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La marionetta Amal, simbolo dei bambini rifugiati, arriva in Piazza San Pietro

Antoine Mekary | ALETEIA

Vatican News - pubblicato il 10/09/21 - aggiornato il 10/09/21

È una statua che rappresenta una bambina di 9 anni ed è il simbolo del dramma di milioni di minori in fuga dalle guerre e che cercano accoglienza. Farà tappa in alcune città italiane prima di approdare nel Regno Unito. A Roma, sosterà anche in Vaticano, accolta dal vescovo ausiliare Ambarus e dal cardinale Czerny

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Questo venerdì una marionetta alta 3,5 metri è arrivata in piazza San Pietro, vicino al monumento Angels Unawares, la scultura dei migranti, inaugurata due anni fa. La marionetta, Amal, rappresenta una bambina rifugiata che, partita il 27 luglio da Gaziantep, al confine turco-siriano, gira l’Europa in cerca della sua mamma fino ad arrivare a Manchester, nel Regno Unito.

L’accoglienza di Amal in Vaticano 

La diocesi di Roma, supportata dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha accolto l’invito degli organizzatori del Festival The Walk – progetto ideato per sensibilizzare circa la realtà dei rifugiati, in particolare dei minori – a preparare la tappa romana di Amal. Ad accogliere la marionetta in piazza San Pietro ci saranno il cardinale Michale Czerny, sotto-segretario del dicastero vaticano, e il vescovo ausiliare di Roma, Monsignor Benoni Ambarus, delegato per la Carità, per i Migranti e per la pastorale dei Rom e dei Sinti, che le daranno il benvenuto, ognuno con un breve saluto. A seguire, ci sarà la testimonianza di un minore rifugiato ospitato in una struttura della Caritas di Roma. I giovani partecipanti a quello che è stato pensato anche come momento di festa potranno poi prendere parte a un laboratorio per la costruzione di un aquilone, promosso da Ascs (l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo). Gli Scout Agesci Roma 51, intanto, costruiranno una tenda, come fece Abramo alle Querce di Mamre. L’evento si concluderà con la merenda offerta a tutti i bambini e con il saluto ad Amal, che proseguirà il suo viaggio attraverso l’Europa.

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Il progetto The walk

Il nome in arabo vuol dire “speranza” e il suo è un viaggio simbolico in fuga dalla guerra, alla ricerca della madre. Creata dalla Handspring Puppet Company, la marionetta è realizzata in canna modellata e fibra di carbonio. Rappresenta una bimba di 9 nove anni e porta con sé l’immagine di tutti quei bambini rifugiati e sfollati, 34 milioni, molti dei quali separati dalle loro famiglie. Il messaggio dell’iniziativa è: “Non dimenticatevi di noi”. La squadra che anima la piccola Amal è composta da dieci marionettisti, due dei quali hanno un passato da rifugiati e, a loro volta, hanno compiuto il percorso dalla Siria al Regno Unito. “Nulla più dell’arte riesce a smaterializzare i confini e a suscitare empatia”, spiegano Roberto Roberto e Ludovica Tinghi, i produttori italiani di The Walk. “La sua carica vitale è inestimabile, come non accogliere a braccia aperte tutte le Amal del mondo?”.

Czerny: accogliere i migranti richiede più di un semplice sguardo

“Amal è grande e bella, e incontrarla è un piacere – afferma il cardinale Czerny – ma immediatamente ci ricorda che incontrare i migranti vulnerabili, i lavoratori precari e i richiedenti asilo in mezzo a noi richiede più di un semplice sguardo. Ognuno di loro, con il proprio bagaglio di sofferenze e sogni, bisogni e talenti, sta aspettando che noi apriamo le nostre orecchie, le nostre menti e i nostri cuori così come i nostri occhi e che tendiamo le nostre mani”. Il porporato sottolinea che Amal è “completamente indifesa e tra i più vulnerabili. Sradicata dalla sua famiglia, dalla sua comunità, dalle sue aspirazioni, deve contare su sconosciuti che la accolgano e la proteggano per diventare la persona che Dio ha fatto di lei e per prendere il posto che le spetta nella comunità che la accoglie”. E invita a rileggere il Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017 dal titolo “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. 

Monsignor Palmieri: fraterna accoglienza oltre le ideologie

“La Chiesa di Roma torna a sollecitare con forza l’attenzione di tutti sul dramma delle separazioni familiari – sottolinea l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma – e invita a considerarlo prioritario quando si parla di migrazioni e accoglienza”. Ricordando la tragedia degli afgani che stanno lasciando il loro Paese, e dei “molti minori affidati dai genitori ai soldati stranieri pur di metterli in salvo”, Palmieri precisa la necessità di riportare all’attenzione di tutti, ed in particolare alla nostra comunità cristiana, il dovere di impegnarsi nell’accogliere e sostenere le famiglie dei rifugiati e soprattutto dei minori che rimangono soli. “La Caritas di Roma, nei suoi due centri di prima accoglienza per minori non accompagnati è testimone di tante situazioni drammatiche, di fronte alle quali – scandisce – devono cadere tutte le posizioni ideologiche per far posto ad un sentimento di fraterna accoglienza”.

Le tappe italiane del progetto itinerante

Tra il 7 ed il 19 settembre Amal sarà accolta in Italia da grandi eventi culturali, spettacoli pubblici ed appuntamenti di comunità in dodici città e piccoli centri. L’11 e 12 settembre raggiungerà il museo Maxxi a Roma, che ha organizzato una serie di laboratori didattici dedicati ai bambini. Poi, di sera, un appuntamento per i grandi, per chi ha il dovere di non dimenticare e non voltarsi dall’altra parte. I ricordi della guerra affioreranno nelle proiezioni dell’artista siriano Tammam Azzam. La domenica verrà accolta dai Teatri India, Torlonia e Argentina che in funzione di questo passaggio hanno organizzato spettacoli, concerti e una speciale serenata. Infine passeggerà per la città, guidata dalla voce dell’artista siriano Omar Abu Saada, sarà uno sguardo inedito su Roma vista attraverso gli occhi di un rifugiato.

L’arte e la rappresentazione del dramma dei rifugiati

La sosta in Piazza San Pietro fa il paio con quella della scultura realizzata da Timothy Schmalz a grandezza naturale in bronzo e argilla – che campeggia all’interno del colonnato del Bernini – raffigurante un gruppo di migranti di varie provenienzemessi vicini, stretti, spalla a spalla, in piedi su una zattera, coi volti segnati dal dramma della fuga. Nell’inaugurarla, due anni fa, Papa Francesco ricordava: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli”. 

Qui l’articolo pubblicato da Vatican News

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