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Arte e Viaggi
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Alla scoperta delle antiche cappelle nelle isole maltesi

Marinella Bandini | 27/07/22

Nessun altro paese dell’Europa occidentale può vantare un numero così elevato di cappelle per chilometro quadrato

La campagna maltese e gozitana è costellata di numerose cappelle antiche; non c’è altro paese dell’Europa occidentale che possa vantarne un numero così elevato per chilometro quadrato. Questi piccoli edifici di culto, che costellano l’arcipelago, sono la prova dell’amore di maltesi e gozitani per la loro fede cattolica e della loro devozione verso Dio, la Madonna e i santi. Ogni insediamento originario aveva almeno una chiesa; ma molte cappelle sono state costruite appositamente in luoghi remoti, come le scogliere di Dingli, o in aperta campagna.

Molte di queste cappelle sorgono sulle rovine di luoghi di culto eretti secoli prima, come quella di Nostra Signora della Misericordia a Qrendi e di Santa Caterina a Żejtun. Alcune, in origine, erano antiche chiese rupestri. Quasi tutte le cappelle, pur essendo semplici e rustiche, hanno caratteristiche diverse e raccontano storie diverse, che ci trasportano indietro nel tempo, nei luoghi sacri in cui pregavano i nostri antenati nella fede.

Cappella di Santa Maria di Bir Miftuħ, Gudja

La cappella di Bir Miftuħ (la traduzione letterale è “pozzo aperto”, ma qui probabilmente significa “sorgente zampillante”) è stata costruita oltre 600 anni fa: è citata in una relazione ecclesiastica sulle isole maltesi del 1436. Il documento menziona le 10 parrocchie presenti a Malta e Gozo in quel periodo, una delle quali era proprio la chiesa di Bir Miftuħ. Oggi, la chiesa si trova di fronte all’aeroporto internazionale di Malta, ed è uno dei primi siti che si notano appena si atterra sull’isola. La cappella di Bir Miftuħ è un bell’esempio di architettura medievale. Gli ampi lavori di restauro effettuati di recente hanno portato alla luce molti interessanti reperti storici, tra cui alcuni affreschi risalenti al XVI secolo.

Cappella dell’Annunciazione, Ħal Millieri, Żurrieq

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Foto di Joseph Sammut per il Consiglio locale di Żurrieq

In mezzo al verde della campagna, nell’antico villaggio di Żurrieq, si trova una cappella medievale dedicata all’Annunciazione. La prima costruzione risale al XIII secolo, nell’area in cui sorgeva una villa romana, i cui resti sono ancora visibili nelle vicinanze. L’edificio attuale risale circa al 1480. Sono ancora visibili i resti di quella che un tempo era una porta d’ingresso al santuario, nota come iconostasi, che mostra l’influenza della tradizione religiosa e dell’arte ortodossa-bizantina in epoca medievale. La cappella è rustica, costruita a scatola, priva di finestre o oculi. È famosa per gli 11 affreschi che ne ornano le pareti. È probabile che siano copie di quelli della cappella originale. Quasi tutti rappresentano santi ortodossi-bizantini, tra cui San Leonardo e San Nicola.

Cappella di Santa Maria di Ħal Xluq, Siġġiewi

Nell’antico villaggio di Siġġiewi si trova una cappella dedicata a Santa Maria Assunta, popolarmente conosciuta con il nome di Ta’ Ħal Xluq. Sebbene non ci sia una data precisa della sua costruzione, l’arco a mezza cornice della porta principale testimonia la sua antichità. Inoltre, la cappella è già citata in una relazione ecclesiastica sulle isole maltesi del 1436 e poi in quella di mons. Pietro Dusina del 1575. La cappella fu ricostruita nel 1583 ed è considerata una delle più belle di questa zona. La pala d’altare titolare è un dipinto dell’Assunzione. A destra di questa opera principale, si trova un altro dipinto raffigurante Cristo davanti a Pilato. Entrambi i dipinti sono attribuiti agli allievi della scuola del famoso artista maltese Francesco Zahra.

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Per gentile concessione di Kappelli Maltin | Foto di Caroline Busuttil

Cappelle di San Basilio e San Michele, Mqabba

L’architettura della cappella di San Basilio è un gioiello medievale. Non è chiaro quando sia iniziata la devozione a questo santo della Chiesa ortodossa a Mqabba, anche se è verosimile che al tempo delle invasioni dei musulmani in Europa, alcuni cristiani orientali siano fuggiti a Malta e abbiano costruito una chiesa a Mqabba, dedicata al santo che veneravano in patria. Studi recenti hanno dimostrato che questa chiesa esisteva già nel 1486. Il 14 giugno si celebrava una festa devozionale; secondo la tradizione, questo è il giorno in cui San Basilio fu ordinato.

