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Vi manca la forza? Ecco come gli angeli possono aiutarvi a rafforzarvi

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Zwiebackesser | Shutterstock

Fernando Cárdenas Lee, Foyer de Charite - pubblicato il 17/06/22

In omaggio ai cristiani che hanno offerto la propria vita come testimonianza d'amore nei confronti di Cristo, della Chiesa e dell'umanità

Domenica 5 giugno, in Nigeria, più di 50 cattolici sono stati assassinati a causa della loro fede alla fine della Messa di Pentecoste.

Monsignor Jude Arogundade, vescovo di Ondo, luogo in cui è avvenuto il massacro, ha affermato che l’obiettivo principale dei terroristi era “terrorizzare i cristiani e uccidere più persone possibile”.

Secondo la ONGPuertas abiertas, che elabora ogni anno una lista relativa alla persecuzione dei cristiani nel mondo, attualmente sono 360 milioni i cristiani che subiscono “elevati livelli di persecuzione e discriminazione per la loro fede”.

La ONG segnala anche che un cristiano su sette nel mondo soffre per qualche tipo di persecuzione, cosa che rende i cristiani il gruppo attualmente più perseguitato nel globo.

Da dove viene la forza dei martiri?

Dietro queste statistiche, che mostrano una realtà terribile, c’è un segnale che credo debba essere letto come particolarmente adatto a questi tempi.

Cosa fa sì che milioni di uomini e di donne siano disposti a dare la vita per la fede e per la loro sequela di Gesù?

Ricordo di aver partecipato a una conferenza di un sacerdote argentino che si trovava in missione in uno dei Paesi che hanno sofferto maggiormente gli attacchi e le persecuzioni di Al-Qaeda e Isis.

Il tema della conferenza era “Cosa ti insegnano loro?”, intendendo i cristiani perseguitati.

“Risulta incredibile vedere questi cristiani cattolici di qualsiasi età e condizione difendere la propria fede nonostante quello che può accadere alle loro famiglie”.

Avrebbero potuto rinnegare la loro fede e abbandonare Dio, ma Gli sono rimasti fedeli, e hanno dato col loro sangue una testimonianza di forza che ci riempie di ammirazione, gratitudine e stupore.

Tutti siamo chiamati dove ci troviamo

Bisogna ricordare che siamo tutti chiamati ad essere testimoni – ed è questo che significa la parola “martire” – di Gesù: nella nostra vita quotidiana, in quella familiare, lavorativa, sociale, politica ed economica.

Siamo chiamati a prendere la croce, a rinnegare noi stessi e a seguire Gesù (Mt 16,24).

Tra questi milioni di cristiani, però, c’è qualcosa che spicca, ed è la virtù della forza, che è stata definita come la disposizione a subire la persecuzione e perfino la morte per Cristo e per la verità del Suo Vangelo.

Sant’Agostino ne ha parlato come del fatto di “sopportare tutto di buon grado per Dio”.

Perché oggi siamo tanto deboli?

Al giorno d’oggi, però, si constata una perdita delle virtù in generale, e in particolare della virtù della forza.

Senza voler compiere un’analisi della crisi che interessa la nostra società, si possono menzionare diverse cause, come la dittatura del relativismo, in cui non ci sono verità, ma opinioni, e per questo seguire Cristo non si basa più su criteri oggettivi, ma su idee soggettive di ciascuno in base ai desideri che si hanno in un determinato momento.

Un’altra causa è l’idea di una libertà intesa come un’autonomia radicale da tutto ciò che viene fuori dalla persona.

Sono varie le voci che hanno parlato di questa assenza di forza, soprattutto in Occidente.

Il romanziere e premio Nobel per la Letteratura russo Alexandr Solzhenitsin, in un discorso pronunciato all’Università di Harvard, riteneva questa mancanza di forza l’aspetto caratteristico della società occidentale.

Qualcosa di simile veniva constatato dal filosofo statunitense Peter Kreeft, per il quale la forza è la virtù più consistentemente assente dalla maggior parte delle persone attuali che vivono in società tecnologicamente sviluppate e relativamente esenti dal dolore.

