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Eva Mendes, i figli e il (troppo) tempo che passiamo al cellulare

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Di lucacavallari|Shutterstock

Martha, Mary and Me - pubblicato il 25/03/21

La bellissima attrice statunitense di origine cubana ha spiegato (sui social...) come ha capito che l'uso del cellulare stesse diventando un impedimento nella vita familiare e come ha deciso di porvi rimedio.

Leggere, lavorare, fare shopping…

Io non sto al cellulare: io leggo le mail dell’ufficio, quindi tecnicamente lavoro (al cellulare). Io non sto al cellulare: io leggo un ebook sulla app del Kindle quindi in pratica faccio una cosa colta mica giochini (al cellulare).

Io non sto al cellulare: io sto parlando con Laura che tanto non vedo mai quindi sto uscendo con una mia amica (… Ma ci vediamo su whatsapp). Io non sto al cellulare: faccio shopping, vedo film, faccio i colloqui su zoom, cerco una ricetta.

I nostri figli ci guardano (e noi, se stiamo al cellulare, no)

Eppure i nostri figli ci vedono sempre lì, con gli occhi sul cellulare. Poi è dura dire a loro che non devono starci, se anche noi ci passiamo la maggior parte del tempo. Lo so, ci abbiamo trasferito la nostra vita, in questi cosi così pratici e veloci, ma loro capiscono solo che mamma o papà li hanno sempre in mano e allora… lo voglio pure io.

Pausa

Ci vorrebbe la forza di Eva Mendes che, racconta in un post di Instagram, quando la figlia maggiore di 6 anni glielo ha fatto notare, ha deciso di staccare, prendendosi una pausa dal cellulare.

“Avrei voluto dirgli che non doveva prenderla sul personale”, racconta Eva, ” Ma è una bambina e ovviamente la prende sul personale….Abbiamo fatto una bella chiacchierata, mi sono scusata e ho promesso di stare più attenta.”

Eva Mendes, IG

Regole giuste da seguire per primi noi

Allora ho pensato che anche io posso stare più attenta, rispettare per prima le regole che vorrei vedere rispettare ai miei figli, che lo screen time fa male a loro quanto a me, che l’assenza che vedo nei loro occhi quando stanno lì davanti, è la stessa che c’è nei miei, qualunque cosa faccia.

Luoghi e tempi

Si può cominciare con nessun cellulare a tavola o nel darsi degli orari per controllarlo.

Possiamo tornare a sfogliare libri di carta (Greta, perdoname por mi Vida loca) e riviste di cucina almeno fin quando non avranno anche loro chiaro il concetto di ebook e saranno abbastanza grandi per leggerne anche loro.

Anche la app per pregare è bella e comoda…ma da quanto tempo non accendo una candela e non apro la Bibbia?

Ho deciso che magari la mia amica la dovrei vedere nella vita reale più spesso e che riprendere in mano una penna per scrivere almeno appunti veloci o citazioni è meglio che usare sempre Google docs.

Essere presenti

Ha ragione Eva:

“solo perché siamo (fisicamente) a casa con loro, non significa che siamo (davvero) presenti”

e credo che di certo, stare sempre con gli occhi fissi sul telefono invece che su un libro o a parlare (per davvero) con una amica, faccia sui nostri figli un effetto diverso, di esserci anche se stiamo cucinando, leggendo o non giocando con loro e soprattutto, li educhi al corretto uso dei cellulari più di mille regole (che, facciamoci caso, spesso valgono solo per loro), parole o ramanzine.

Comunque, dopo tutta questa bella presa di coscienza mi sarebbe piaciuto dirvi che questo pezzo non l’ho scritto da cellulare…invece😅🤣.

In ogni caso, ecco spiegato perché non sarò mai come Eva Mendès: e non è perché non abbia un marito come Ryan Gosling.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA MARY AND ME

Tags:
bambinicellulare
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