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Arcidiocesi di San Paolo: no a interpretazione storica di una santa come “trans”

Santa Marina

Richard de Montbaston, em Jacobus de Voragine, Legenda aurea (tradução de Jean de Vignay), França, Paris, Domínio Público, via Wikimedia Commons

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José Miguel Carrera - pubblicato il 19/09/22 - aggiornato il 19/09/22

Il cortometraggio “São Marino” decontestualizza la vita di Santa Marina in un film narrato da padre Júlio Lancellotti

L’arcidiocesi brasiliana di San Paolo ha diffuso una nota, attraverso il suo Segretariato per le Comunicazioni, in cui sconfessa la deturpazione della storia di Santa Marina, ritratta come “trans” nel cortometraggio São Marino.

La produzione, della cineasta Leide Jacob, è stata registrata nella chiesa di Santa Marina, situata nella zona orientale della città di San Paolo, ed è narrata da p. Júlio Lancellotti, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, nel quartiere di Mooca, e vicario della Pastorale del Popolo di Strada di San Paolo.

Secondo il materiale divulgativo dell’opera, “il film promuove sensibili discussioni contemporanee, ad esempio sul rispetto del nome sociale, rimandando Santa Marina a San Marino”, mediante allestimenti, riflessioni e interazioni di un gruppo di persone transmaschili” (sic). Il trailer descrizione del cortometraggio, diffuso l’11 settembre, aggiunge che “la lotta contro la transfobia è di todes” [termine usato per non scrivere “todos”, “tutti” al maschile, o “todas”, “tutte” al femminile, n.d.t.].

Ideologia di genere

Come la decontestualizzazione dell’identità sessuale di Santa Marina è una deturpazione storica con motivazioni ideologiche, anche i termini “todes” e “transmaschili” sono esempi del cosiddetto “linguaggio neutro”, una nuova lingua che deturpa la grammatica sulla base di tesi legate in misura maggiore o minore all’ideologia di genere.

Questa ideologia, a sua volta, è una bandiera della militanza politica di sinistra, e sostiene grosso modo che l’identità sessuale umana sarebbe una “costruzione sociale” completamente dissociata dal sesso biologico.

Attenzione: è fondamentale non confondere l’ideologia di genere con la semplice ma necesssaria presa di coscienza del rispetto dovuto alle persone omosessuali. Quello che predica l’ideologia di genere non è dovere civico, ma menzogne pseudoscientifiche che dissociano in modo radicale biologia e psicologia, potendo provocare tragedie come quella documentata in modo dettagliato nel caso dei fratelli gemelli canadesi Bruce e Brian Reimer, come anche disturbi sociali quali quelli descritti nel documentario norvegese Hjernevask (“Lavaggio del cervello”).

La risposta dell’arcidiocesi di San Paolo

Senza menzionare p. Lancellotti, l’arcidiocesi di San Paolo ha sconfessato le false dichiarsazioni ideologiche relative a Santa Marina, affermando esplicitamente che “questa narrazione non corrisponde alla realtà sulla vita di Santa Marina”.

“La storia dei santi cattolici dev’essere conosciuta meglio e non può essere interpretata alla luce di ideologie che non corrispondono affatto al contesto in cui sono vissuti, né ai valori e alle virtù che hanno testimoniato nel corso della loro vita”, aggiunge la nota.

Il testo riassume poi la storia di Santa Marina:

“Santa Marina era una giovane orfana di madre che per continuare a vivere con il padre decise di entrare in un monastero, si travestì da monaco e consacrò la propria verginità a Dio. In monastero progredì nelle virtù e nella vita di preghiera, penitenza e carità (…).

Un grande esempio della sua anima virtuosa emerge dall’episodio in cui la santa venne falsamente accusata di aver messo incinta una ragazza. Pur potendo difendersi rivelando di essere in realtà una donna tacque, sopportando la prova della calunnia e delle umiliazioni, unendosi alle sofferenze di Cristo”.

La verità sul sesso femminile di Santa Marina venne scoperta solo dopo la sua morte. Canonizzandola, la Chiesa l’ha riconosciuta che come la donna che era di fatto, e non come il presunto monaco da cui si era travestita.

È importante proporre la discussione dal punto di vista contrario: quali potrebbero essere le proporzioni del grido ideologico se la Chiesa cattolica avesse canonizzato una donna come se fosse un uomo?

Tags:
santi e beatitransessualismo
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