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Adrienne, una comunicatrice cattolica alla NASA

ADRIENNE ALESANDRO

NASA's Goddard Space Flight Center

Dolors Massot - pubblicato il 08/05/21

Adrienne Alessandro, statunitense, ha avuto una crisi di fede, e in un viaggio a Roma è tornata a Dio. Ha studiato Comunicazione Istituzionale alla Pontificia Università della Santa Croce, per poi andare a lavorare alla NASA. Oggi è sposata, ha due figli e aspetta il terzo

Adrienne Alessandro O’Brien ha concluso gli studi presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce nel 2007-2008. Dopo gli studi è stata scelta per lavorare non in un’organizzazione cattolica ma alla NASA, come responsabile della comunicazione del Goddard Space Flight Center.

Il Goddard è un laboratorio di ricerca scientifica sul cosmo al più alto livello. Il compito di Adrienne consiste nel divulgare le sue conoscenze perché diventino note all’opinione pubblica. A suo avviso, è una cosa necessaria anche nella trasmissione della fede.

Ma chi è questa donna statunitense che parla tanto del telescopio Hubble quanto della gioia del cristianesimo o della sua gravidanza? La web del CARF l’ha intervistata.

Adrienne è nata nel 1983 a Wilmington, Delaware (Stati Uniti), in una famiglia cattolica. “Mia madre”, ricorda, “mi portava ogni giorno a Messa e mi incoraggiava ad accompagnarla nella recita del Rosario. Quando i miei genitori si sono resi conto che le scuole pubbliche locali stavano introducendo elementi di educazione sessuale fin dal primo anno mi hanno fatto studiare a casa, una cosa piuttosto radicale all’inizio degli anni Novanta”.

Dalla crisi di fede alla basilica di San Pietro

Quella bambina che a volte si era chiesta se Dio la chiamava alla vita religiosa ha poi vissuto una fase di lontananza dalla fede: “Dopo un periodo in cui mi sono allontanata da Dio, alla fine ho trovato un luogo in cui mi sono sentita in pace: la basilica di San Pietro, a Roma. Mi trovavo nella Città Eterna per un semestre di studi. In una delle visite guidate ho contemplato il luogo in cui riposano le ossa di San Pietro, un uomo che aveva camminato con Cristo e abbracciato il Suo Corpo. Ho pensato che il primo Papa aveva compreso il vero significato della vocazione. Ha detto di sì a Dio, anche dopo averlo rinnegato”.

“E allora ho chiesto (di nuovo) a Dio di porre fine alla mia confusione vocazionale. Subito dopo ho provato una pace profonda, qualcosa letteralmente dell’altro mondo: alla fine vedevo illuminata con chiarezza la mia vocazione al matrimonio, e non ho più avuto alcun dubbio al riguardo”.

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Tags:
comunicazione
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