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Spiritualità
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Perché non infondere un po’ di vita alla preghiera della sera?

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© Stock-Asso

Edifa - pubblicato il 08/02/20

La sera, quando dite le vostre preghiere non sentite nulla? Ripetete sempre le medesime parole senza pensare al loro significato? Forse è arrivato il momento di dare un tocco di novità.

di fra’ Thierry-Dominique Humbrech

Tutti noi sogniamo che la nostra giornata diventi un’offerta per il Signore, una vita d’unione con Lui, con una preghiera continua. Ma la sera, stanchi morti dopo una giornata senza tregua, dedichiamo solo qualche minuto ad essa, prima di sprofondare in un sonno profondo. La preghiera della sera è la preghiera dell’undicesima ora, degli ultimi cinque minuti, dell’ultimo sospiro. È spesso quel rosario che non riusciamo a terminare o la recita di quelle solite preghiere che diciamo meccanicamente e che subiscono l’usura del tempo. Tutto questo naturalmente è meglio che non pregare affatto, ma l’anima grida assetata. Come infonderle allora un po’ di vita?

Trovare il momento giusto prima di andare a letto

La preghiera diventa vita solo se è quotidiana. Non si può rinunciare ad essa con il pretesto che è ripetitiva. In primo luogo, è necessario trovare il momento giusto e la sera non è sempre il migliore: è spesso il momento scelto in mancanza di alternative. Ma forse c’è un momento migliore durante la nostra giornata, tra un’attività e l’altra. Per esempio tra il dopocena e l’inizio della serata, oppure tornando dal lavoro. Sta a ciascuno di noi trovare il momento ideale, e sicuramente ce n’è uno.

L’importante è che sia un momento di qualità. Perché dare a Dio le briciole della nostra giornata? L’intimità a cui ci invita merita di meglio. Non si prega con in mano il cellulare, ma bisogna dare al Signore tutta l’attenzione che Egli ci richiede. C’è infatti una cortesia dell’amicizia.

Rinnovare la preghiera della sera

L’amore ama la sorpresa. Durante la preghiera della sera possiamo alternare la lettura di un autore spirituale, di un Vangelo o la liturgia delle ore. Perché aggiungere la noia allo sforzo? La penitenza non è richiesta e la preghiera è fatta per nutrire e anche per far piacere. Basterebbe per esempio procurarsi un libro sulla liturgia delle ore e pregare in qualsiasi momento della giornata l’Ufficio divino, da soli o con altri e in questo modo ci nutriremmo delle Sacre Scritture. Le parole del Signore valgono di più che alcuni esami di coscienza che non sono altro che una sessione di introspezione. Ricordiamoci, che non è vietato trasformare il nostro pigiama in un paramento liturgico!

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