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Inviato vaticano in Ucraina: “Vedere la guerra in tv è una cosa, toccare questa realtà è un’altra”

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Francisco Vêneto - pubblicato il 23/05/22

L'arcivescovo inglese monsignor Paul Gallagher visita i rifugiati e si dice preoccupato per il rischio di diminuzione degli aiuti umanitari

L’arcivescovo inglese monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, è in visita ufficiale in Ucraina, da dove ha affermato che “vedere la guerra in tv è una cosa, toccare questa realtà è un’altra”.

Il presule è partito da Cracovia, in Polonia, recandosi in pullman a Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina, dove ha incontrato l’arcivescovo metropolita latino Mieczysław Mokrzycki e l’arcivescovo metropolita cattolico greco Ihor Woźniak, oltre alle autorità civili.

Incontri con i rifugiati accolti alla Chiesa

Ha poi visitato la chiesa di San Giovanni Paolo II, la parrocchia che ha accolto più rifugiati dall’inizio del conflitto e che ospita ancora circa 200 cittadini rimasti senza casa nell’Ucraina in guerra.

“Ho potuto testimoniare un po’ della sofferenza e ho sentito il coraggio del popolo ucraino”, ha affermato il presule, aggiungendo che Papa Francesco è “del tutto consapevole delle cose terribili che sono accadute in Ucraina negli ultimi due mesi” e ringrazia tutti “coloro che hanno accolto i rifugiati giunti a Leopoli, come anche per la solidarietà dimostrata in questa parrocchia in particolare”.

Dopo aver parlato con i rifugiati accolti nella parrocchia, l’inviato vaticano ha visitato anche un monastero benedettino femminile che ha già accolto centinaia di rifugiati e che al momento ospita circa 200 famiglie. La superiora do monastero, suor Bernardeta, ha dichiarato che la visita di monsignor Gallagher “è importante per le persone che stanno vivendo la guerra”, perché “la presenza del rappresentante del Papa porta una parola di incoraggiamento e un’affermazione di vicinanza”, oltre a trasmettere “una grande speranza di stare insieme”. Ciò “rende la nostra preghiera più forte, perché il Santo Padre e il mondo intero stanno pregando per noi”.

L’arcivescovo ha anche conversato con i rifugiati e ha trasmesso loro la solidarietà e la preghiera di Papa Francesco.

“Grande sofferenza nonostante la forza di spirito”

Circa la sua visita, monsignor Gallagher ha riferito a Vatican News:

“Sono rimasto molto soddisfatto vedendo il modo in cui la Chiesa ha risposto a questa tremenda crisi umanitaria. È una Chiesa che si identifica completamente con il suo popolo e cerca di rispondere alle necessità per aiutare tutti, non solo i cattolici, ma anche i membri di altre religioni”.

Parlando del “trauma che il Paese sta vivendo” e della “grande sofferenza che si nota tra le persone, angosciate nonostante la forza di spirito”, l’arcivescovo ha dichiarato circa la tragica situazione in Ucraina in guerra: “Vedere la guerra in televisione è una cosa; toccare questa realtà è un’altra”.

Monsignor Gallagher ha ribadito che il Papa e la Santa Sede “sono disposti a fare tutto il possibile” per la pace:

“La Santa Sede porta avanti la sua attività diplomatica mediante contatti con le autorità ucraine, e attraverso l’ambasciata russa presso la Santa Sede abbiamo qualche contatto con Mosca”.

Diminuzione degli aiuti umanitari all’Ucraina

Secondo il portaleFamília Cristã, il rappresentante vaticano si è detto particolarmente preoccupato per la diminuzione degli aiuti umanitari prevista in caso di prolungamento a tempo indefinito della guerra, com’è accaduto in Siria e in Libano:

“Dopo un po’ arriva la stanchezza anche nel sostegno a un popolo in difficoltà”.

“La Santa Sede vuole continuare a incoraggiare l’invio di aiuti umanitari e aumentare la presa di coscienza della comunità internazionale. Questo è sempre necessario”, ha aggiunto.

Venerdì 20 maggio, l’arcivescovo è arrivato a Kiev, dove ha incontrato autorità civili e religiose. È anche prevista la visita delle località vicine fortemente colpite dalla guerra, come Bucha, Irpin e Vorzel.

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diplomazia pontificiaguerramonsignor paul gallagherucraina
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