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Da “Youth4Climate” al movimento “Laudato Si'” il mondo si schiera per l’ambiente

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robuart | Shutterstock

Lucandrea Massaro - pubblicato il 06/10/21

In vista della Cop26 che riunirà 200 capi di Stato per tenere fede agli accordi sul clima, i giovani del mondo si sono mobilitati nei giorni scorsi, ma anche la Chiesa lo ha fatto.

« Questa generazione, la vostra generazione, è la più minacciata dai cambiamenti climatici. Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, a chiedere un cambiamento. La transizione ecologica non è una scelta – è una necessità. Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione. O agiamo dopo – il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico » Così il premier Mario Draghi intervenendo alla Cop26 dei giovani, la Youth4Climate, che si è conclusa una settimana fa. Una presa d’atto di una situazione grave di cui le giovani generazioni saranno le più investite e dunque sono le più interessate a trovare una soluzione.

I giovani si mobilitano per il loro futuro

A questa “insorgenza” dei giovani, che hanno marciato per le strade di Milano “capeggiate” dalla attivista Greta Thunberg si rivolge una riflessione che il sociologo Mauro Magatti affida al settimanaleFamiglia Cristiana, che alla protesta dedica la copertina, che uscirà in edicola giovedì 7 ottobre:

«Non bisogna cercare in questi cortei la risposta. I ragazzi pongono una domanda. Tocca al mondo delle imprese, delle istituzioni, della ricerca dare le risposte. Per noi adulti si tratta di una prova difficile. Perché richiede di riconoscere che, nonostante il mondo che abbiamo costruito dispone di una prosperità mia vista e abbia raggiunto risultati strabilianti, sono molti i problemi che lasciamo in eredità».

Alla richiesta di urgenza e azioni efficaci Magatti risponde che in fondo «nonostante tutto, soprattutto dopo la pandemia si sta finalmente diffondendo la consapevolezza che il momento di agire è adesso. Il problema è che non sappiamo come fare. Perché rimettere in relazione il nostro modello di vita con la natura e tra noi uomini è un’operazione molto, molto complessa». Per questo Magatti invita a coltivare la speranza, «non un generico ottimismo», ma la capacità dell’uomo di sognare e di desiderare un mondo diverso.

Oltre a Magatti, Famiglia Cristiana ha incontrato direttamente i giovani che si sono mobilitati, al Mico la sede dove è avvenuto l’evento del Youth4climate, alcuni tra studenti, laureati e giovani imprenditori, provenienti da 186 Paesi.  «I ragazzi hanno paura, e l’unico modo che hanno per comunicare questo malessere è scendere nelle piazze e urlare il loro disagio al mondo», spiega Federica Gasbarro, l’attivista italiana delegata al Youth4Climate. Cha aggiunge: «Questo va bene, i movimenti creano e diffondono cultura ambientale, ma non basta».

Anche la Chiesa e i cattolici sono in prima linea nella difesa del Creato

Ma questa urgenza è di tutto il mondo giovanile, e non a caso a questi temi hanno risposto anche i giovani che Papa Francesco ha raccolto nella Economy of Francesco che hanno nella lotta al cambiamento climatico e nella sostenibilità dello sviluppo economico due punti cardine. Un percorso questo che si affianca al movimento Laudato Si’ che – ispirato dalla omonima enciclica – mobilita i cattolici nella difesa del Creato:

«Papa Francesco nella Laudato Si’ ci invita a prenderci cura della nostra casa comune e, come sappiamo, la nostra casa comune si sta sgretolando» , ha affermato padre Joshtrom Isaac Kureethadam, coordinatore del Settore Ecologia e Creato del Vaticano. Allo stesso tempo, ci ha avvisato circa il secondo rapporto IPCC ,recentemente pubblicato, che afferma che «abbiamo poco meno di un decennio per rimanere entro il limite catastrofico di 1,5 ° C. Stiamo perdendo specie a un ritmo senza precedenti. Su 7 miliardi di specie, un miliardo potrebbe estinguersi. Il tempo sta per scadere. È tempo che i cattolici si uniscano insieme per alzare la loro voce profetica in difesa del creato di Dio». A nome del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, P. Kureethadam ha invitato a firmare la petizione affermando che dobbiamo “assicurare una transizione giusta e urgente, nella quale difendiamo e rispettiamo i diritti soprattutto dei poveri, delle comunità indigene, dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili.

Già ora migliaia di cattolici in tutto il mondo hanno aderito alla petizione Pianeta Sano, Persone Sane promossa dal Movimento Laudato Si e più di 300 organizzazioni, attraverso il sito web thecatholicpetition.org/it. Questa iniziativa mira ad accompagnare Papa Francesco nella sua richiesta ai leader mondiali che parteciperanno alla COP26 di misure urgenti e ambiziose sulla crisi ecologica che stiamo vivendo.

Lunedì scorso, il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Mario Draghi, ha ricevuto la suddetta richiesta attraverso una lettera aperta firmata da una dozzina di istituzioni cattoliche italiane. Lorna Gold, presidentessa del Movimento Laudato Si, ha spiegato che «gli attuali livelli di ambizione politica sull’emergenza ecologica che abbiamo di fronte sono inadeguati, a meno che non riduciamo le emissioni del 50% a livello globale restando al di sotto di 1,5°C, altrimenti sarà praticamente impossibile» . E in relazione alla biodiversità, ha aggiunto: «Recenti prove suggeriscono che è necessario raggiungere il 50% di conservazione globale affinché la natura svolga il suo ruolo potenziale nel raggiungimento degli obiettivi climatici» .

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cambiamenti climaticigiovanigreta thunberglaudato si
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