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La sfida lanciata da un bambino venezuelano sulle reti sociali

VENEZUELA

@mundodejosue

Macky Arenas - pubblicato il 27/03/22

Ad appena 10 anni era già compositore, cantante, scultore, oratore e aveva scritto un libro. A 12, sorprende con un'iniziativa solidale e altruista

Si chiama Josué Benjamín Figueroa. Porta il nome del luogotenente di Mosè, uno dei dodici esploratori inviati dal patriarca nella terra di Canaan. È un bambino venezuelano fuori dalla norma. Lo hanno intervistato canali televisivi di tutta l’America, ha un programma su Nickelodeon e ha vinto il premio Ispirazione dell’Anno aiKids’ Choice Award 2021.

Nickelodeon è una realtà di intrattenimento per bambini con programmi per tutta la famiglia, e lì Josué mostra il suo talento e trasmette ad altri la sua tecnica.

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Talento nella plastilina

Josué è un bambino simpatico e disinvolto, e dimostra di avere un gran cuore. È stato anche benedetto con un dono, un’incredibile capacità di scolpire con la plastilina. La sua arte ha riprodotto eroi dei fumetti, personaggi del mondo artistico, sportivi famosi e celebrità di tutto il pianeta. La sua storia è fonte di ispirazione, e con l’auge delle reti sociali ha fatto il giro del mondo.

Un paio di anni fa ha scritto un libro in cui ha raccontato le sue esperienze. Josué è un bambino come tutti quella della sua età, ma è dotato di una creatività e di un’abilità manuale ed espressiva sorprendenti. Si è quasi conquistato un record Guinnes per la sua messa in scena della battaglia di Carabobo – luogo del Venezuela di cui è originario – con 1.500 pezzi in plastilina che rappresentano la battaglia che ha dato al Venezuela l’indipendenza nel 1821.

L’immancabile sostegno familiare

Su Internet offre anche laboratori. In una conversazione con una giornalista messicana di Heraldo Kids ha affermato: “Il mio cammino è stato incredibile, sempre con il sostegno dei miei genitori. So che mi sosterranno sempre nelle mie incursioni nel canto, nella scultura, nelle conferenze e nei video motivazionali”. La sua famiglia è stata ovviamente plasmata in una bella scultura di plastilina in cui ha incluso tutti. Ha anche un canale di YouTube intitolato Mundo de Plastilina de Josué.

Scolpisce da 4 anni, lavorando con grande agilità. “Quando realizzo un’immagine, mi ispiro sempre a personaggi che siano d’esempio per tante persone”.

¿Qué culpa tengo yo?

Josué è entrato nel mondo della musica perché ce l’ha nei geni. Il padre è chitarrista e bassista, anche il nonno è musicista e la mamma ama cantare. Dai sei anni si è sentito attirato dalla musica e dal canto.

Il libro in cui ha raccontato le sue esperienze si intitola Qué culpa tengo yo? (Che colpa ne ho?). “È un bel libro, che credo possa aiutare molte persone”, dice Josué.

Camilo Egaña lo ha intervistato per la CNN sul suo lavoro, ma non si sarebbe mai immaginato la sorpresa che il bambino gli aveva preparato: “Guarda, sei tu!”, gli ha detto mostrando alla telecamera una scultura che lo ritraeva.

Un’altra sorpresa è stata riservata all’équipe di presentatori di Un Nuevo Día di Telemundo, che hanno assisto ammirati alla creazione del logo del loro programma con la plastilina. Lì Josué ha acconsentito a cantare a cappella un brano che ha strappato le lacrime ai Venezuelani in Messico che erano tra il pubblico.

Com Camilo e Eva Luna Montaner ha anche inciso una bella canzone che ha scatenato gli elogi sulle reti sociali. Ecco il video:

La chiave è dare

Josué dice a chiunque voglia ascoltarlo che bisogna cogliere le opportunità, perché “sono possibilità che Dio ci sta dando per fare il bene”.

Il bambino ha infatto lanciato una campagna – anzi, una sfida – attraverso le reti sociali intitolata Toma mis zapatos, nata quando ha vistuo un bambino scalzo per strada e gli ha dato le proprie scarpe.

Nelle città del Venezuela ci sono tanti bambini che vagano per le strade senza scarpe.

La storia di uno di questi bambini, del gruppo chiamato “dei piedi scalzi”, Jefferson, è stata raccontata dal portale El Estímulo de Caracas alla viglia della Giornata del Bambino (21 luglio 2019): “Siamo un gruppo di circa 100 bambini, minorenni, e viviamo in strada. Chiediamo denaro agli autisti ai semafori, facciamo il bagno nella fontana di Plaza Altamira e dormiamo sotto l’autostrada di Prados del Este. Sto per strada con mio fratello; nostra madre è morta e papà ci maltrattava. Io sono riuscito a finire le elementari. Quando ero a scuola dicevo alle maestre che volevo studiare per diventare medico e assistere ai bambini, ma mi è toccata questa vita. È difficile”, ha detto.

Questi bambini vivono in uno stato di grande vulnerabilità quando i genitori partono per altri Paesi alla ricerca di migliori opportunità. Sono bambini abusati, trafficati e perfino assassinati. Molti di loro sono scalzi. Questa realtà ha toccato il cuore di Josué,che ha deciso di mettere la sua popolarità e le sue risorse al servizio di questi bambini, come lui ma senza le sue opportunità.

Il messaggio di Josué non è solo per i bambini come lui, ma per tutti: “Seguite i vostri sogni e lottate sempre per realizzarli. Ai genitori vorrei dire di sostenere i propri figli”.

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