La chiesa di San Michele è adiacente a quella di San Basilio. Infatti, si accede da una chiesa all’altra attraverso un’apertura laterale, anche se entrambe le chiese hanno le loro porte principali. Sembra che questa chiesa sia stata costruita nel 1550, e ricostruita nel 1669. La popolarità di questa chiesa e le tre statue nel villaggio dedicate a questo Arcangelo dimostrano la grande devozione a San Michele presente a Mqabba.

Cappella di Santa Cecilia, Għajnsielem Gozo

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Per gentile concessione di VisitGozo

La costruzione di questa cappella risale al 1540 circa. Come altre cappelle tardo-medievali, è di forma cubica, tranne che per la leggera inclinazione del tetto. Pochi anni dopo ix-Xewkija divenne la prima parrocchia rurale di Gozo e la costruzione della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista fece sì che il centro dell’attività religiosa si spostasse verso est, portando all’abbandono di questa cappella. Restaurata nel 1630, servì come chiesa fino al 1644, quando fu sconsacrata. Completamente restaurata nel 2008, oggi la cappella ospita conferenze, mostre e concerti.

Cappella del ritorno della Sacra Famiglia dall’Egitto, Comino

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Per gentile concessione di VisitGozo

L’isolotto di Comino ha una superficie di appena due miglia quadrate ed è praticamente disabitato, ma è un’attrazione per il suo paesaggio incontaminato. Qui si trova una cappella che in origine era dedicata all’Assunzione. Secondo la tradizione, la devozione dei contadini locali per la Sacra Famiglia era così grande che, quando la ricostruirono, la dedicarono al “Ritorno della Sacra Famiglia di Nazareth” dall’Egitto. Sembra anche che già a metà del XIII secolo sorgesse qui una cappella, segnalata su una mappa dell’epoca (attualmente al Museo di Greenwich). Tuttavia, secondo studi più recenti, la prima cappella potrebbe essere rupestre. L’attuale cappella fu costruita dal Gran Maestro Alof de Wignacourt nel 1618. 

Cappella dell’Antico Salvatore di Lija

Nel villaggio di Lija si trova una bellissima cappella dedicata al Salvatore (XVI sec.). È considerata un bell’esempio di architettura locale. Il suo stile è semplice e piuttosto rustico. Aveva una sola navata. Tuttavia, nel secolo successivo, fu ampliata con la costruzione di due ali, assumendo la forma di una croce. Nel 1594, la cappella servì come chiesa parrocchiale. Vantava sei altari e ogni giorno venivano celebrate sei Messe. Continuò a svolgere questo ruolo per circa un secolo, fino alla costruzione della chiesa attuale. Per questo motivo la vecchia cappella è detta “dell’antico” Salvatore. In occasione della festa di Cristo Salvatore, il 6 agosto, la processione sosta davanti alla cappella e i partecipanti cantano l’Inno del Salvatore.

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Per gentile concessione di Kappelli Maltin | Foto di Caroline Busuttil

Cappella dell’Annunciazione a Balzan

Si trova nella parte più antica del villaggio di Balzan, al centro dell’isola di Malta. Il primo riferimento a questa chiesa si trova nella relazione di mons. Pietro Dusina del 1575, in cui si legge che fin dall’inizio la chiesa era dedicata all’Annunciazione. Mons. Dusina riferisce che la chiesa serviva circa 300 fedeli, provenienti da 60 famiglie, e riferisce della sua grande bellezza. Oggi nella cappella rimane un solo altare dei tre originari, dedicato proprio all’Annunciazione. Il 25 marzo viene celebrata una Messa solenne e molti fedeli partecipano a questa funzione liturgica.

Antica chiesa di Santa Caterina di Żejtun

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Questa grande cappella ha origini molto antiche. Fu la prima chiesa parrocchiale di Żejtun, per questo è chiamata “chiesa antica”. Anche se è conosciuta come chiesa di San Gregorio, è dedicata a santa Caterina d’Alessandria. La cappella funzionò fino al 1492; quindi fu ricostruita su scala più ampia. Quando le forze turche occuparono Żejtun, distrussero la cappella. Fu ricostruita di nuovo dopo il “grande assedio” e la sconfitta turca, ancora più ampia. Un tempo la cappella ospitava tre altari: quello principale dedicato a S. Caterina e i due altari laterali dedicati alla Madonna del Carmine e a San Gregorio Magno.

