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La Vergine che si materializzò perché cessassero le blasfemie contro suo Figlio

MADONNA DI ROSA

@parrocchiasantuariomadonnadirosa

Maria Paola Daud - pubblicato il 02/02/21

Una città del Nord Italia è stata testimone, in secoli diversi, di due miracoli della stessa immagine di Maria

Una cittadina del Friuli-Venezia Giulia ha avuto l’opportunità e la grazia di testimoniare due miracoli straordinari di un’immagine della Vergine in secoli diversi.

Si tratta dell’immagine della Madonna di Rosa, uno splendido affresco miracoloso conservato dal XIX secolo in un santuario a lei dedicato nella cittadina di San Vito al Tagliamento.

Non è stata però sempre lì, e la Vergine stessa chiese di essere trasferita da dove si trovava. E questo è il primo miracolo, avvenuto nel 1655.

La Vergine in casa della famiglia Giacomuzzi

L’opera venne commissionata da Giovanni Giacomuzzi per la sua casa a Villa di Rosa. L’abitazione passò poi al figlio Giacomo, che nel 1648 decise di trasferirsi, lasciando la casa abbandonata. Mesi dopo, la casa venne demolita. Quando Giacomo tornò nel luogo in cui aveva trascorso l’infanzia, trovò sorpreso l’immagine della Vergine intatta tra le rovine, e decise di portarla nella casa in cui viveva.

La famiglia Giacomuzzi era piuttosto devota, e i suoi membri si riunivano mattina e sera per pregare davanti all’immagine della Vergine. Non mancavano, però, le incoerenze, perché erano decisamente blasfemi, maledicendo tutto il giorno Dio per le difficoltà della vita di campagna.

Il miracolo il giorno della Presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio 1655, festa della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo, tutta la famiglia andò a Messa. Tutti meno la figlia minore di 8 anni, Mariute, che soffriva di forti attacchi di epilessia e che rimase affidata alle cure delle zie.

A un certo punto le zie sentirono che la bambina rideva e sembrava conversare con qualcuno nella sala in cui si trovava la Vergine. Quando andarono a vedere cosa stesse facendo, non vollero interrompere l’incredibile scena.

Dovettero aspettare qualche minuto prima di fare mille domande alla bambina. Mariute, con molta calma e gioia nel cuore, dopo aver parlato con la Vergine, che si era fatta di carne, commentò semplicemente ciò che Ella le aveva detto:

“Non mi sento affatto bene qui, in questo luogo in cui si è blasfemi contro mio Figlio. Per favore, dillo a tuo padre, perché questa immagine venga venerata in una chiesa, in una strada frequentata. Implora anche tutti gli abitanti della zona perché si astengano dalle blasfemie. È stata questa la causa di empietà per la quale la grandine ha distrutto i campi negli ultimi anni. Fa’ come ti dico, e non avrai più attacchi di epilessia”.

Mariute fece come le era stato detto e guarì dal suo male. La Madonna di Rosa passò ad essere venerata in una chiesa francescana.

MADONNA DI ROSA
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Il bombardamento del 1944

Secoli dopo, il 31 dicembre 1944, un enorme cacciabombardiere sorvolò San Vito al Tagliamento e lanciò una bomba sul santuario.

L’esplosione fu fortissima. Fortunatamente non ci furono vittime perché tutti i Francescani del convento riuscirono a mettersi in salvo, ma il santuario venne distrutto.

Ancora una volta, la Madonna di Rosa rimase miracolosamente intatta.

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Fonte: parrocchiamadonnadirosa.it; Maria con te, N. 4, Anno IV, pagg. 42-43

Per conoscere il santuario, cliccare qui.

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