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I figli piccoli e il loro rapporto immediato e profondo con Dio

PLAYING GUITAR

Di Jaromir Chalabala|Shutterstock

Semplici scatti - pubblicato il 16/04/21

Quando si è bambini la dimensione spirituale è più trasparente e immediata. Crescendo si perde; sarà necessario tornare, da grandi, ad una nuova e più vera infanzia dello spirito. Ma quel momento resta privilegiato.

C’è un periodo della vita di quasi tutti i miei figli durante il quale ho toccato con mano quanto sia vero che il rapporto dei piccoli con Dio è molto più semplice e profondo del nostro.

Aveva sei anni. Non faccio nomi, altrimenti rischio un mammicidio.
Io cucinavo. Sento che strimpella sulle corde della chitarra del papà di là in salone. Mi affaccio senza farmi vedere. Ma rientro subito alla ricerca di carta e penna. Perché oltre a strimpellare, canta. Inventa parole. Ma parole profonde, parole di un’anima in simbiosi con Dio. Le voglio immortalare. Perché so che non ritorneranno più. E inizio la trascrizione, fedele.

Questa casa è piena di Dio;
se non ci metti il cuore,
questa casa non è felice.
Perché le case che non sono felici,
sono case senza Dio.
Quando ci metti il cuore,
tutto è bello, perché tu hai Dio nel cuore.
Quando c’è Dio, tutti vanno là.
Quando non c’è Dio,
non ci vanno.
E’ il nostro Re. Lui è stato ucciso per noi.
Quando sta vicino a noi ci sentiamo così bene.
Ci stanno anche gli angeli e sono importanti.
Dio vuole bene anche a quelli che fumano, a quelli che dicono parolacce brutte,
Dio è anche con loro.
Domenica è il giorno più bello della mia vita.
Quando saremo grandi ci piacerebbe andare in chiesa.
La chiesa è bella, impari tante cose di Dio.
Quando incontri il diavolo,
non lo devi notare, devi notare solo Dio.
Perché Dio è l’unico che può fare di meglio.
Dio vuole bene a tutti,
anche a quelli cattivi.
Dio è l’unico che è buono.
Dio ci ha salvati.
Se non c’era Lui, non eravamo nati: non sappiamo come ha fatto.
Ma forse c’è un motivo: che Dio è buonissimo con noi.
Ha creato una famiglia che è bellissima.
Ha creato una casa che è bellissima.
Io Gli voglio tanto bene,
anche la mia famiglia gli vuole bene, anche i miei cugini, i miei zii,
i miei nonni, i miei amici.
Dio vuole bene ai poveri, anche io.
Gli vorrei dare tutti i soldi che ho, perché li voglio aiutare.
Anche se sono brutti non conta, li devi solo aiutare.
Loro devono avere qualcosa…..
Io conosco un povero, che gli voglio dare così tanti soldi,
ma non ci li ho.
Quando ce l’avrò, glieli darò…. ma non 1 euro …. 100 dollari (se ce la faccio)!!!
Non mi piacciono i poveri che piangono.
Dio ha creato la mia famiglia per essere buona.
Voglio aiutare anche un mio amico, perché gli è morto il papà.
Voglio vedere i poveri che mangiano.
Questo mi accontenta molto.
Dio ci ha creati per aiutare gli altri.
Dio era come noi, si è ammazzato per noi e ci ha donato delle cose bellissime.
A me quanto mi piace incontrare Dio.
Quando morirò, lo incontrerò.
Mi viene da abbracciarlo così tanto, che mi viene da piangere.
Lo voglio abbracciare.
Io non voglio che papà e mamma muoiono, voglio che muoiono tardi.
Grazie Dio che mi hai scelto.
Se mi riesci a sentire: Io ti vorrei vedere dal vivo, non come un pupazzo.
Grazie a Dio che mi hai donato dei fratelli perché sono importanti per me.
Non voglio che neanche i nonni muoiono, perché stanno sempre nel mio cuore e nei miei pensieri.
Questo giorno non lo dimenticherò mai.

Grazie che mi hai fatto guarire dalla febbre.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA SEMPLICISCATTI

Tags:
bambinifede
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