Dalla comodità alla grandezza

Ci si potrebbe chiedere, tuttavia, se questa sia davvero una questione seria o quale gravità possa avere per la vita se conduciamo una vita comoda.

In questo senso, va ricordato ciò che diceva Papa Benedetto XVI, ovvero che il mondo ci offre comodità, ma non siamo stati fatti per la comodità, ma per la grandezza.

L’arcivescovo messicano Luis Maria MartLuis María Martínez scriveva che “il cielo appartiene ai forti, e per questo ci sono relativamente pochi santi, perché pochi hanno la forza per compiere gli sforzi e i sacrifici che richiede la perfezione”.

La forza ci porta a cercare di realizzare cose grandi, mentre la comodità ci toglie la forza di cercare quel grande ideale.

Gesù chiede rinuncia e croce

Gesù vuole uomini forti, capaci di raggiungere cose grandi. Ci sono leggende nere formulate nel corso della storia in base alle quali il cristianesimo trasforma gli uomini in qualcosa che non è proprio di un uomo.

Nietzsche sosteneva che il cristianesimo ha reso gli uomini deboli, e per Marx era l’oppio che addormentava i credenti.

Nulla di più falso e sbagliato. Gesù stesso esige da chi vuole seguirlo una forza tale che lo porti a prendere su di sé la croce e a rinunciare a se stesso.

Benedetto XVI lo ricordava dicendo:

“Cristo non ci ha promesso una vita comoda. Chi vuole la comodità, con Lui ha sbagliato indirizzo. Egli ci mostra però la via verso le cose grandi, il bene, verso la vita umana autentica”.

L’assenza di forza impedisce di condurre una vita autentica, piena e realizzata.

L’aiuto degli angeli

In questo cammino, gli angeli ci aiutano a raggiungere questa virtù per arrivare alla vita piena che Dio stesso ci ha messo nel cuore.

A loro chiediamo di ottenerci la loro forza nella sofferenza e nella difficoltà. C’è ad esempio San Gabriele Arcangelo, il cui nome significa “Forza di Dio”.

Per ottenere questa virtù di enorme importanza, con l’aiuto e la guida dei santi angeli, ecco qualche suggerimento breve e pratico.

1 Dio invia un angelo perché ci ama

Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che la vita umana è circondata dalla custodia e dall’intercessione degli angeli (CCC, n. 336).

Un angelo che contempla continuamente il volto di Dio (Mt 18,10) è sempre al nostro fianco. Siamo sempre davanti agli occhi di un angelo che ci guarda, che intercede per noi e veglia su di noi mentre dormiamo.

E questo perché siamo stati pensati e creati dall’amore di Dio, e questa esperienza di avere un compagno spirituale ci ricorderà questo amore che ci ha creati, ci sostiene e ci esorta a rispondere con amore a Colui che ci ha tanto amati.

L’amore degli angeli per noi è un amore forte e fedele; anche se cadiamo nel peccato, questo buon amico resta al nostro fianco.

Ci insegna che l’amore è una decisione e non un sentimento e ci dà la forza per essere forti nel cammino dell’amore.

2 L’unione agli angeli ci rafforza, ci purifica e ci rende migliori in tutto (San Tommaso)

Crescere nella forza implica il fatto di coltivare un atteggiamento di umiltà, ovvero riconoscere che la nostra forza umana è un’illusione, e sapere che Dio è la fonte di ogni forza e potere.

Il maestro di spiritualità Adolphe Tanquerey scriveva che “il segreto della nostra forza si basa sulla sfiducia in se stessi e sulla fiducia assoluta in Dio”.

È verso questa umiltà che ci portano i santi angeli, che sono i fedeli e umili servitori di Dio e ci insegnano a coltivare questa umiltà, da San Michele, principe della milizia celeste.

Egli non ha confidato nelle proprie forze, ma è rimasto fedele riconoscendo il potere di Dio: Chi è come Dio?

