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Quaresima: come incoraggiare i vostri figli nel cammino verso la Pasqua?

RODZICE Z CÓRKĄ

gpointstudio | Shutterstock

Edifa - pubblicato il 08/03/21

Durante le lunghe settimane di Quaresima, i bambini hanno bisogno di essere accompagnati per non abbandonare i buoni propositi fatti nell'entusiasmo dei primi giorni.

diChristine Ponsard

Talvolta, per inerzia o semplicemente perché ci siamo lasciati sopraffare dal tempo, non viviamo a pieno la Quaresima, questo tempo che ci è dato per prepararci alla Pasqua. La tentazione di dire: “Pazienza, faremo meglio l’anno prossimo” è grande. Aiutiamo i bambini a capire che non è mai troppo tardi per incamminarsi e per prepararsi bene a questo grande giorno.

Un calendario ludico per camminare verso la Pasqua

Un calendario permetterebbe al bambino di vedere il tempo che scorre e di prendere coscienza dei suoi passi, giorno dopo giorno, nel cammino verso la Pasqua. Se non l’avete già fatto quindi, è possibile realizzare per lui (o per lei) un calendario quaresimale sul quale potrà incollare un adesivo o colorare una casella), giorno per giorno. Per mostrare che la Quaresima è un cammino, un’ascesa, è importante che questo periodo sia rappresentato da un sentiero o da una scala che sale.

Il bambino può segnare i suoi fioretti su questo calendario o su qualsiasi altro supporto simbolico: una grande croce da colorare, un puzzle da ricomporre, ecc. Se non avesse cominciato all’inizio della Quaresima, possiamo proporgli di iniziare anche successivamente, qualora ci accorgessimo del suo bisogno di uno strumento concreto per perseverare. Certo, questo modo di procedere ha i suoi limiti. Il bambino, che è giudice di sé stesso, a volte potrebbe essere troppo indulgente, altre troppo severo. Inoltre, potrebbe esserci anche una sorta di (spiacevole) competizione tra fratelli e sorelle. Tuttavia, è utile ricordare che il valore della Quaresima non può essere limitato alla somma degli sforzi e dei sacrifici fatti. Tutti questi rischi possono essere limitati se i genitori sapranno sostenere e guidare i bambini, se riusciranno a rassicurare gli scrupolosi, ad invitare coloro che sono un po’ più esibizionisti ad essere più discreti e aiutarli a scoprire che la Quaresima è prima di tutto un’iniziativa di Dio per ciascuno di noi. È il Suo Amore che è all’origine e che precede i nostri sforzi e le nostre rinunce.

Non scegliete degli sforzi troppo ambiziosi

Quando non abbiamo il coraggio di perseverare nello sforzo, spesso troviamo mille “buone scuse” come: “Il fioretto che avevo scelto è davvero troppo difficile. Alla fine è inutile perché tanto cado sempre”. Capita che i bambini scelgano dei fioretti troppo ambiziosi. In questo caso, possiamo suggerire loro di riformularli in modo più preciso e modesto. Quindi, per esempio, invece di dire “Sarò sempre di buon umore” optare per “Farò uno sforzo per essere sempre sorridente al mattino”. Dio non ci chiede di andare avanti a passi da gigante: ci chiede di andare avanti, tutto qui, di fare un passo, per quanto piccolo possa essere. Poi di farne un altro. Poi un altro ancora.

Se alcuni propositi sono troppo ambiziosi, altre potrebbero non esserlo abbastanza. Non abbiate paura di “fare un passo avanti”, per riaccendere l’entusiasmo. Dite al bambino: “Puoi andare anche più in là, puoi farcela”. Questo è vero anche a livello familiare: durante la Quaresima si può decidere di fare di più di quello che era stato pianificato inizialmente (per esempio rispetto alla preghiera o alla condivisione in famiglia). In ogni caso, non bisogna rinchiudersi in un “programma” stabilito una volta per tutte. La Quaresima, come tutta la vita, deve essere sempre vista come una progressione, un’opportunità per crescere.

Incoraggiare i giovani ma anche gli adulti

Il bambino ha bisogno di qualcosa di concreto, palpabile. Egli però non vede Dio, non Lo sente. Dio si rivela al bambino attraverso i genitori, si mostra a lui tramite i loro sforzi, i loro sacrifici e le loro ardenti generosità. Inoltre, è importante che i genitori sappiano talvolta rimanere in silenzio e discreti, talaltra ridare loro fiducia ed approvarli. Il bambino ha bisogno di sentirsi dire: “Questo è bene”, di sentirsi compreso ed incoraggiato. A volte basta uno sguardo o un sorriso per far sapere al bambino che abbiamo notato il suo sforzo e che, pur rispettando la gioiosa discrezione con cui lo fa, vogliamo mostrargli che siamo orgogliosi di lui.

Aiutare i più piccoli è relativamente facile. Anche i più grandi però hanno bisogno di essere incoraggiati, sebbene essi esigono che si resti fuori dalle loro decisioni. Spetta allora ai genitori trovare il difficile equilibrio tra una presenza attenta e una discrezione rispettosa. È sufficiente dire ad un adolescente: “Non prendi la nutella? È il tuo sacrificio per la Quaresima?” che egli rinuncerà immediatamente a questa penitenza che aveva scelto e che voleva tenere segreta. Ma, nello stesso tempo, se egli fa degli sforzi per aiutare, anche minimi, e nessuno glieli riconosce, né rimarrà deluso e sfiduciato.

Un’atmosfera gioiosa: un buon modo per aiutare i bambini a perseverare fino a Pasqua

La Quaresima non è un periodo di tristezza. È un tempo di conversione, quindi di gioia. Così come “un santo triste è un triste santo”, “una Quaresima triste è una triste Quaresima”. Certamente, la conversione implica contrizione e penitenza. Piangere sui propri peccati, avere il cuore “rotto, frantumato” a causa di essi, è una delle grazie della Quaresima. Ma queste lacrime non escludono la gioia, anzi, sono la porta che apre alla felicità di essere salvati.

La gioia della Quaresima deve essere tradotta molto concretamente, nel quotidiano, della vita familiare. Questa atmosfera gioiosa è certamente uno dei modi più sicuri per aiutare i bambini a perseverare fino al giorno della Pasqua.

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