Cappella di Santa Maria Maddalena, Dingli

È una delle più belle di Malta. È conosciuta anche come “Cappella sulla scogliera di Santa Maria Maddalena”, poiché si trova proprio sul bordo della scogliera di Dingli, sulla costa orientale di Malta. In passato i pescatori usavano questa cappella come punto di riferimento per la navigazione. Non è chiaro quando sia stata costruita, ma sicuramente esisteva già nel 1436. La cappella di Santa Maddalena serviva le esigenze spirituali delle famiglie che vivevano nelle fattorie sotto le scogliere e nella campagna circostante. A causa di ingenti danni, la chiesa fu completamente ricostruita nel 1646.

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Malta Tourism Authority

Cappella dell’Annunciazione a Gozo

Una delle cappelle più interessanti di Gozo è quella dell’Annunciazione, situata nella fertile valle di Tal-Lunzjata (“annunciazione” in maltese), un tempo conosciuta come Saqqajja. Anche per i gozitani, la devozione per l’Annunciazione ha radici storiche profonde, che risalgono all’inizio di questa devozione. Nell’antichità c’erano cinque cappelle dedicate all’Annunciazione a Gozo, tra cui la cappella troglodita della valle di Saqqajja. Qui fu poi costruita l’attuale cappella, intorno al 1347. Il dipinto dell’altare principale è opera del cavaliere-pittore Fra Luca Garnier e mostra l’Arcangelo Gabriele che annuncia la Vergine. Ancora oggi, ogni 25 marzo, il vescovo di Gozo celebra la Messa in questa cappella.

Cappella di Nostra Signora della Misericordia a Qrendi

La chiesa attuale risale al 1650 e sorge sul sito di una precedente cappella del XIII secolo. L’origine del titolo “Misericordia” è dibattuta: secondo alcuni deriva da un’apparizione miracolosa a Savona nel 1536, secondo altri deriva dall’espressione “della Mercede”, che significa “redenzione”. In ogni caso, la devozione verso Nostra Signora della Misericordia è testimoniata dal gran numero di ex-voto donati alla cappella. La devozione raggiunse l’apice durante l’epidemia di lebbra del 1676: molti fedeli venivano qui a chiedere l’aiuto della Vergine. La cappella vanta diverse opere d’arte, tra cui il quadro titolare, opera del famoso artista Giuseppe D’Arena, un imponente crocifisso di suor Maria de Domenicis e un dipinto della Maddalena, opera di Mattia Preti o di un suo allievo.

Cappella della Madonna dei Miracoli, Lija

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Un’antica immagine della cappella | Per gentile concessione di Kappelli Maltin

Nel villaggio di Lija si trova un antico santuario mariano noto come Chiesa della Madonna dei Miracoli. L’edificio attuale, costruito nel 1664, si trova a circa 100 metri di distanza dalla cappella originaria. A questa prima cappella apparteneva il trittico in stile siciliano della fine del XIII secolo, che si può ancora ammirare nella chiesa attuale,  attribuito all’artista siciliano Corso di Buono. La cappella era inizialmente dedicata alla Madonna Assunta; la pala d’altare è opera di Mattia Preti. Nel 1743, il sacrestano notò delle gocce d’acqua sulla fronte, sulle guance e sul petto della Madonna – che poi si stabilì essere sudore umano. Lo stesso giorno, un terremoto devastante colpì l’isola di Malta, ma nessuno morì. Sia il Gran Maestro sia il vescovo conclusero che si trattava di un miracolo per intercessione della Beata Vergine. Da allora, il santuario è noto come “Chiesa di Nostra Signora dei Miracoli”.

Le informazioni utilizzate per questo articolo sono state riassunte e tradotte dal sito web Kappelli Maltin [https://www.kappellimaltin.com/index.html], dedicato alle cappelle maltesi. Un ringraziamento speciale a Roderick Busuttil, che ci ha guidati nella compilazione e nella revisione di questo articolo. Un omaggio particolare a Kilin (Mikiel Spiteri, 1917-2008), che è stato uno dei primi autori moderni a far conoscere le cappelle delle isole maltesi.

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Questo contenuto è frutto della collaborazione con l’Ente del Turismo di Malta (MTA).

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Alla scoperta delle antiche cappelle nelle isole maltesi