3 Gli angeli ci portano ad avere la forza per sopportare le sofferenze e i costi che comporta la sequela di Cristo

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che “dall’incarnazione all’ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall’adorazione e dal servizio degli angeli” (CCC 333).

Il cardinale Jean Danielou ha sottolineato questo servizio degli angeli nella vita e nella missione di Nostro Signore. “Tutto il mondo degli angeli”, ha scritto, “è per servire Cristo”.

Come hanno dato forza a Cristo al momento della Passione nell’Orto degli Ulivi (Lc 22, 43), questi esseri spirituali vengono a darci la forza per assumere questa sequela, che a volte comporta il fatto di entrare nell’Orto.

4 L’angelo custode ci porta alla preghiera

La preghiera, com’è stata descritta, è l’ossigeno per l’anima. La nostra vita morale, dice monsignor José H. Gómez, dipende in tutto da questa, e con questa può iniziare e terminare, sorgere e cadere. Bisogna cercare nella preghiera di crescere nelle virtù, avvalendosi della promessa di Nostro Signore: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete” (Mt 7, 7).

Madre Teresa insegnava che bisognava pregare e chiedere il coraggio di dare, di dare finché fa male. Di questo aiuto e dell’intercessione che ci offrono gli angeli per la nostra vita di preghiera dà testimonianza il Libro di Tobia con innumerevoli insegnamenti a questo riguardo.

San Raffaele Arcangelo insegna a Tobia e a Sara a pregare nel momento di unirsi come sposi. È l’angelo che presenta le sue preghiere al trono del Signore (Tb 6).

Allo stesso modo, il Libro dell’Apocalisse parla dell’angelo che presenta, insieme a profumi, le preghiere dei santi sull’altare d’oro posto davanti al trono (Ap 8).

Gli angeli sono per Dio e in Dio. Sono messaggeri di Dio, e vogliono portarci a Lui, aprendoci quindi le porte del cielo.

Guidandoci e invitandoci a pregare, questi buoni compagni celesti lasciano che scopriamo quello che costituisce il nostro vero essere, che spesso è stato coperto dal mondo e dal peccato.

Vengono da parte di Dio per darci quella forza che viene dal riconoscerci da Dio e nell’unione con Lui a partire dalla preghiera.

In questo cammino di preghiera, ricordiamoci di pregare il nostro buon angelo, di invocarlo nel corso della giornata, perché la sua sola presenza ci rafforza.

Come la presenza di una brava persona esercita un’influenza positiva sull’ambiente e sulle persone che la circondano, in modo molto maggiore lo fanno i santi angeli che sono i messaggeri di Dio e sono alla Sua presenza.

5 L’angelo ci esorta a compiere piccoli e quotidiani atti di sacrificio

La virtù della forza non si riserva unicamente ai momenti estremi o eroici, ma si costruisce nella quotidianità con piccoli atti di rinuncia e abnegazione.

In questo senso, bisogna capire che gli angeli non ci risparmieranno tribolazioni, lotte e difficoltà quotidiane, ma ci presteranno la loro forza per abbracciarle.

E ci danno la loro forza anche per realizzare e portare a termine i compiti in cui ci impegniamo.

È in questa quotidianità che gli angeli ci prestano la loro forza per scendere sul campo di battaglia per amore di Dio, ed è proprio questo amore che nutre il nostro desiderio di offrire riparazioni e sacrifici a quell’amore divino che è stato offeso dal nostro peccato, e perché anche altri sperimentino l’amore che Dio nutre per loro.

A questo riguardo, gli angeli ci portano a fare attenzione alle piccole cose della vita, a non disprezzarle e a compiere il nostro dovere in modo fedele, perseverante e umile.

Come i santi angeli hanno accompagnato la sofferenza salvifica di Nostro Signore, così ci portano a offrire piccole rinunce e sacrifici per unirci all’atto d’amore di Gesù per l’umanità.

Spero che con questi consigli e con l’aiuto e la compagnia del vostro angelo custode possiate seguire le vie di Nostro Signore con cuore coraggioso.

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