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Perché la risposta di Gesù alla domanda del giovane ricco è in realtà molto semplice

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Padre Patrick Briscoe - pubblicato il 12/10/21

La Scrittura non ci dice come finisce la storia...

“Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni” (Mc 10, 21-22)

Il giovane ricco si avvicina a Gesù e Gli chiede: “Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” La risposta del Signore, che esorta il giovane a rispettare i comandamenti, include due aspetti fondamentali, spesso trascurati.

Qual è la risposta?

Il lettore attento noterà che prima di rispondere Gesù guarda il giovane ricco con amore. Il rapporto tra il giovane e Gesù è qualcosa di più di quello che implica una domanda occasionale, e la risposta del Signore non è né fredda né sbrigativa.

La gentilezza del Signore, il Suo amore e la Sua misericordia, si rivelano nel Suo sguardo. La risposta alla domanda del giovane ricco non è semplicemente uno stile di vita o una legge morale. La risposta alla domanda del giovane ricco è semplicemente Cristo.

Giovanni Paolo II scrive:

“Non si tratta qui soltanto di mettersi in ascolto di un insegnamento e di accogliere nell’obbedienza un comandamento. Si tratta, più radicalmente, di aderire alla persona stessa di Gesù, di condividere la sua vita e il suo destino, di partecipare alla sua obbedienza libera e amorosa alla volontà del Padre”.

Cercare la vita eterna, rivela il Signore, significa cercare Cristo. Imparare ad amare il Signore e abbracciare il Suo stile di vita. Desiderare Lui e Lui solo.

Cristo è l’origine e il culmine di questa scena. Muove il giovane ricco con il Suo sguardo d’amore. “È Gesù stesso che prende l’iniziativa e chiama a seguirlo. L’appello è rivolto innanzi tutto a coloro ai quali egli affida una particolare missione, a cominciare dai Dodici; ma appare anche chiaro che essere discepoli di Cristo è la condizione di ogni credente (cf At 6,1). Per questo, seguire Cristo è il fondamento essenziale e originale della morale cristiana”.

Il maestro è l’attore principale, ed estende l’invito al discepolato. Muove i suoi ascoltatori a seguirlo ed estende la possibilità di uno stile di vita diverso.

È la fine della storia?

In secondo luogo, dovremmo notare che non sappiamo cosa accade al giovane ricco. Alla fine di questo incontro, se ne va via triste. Ma è la fine della vicenda?

Il Vaticano II insegna:

“Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (Rm5,14) e cioè di Cristo Signore. Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione”.

Al di là di Cristo, il resto della vita del giovane ricco è un mistero.

Si è ritrovato tra i seguaci di Gesù? Ha saputo della Sua morte e resurrezione? Ha ricevuto lo Spirito Santo a Pentecoste? Ha parlato con gli apostoli e la Beata Madre?

Le Scritture restano in silenzio sulla questione. Solo in Cristo viene gettata luce sul giovane ricco. Lo stesso vale per il nostro cuore. Solo Cristo può rendere intelligibile il mistero della nostra esistenza. Solo Cristo può portarci al nostro destino eterno.

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