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“L’amore ha le gambe”. E porta in parti del mondo in cui altri temono di entrare

BARONESS COX

UK Parliament | CC BY 3.0

Ewa Rejman - pubblicato il 10/05/21

Sono tornata a casa e non ho potuto fare altro che piangere. Ho parlato del tema alla Camera dei Lords; non ho detto il nome della persona, ma ho citato le sue parole. E ho detto: “Mi vergogno di essere britannica. Non sono ingenua, posso comprendere gli interessi commerciali. Posso capire gli interessi strategici. Ma non credo che sia di interesse a lungo termine per nessuna Nazione permettere che si elimini la preoccupazione per i diritti umani. Anzi, non credo che la maggior parte del popolo britannico voglia davvero il petrolio se il prezzo è quello delle bombe a grappolo contro i bambini.

È esattamente quello che dovrebbero ascoltare i Governi di moltissimi Paesi. Quando lei parla non cita rapporti, ma parla quello che ha visto lei stessa, e condivide le storie di persone che ha conosciuto personalmente.

Per questo è tanto importante stare lì. Mi hanno detto che quando parlo la Camera dei Lords ascolta, perché sa che sono stata lì. Ciò fa una grande differenza per chi non ha voce o la cui voce non è ascoltata. Così sanno che altre persone sapranno di loro e della loro sofferenza. Quello che possiamo fare per loro è offrire aiuto e difesa attivista, ed è ciò che facciamo nel fondo di aiuto umanitario HART (Humanitarian Aid Relief Trust). L’aiuto è essenziale, ma bisogna andare a chiedere alle persone le loro necessità e priorità e cercare di dare questo anziché inviare solo aiuto a un mondo anonimo.

È molto intuitivo da supporre, ma è molto difficile farlo davvero.

Il mandato cristiano è stare davvero con le persone che soffrono. L’amore ha le gambe, e dev’essere un amore in azione.

Lei ha visto moltissime volte e in prima persona la mancanza di umanità dell’uomo nei confronti dell’uomo, un dolore inimmaginabile. Si pone le grandi domande: “Perché c’è tanta sofferenza innocente?”, “Dov’è Dio se è buono?”

Lo faccio. Ricordo la mia visita in Sud Sudan quando era in corso la guerra. Siamo rimasti in tende da campo perché gli edifici erano stati bombardati. Una notte, seduta fuori dalla mia tenda a 40°, ho pensato esattamente alle domande che hai citato. Abbiamo visto i campi della morte, luoghi con cadaveri, era lacerante. I miei pensieri, in qualche modo, sono volati al Natale in Gran Bretagna. Celebriamo il Natale, e ovviamente è meraviglioso: Dio si è incarnato. Se però dimentichiamo che mentre Maria traboccava di gioia con Gesù le altre madri piangevano perché Erode aveva assassinato i loro bambini, dimentichiamo il panorama completo della cristianità, che affronta la realtà del male. Poi la mia mente ha viaggiato fino a quando Maria è rimasta ai piedi della croce mente suo Figlio agonizzava: si sentiva impotente e disperata, ma almeno era lì presente con il suo amore. Ho pensato che forse fa parte della vocazione cristiana essere preparati ad assistere a qualsiasi Calvario a cui possiamo essere chiamati ad assistere – non necessariamente questo tipo di morte, ma forse stare con qualcuno che soffre profondamente e sentirci disperati come Maria, anche se almeno saremmo lì ad apportare il nostro amore. Lì, credo, si incontra il Dio dell’amore, perché dove c’è amore c’è Dio.

È la risposta più bella che mi abbiano mai dato. Grazie. Cosa la spinge ad andare avanti?

Il dolore dà passione, e la passione dà l’energia per andare avanti. Quando vedi persone che soffrono tanto in Sud Sudan, Nigeria, Birmania, Siria, Armenia, ovunque, torni con dolore, ma per via di questo dolore vogliamo fare ciò che possiamo per aiutare le persone che sono in prima linea a livello di fede e libertà.

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aiuti umanitari
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