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SZCZUPŁA KOBIETA

aijiro | Shutterstock

Edifa - pubblicato il 18/04/20

Non vedete quale rapporto c’è tra la vita cristiana e l'aumento di peso o l'eccesso di peso? Pensate che questo argomento sembri più legato agli inevitabili consigli dietetici di cui parlano alcuni media durante l’isolamento (il frigorifero e gli spuntini hanno il vento in poppa!)? Non ingannatevi, queste due realtà sono strettamente legate...

di Christine Ponsard

Basta guardarsi intorno per capire che le diete come gli altri rimedi dimagranti hanno un futuro luminoso davanti a loro. Mentre per ora tutti cercano di rimanere snelli, da qui alla fine della crisi sanitaria dovuta al Covid-19 questo potrebbe diventare una grande preoccupazione sia per le donne che per gli uomini. In una certa misura, prendersi cura del proprio aspetto fisico è molto normale e anche molto sano. Ma l’importanza smisurata di queste preoccupazioni è a volte eccessiva. E ancor più quando si tratta di cristiani, perché non sembrano stabilire alcun legame tra la loro dieta dimagrante e la loro Fede, tra il loro scoraggiamento di fronte ai chili superflui (quanto sconforto per motivi di questo tipo!) e la Speranza Pasquale. Ciò che vale per gli adulti vale anche per i figli, soprattutto per le adolescenti.

Mettersi totalmente nelle mani di Dio

Eppure la fede non riguarda solo una parte di ciò che siamo e di ciò che viviamo. Credere è mettere tutta la nostra fiducia in Dio, metterci totalmente nelle mani di Dio, abbandonarci completamente al Suo Amore… anche con i nostri chili di troppo e tutte le preoccupazioni che ci causano! Poiché Cristo è Risorto è tutta la nostra vita ad essere trasformata, anche nelle sue dimensioni più profane.

I chili in più sono un esempio scelto tra tanti perché parlano con forza ad un gran numero di persone. Ma possiamo fare molti altri esempi: quante volte, infatti, siamo tentati di vivere certi aspetti della nostra vita “accanto” a Dio e non in Lui, come se qualche tratto della nostra persona potesse non riguardarLo! Spetta a ciascuno fare il punto della situazione per discernere ciò che ci sottrae alla luce della Risurrezione, ciò che non vive in Dio.

Consegnare il desiderio di bellezza alla luce della Resurrezione

“Siete stati innalzati con Cristo, cercate le realtà dell’Alto: ecco Cristo, seduto alla destra di Dio” (Cor 3, 1), ci ricorda San Paolo. Tendere verso le realtà di sopra non è disprezzare il nostro corpo, chiamato a risorgere con Cristo, il nostro corpo è destinato a quelle realtà. La Resurrezione ci invita a vedere nel nostro corpo molto di più e molto meglio di quanto ci dicono le riviste di moda. La bellezza, infatti, è una “realtà dell’Alto”: noi la desideriamo ed è Dio Stesso che pone questo desiderio dentro di noi.

La sofferenza per le nostre imperfezioni corporee è giusta, perché siamo tutti fatti per la bellezza, con il nostro corpo, tuttavia, dobbiamo abbandonare questo desiderio di bellezza alla luce della Risurrezione. Per farlo, dobbiamo spogliarla di tutta la sua impurità, della sua ricerca egoistica (quando l’eccesso di peso soffoca la nostra gioia o distoglie la nostra attenzione), dell’orgoglio (quando vogliamo essere i più belli a tutti i costi) e dell’autosufficienza.

Quando un figlio, un adolescente o il nostro coniuge si lamenta di ciò che lo fa stare male (o che crede gli faccia male), non diciamo solo: “Non importa!” perché per lui è importante. Ma non ha che un’importanza relativa, e questo è un segno positivo! Questo desiderio di bellezza rivela che siamo fatti per la Bellezza, questa bellezza senza macchia, senza limite, che siamo chiamati a contemplare eternamente. Chiediamo a Cristo Risorto di aprire i nostri occhi su questa Bellezza che già ci è rivelata nella luce della Pasqua.

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