Cristo l'acqua viva:
in lui gustiamo sobrii
l'ebbrezza dello Spirito. Amen.

1a antifona

Al mattino ti prego, Signore,
ascolta la mia voce!

SALMO 5, 2-10.12-13
Preghiera del mattino per avere l'aiuto del Signore

Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre.

Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole: *
intendi il mio lamento.

Ascolta la voce del mio grido, †
o mio re e mio Dio, *
perché ti prego, Signore.

Al mattino ascolta la mia voce; *
fin dal mattino t'invoco e sto in attesa.

Tu non sei un Dio che si compiace del male; †
presso di te il malvagio non trova dimora; *
gli stolti non sostengono il tuo sguardo.

Tu detesti chi fa il male, †
fai perire i bugiardi. *
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.

Ma io per la tua grande misericordia †
entrerò nella tua casa; *
mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio.

Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici; *
spianami davanti il tuo cammino.

Non c'è sincerità sulla loro bocca, *
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto, *
la loro lingua è tutta adulazione.

Gioiscano quanti in te si rifugiano, *
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno *
quanti amano il tuo nome.
Signore, tu benedici il giusto: *
come scudo lo copre la tua benevolenza.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Al mattino ti prego, Signore,
ascolta la mia voce!

2a antifona

Lodiamo il tuo nome glorioso,
Signore, nostro Dio.

CANTICO 1Cr 29,10-13
Solo a Dio l'onore e la gloria

Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).

Sii benedetto Signore,
Dio di Israele, nostro padre, *
ora e sempre.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, †
la gloria, la maestà e lo splendore, *
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.

Tuo è il regno, Signore; *
tu ti innalzi sovrano su ogni cosa.
Da te provengono ricchezza e gloria; *
tu domini tutto;

nella tua mano c'è forza e potenza; *
dalla tua mano ogni grandezza e potere.
Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo *
e lodiamo il tuo nome glorioso.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Lodiamo il tuo nome glorioso,
Signore, nostro Dio.

3a antifona

Gloria al Signore nel suo tempio:
egli regna per sempre.

SALMO 28
Il Signore proclama solennemente la sua parola

Ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il figlio mio prediletto (Mt 3,17).

Date al Signore, figli di Dio, *
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome, *
prostratevi al Signore in santi ornamenti.

Il Signore tuona sulle acque, †
il Dio della gloria scatena il tuono, *
il Signore, sull'immensità delle acque.

Il Signore tuona con forza, *
tuona il Signore con potenza.
Il tuono del Signore schianta i cedri, *
il Signore schianta i cedri del Libano.

Fa balzare come un vitello il Libano *
e il Sirion come un giovane bufalo.

Il tuono saetta fiamme di fuoco, *
il tuono scuote la steppa,
il Signore scuote il deserto di Kades *
e spoglia le foreste.

Il Signore è assiso sulla tempesta, *
il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà forza al suo popolo, *
benedirà il suo popolo con la pace.

Nel tempio del Signore, *
tutti dicono: «Gloria!».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Gloria al Signore nel suo tempio:
egli regna per sempre.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (23, 13-22)
In quel tempo, Gesù parlo dicendo: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate,
e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci .
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati.
Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?
E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati.
Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta?
Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra;
e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita.
E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso."

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O immenso creatore,
che all'impeto dei flutti
segnasti il corso e il limite
nell'armonia del cosmo,

tu all'aspre solitudini
della terra assetata
donasti il refrigerio
dei torrenti e dei mari.

Irriga, o Padre buono,
i deserti dell'anima
coi fiumi di acqua viva
che sgorgano dal Cristo.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito santo. Amen.

1a antifona

Giusto è il Signore,
gli uomini retti vedranno il suo volto.

SALMO 10
Nel Signore è la fiducia del giusto

Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5,6).

Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»?

Ecco, gli empi tendono l'arco, †
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore.

Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare?

Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli.

I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo.
Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza.

Farà piovere sugli empi
brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte.

Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Giusto è il Signore,
gli uomini retti vedranno il suo volto.

2a antifona

Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

Salmo 14
Chi è degno di stare davanti al Signore

Voi vi siete accostati al monte di Sion, alla città del Dio vivente (Eb 12, 22).

Signore, chi abiterà nella tua tenda? *
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
Colui che cammina senza colpa, *
agisce con giustizia e parla lealmente,

chi non dice calunnia con la lingua, †
non fa danno al suo prossimo *
e non lancia insulto al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, *
ma onora chi teme il Signore.

Anche se giura a suo danno, non cambia; †
se presta denaro non fa usura, *
e non accetta doni contro l'innocente.

Colui che agisce in questo modo *
resterà saldo per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

3a antifona

In Cristo il Padre ci ha scelti
per essere suoi figli.

CANTICO Ef 1,3-10
Dio salvatore

Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

In Cristo il Padre ci ha scelti
per essere suoi figli.

San Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975)

sacerdote, fondatore

Omelia in "Amigos de Dios"

Mettere sul moggio la nostra lucerna

"Cristo, scrive un Padre della Chiesa [San Giovanni Crisostomo], ci ha lasciati in questo mondo perché fossimo come delle lampade...; affinché agiamo come un lievito...; affinché siamo un seme; affinché portiamo frutto. Se la nostra vita avesse tale splendore non avremmo bisogno di aprir bocca. Le parole sarebbero di troppo, se potessimo mostrare le opere. Non ci sarebbe un solo pagano, se fossimo veramente cristiani".

Dobbiamo evitare l'errore di credere che l'apostolato si riduce alla testimonianza di qualche pratica pia. Siamo cristiani, tu ed io, ma nello stesso tempo e senza soluzione di continuità, siamo cittadini e lavoratori con obblighi ben precisi, che dobbiamo compiere in modo esemplare se vogliamo davvero santificarci. E' Gesù che ci sollecita: " Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5,14-16).

Il lavoro professionale, qualunque sia, diviene lucerna che illumina colleghi ed amici. Ecco perché ho l'abitudine di ripetere...: che m'importa che mi si dica di un tale che è un buon figlio, un buon cristiano, se è un pessimo calzolaio! Se non si sforza di apprender bene il suo mestiere e di esercitarlo con cura, non potrà né santificarlo né offrirlo al Signore. E la santificazione del lavoro di tutti i giorni è, per così dire, il cardine della vera spiritualità per tutti noi che siamo decisi ad esser di Dio calati nelle realtà temporali.

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