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Accetto la separazione con speranza, per amore di mia moglie

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Albina Glisic | Shutterstock

Mercedes Honrubia García de la Noceda - pubblicato il 23/11/20

Con serenità e amore, un marito ha accettato che la moglie abbia optato per la separazione

Da qualche tempo lavoro con una coppia che voleva dare una svolta al suo rapporto per migliorarlo.

Il problema fondamentale, come accade spesso, era la comunicazione difettosa accumulata nel tempo, che era degenerata provocando grande frustrazione e solitudine. I due si amavano, si amano molto, e per questo hanno deciso di darsi un’altra opportunità.

È risultato complicato, tanto che all’inizio del lockdown a marzo la moglie ha deciso di abbandonare la casa di famiglia e di prendersi un po’ di tempo per pensare.

Dall’Instituto Coincidir abbiamo lavorato in modo individuale con ciascuno di loro, per poter approfondire le ferite di ognuno perché la decisione presa alla fine fosse meditata in modo approfondito, sapendo che qualunque cosa fosse successa avevano dato il meglio di sé per recuperare il loro matrimonio.

A poco a poco, lei ha confermato la sua idea di separazione, e lui è passato da una ribellione assoluta e dalla negazione della realtà per via del dolore all’accettare la situazione per l’amore che prova per la moglie.

Giorni fa, quando parlavo con il marito, gli ho chiesto di quella serenità che vedevo non solo nel suo aspetto, ma che emergeva anche dal tono e dal modo di parlare. Mi ha detto che in tutti questi mesi si è reso conto che l’amore che prova per la moglie è tale che vuole che lei sia felice, che è una decisione che lei ha preso per via di una ferita profonda che ha (e di cui non è il caso di parlare in questa sede) e che per questo non è in grado di rendersi conto del significato del suo matrimonio. Per questo, se è quello che vuole lui non può che accettarlo. Come dice Papa Francesco nella Amoris Laetitia (239), “è comprensibile che nelle famiglie ci siano molte difficoltà quando qualcuno dei suoi membri non ha maturato il suo modo di relazionarsi, perché non ha guarito ferite di qualche fase della sua vita”.

Credo che questa storia sia un chiaro esempio di come, nonostante la sofferenza e il dolore che provoca una separazione, l’essere umano sia in grado di fare per amore cose che umanamente ci risultano sorprendenti.

Accettare la separazione

Oggi, che ascoltiamo solo storie di relazioni fugaci, immediate, in cui il piacere e quello che mi va sono all’ordine del giorno, questa storia reale, con personaggi in carne e ossa, è un chiaro esempio di pazienza, dell’importanza di un matrimonio, del valore dell’essere umano, della sua dignità, della libertà delle persone e di come questo marito, per amore e ovviamente per la fede che ha e il valore che dà alla sofferenza, sia stato capace di perdonare sua moglie e di accettare la sua decisione.

Il marito è convinto che lei sia e sarà sua moglie per sempre, e l’aspetterà quanto serve, visto che per come la conosce sa che ha bisogno di curare prima le sue ferite per rendersi conto del valore che ha l’impegno che hanno assunto a suo tempo e di come l’amore sia capace di muovere le montagne.

Avere pazienza non è lasciarsi maltrattare continuamente, tollerare aggressioni fisiche o permettere che ci trattino come oggetti. Per questo, la Parola di Dio ci esorta: “Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!” (Ef 4, 31). Questa pazienza si affina quando riconosco che anche l’altro ha diritto di vivere su questa Terra accanto a me così com’è. Non importa se mi disturba, se altera i miei progetti, se mi dà fastidio con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è tutto come mi aspettavo.

L’amore ha sempre un senso di profonda compassione che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in modo diverso da quello che vorrei.

Apprendimento

In una società in cui l’impegno acquisito in un matrimonio sembra avere una data di scadenza quando finisce l’amore, è fonte di grande ispirazione vedere come le persone siano capaci di tirar fuori il meglio di sé quando amano davvero, con un amore pieno di impegno, un amore vero.

La chiave è l’accettazione per amore, ma per arrivare a questo bisogna camminare per quel dolore e quel perdono di se stessi e dell’altro, possibile solo quando sappiamo di essere amati da Dio e siamo capaci di accettare la realtà che abbiamo davanti, potendo imparare da quell’esperienza.

Non rinchiudersi nel dolore e nel rancore provocato da una separazione vuol dire trovare il perché di quello che ci succede. Solo in questo modo potremo sperare che possa arrivare qualcosa di meglio.

Spesso sono stata testimone di come in situazioni di questo tipo, in questa attesa dell’amore, sorgano seconde opportunità che chiudono quella ferita, con gli sposi che si danno un’altra possibilità, ma ciò è possibile solo quando quelle ferite vengono guarite dalla persona stessa.

Per questo, serve non solo una salda volontà di cambiare, ma anche alte dosi di pazienza e perdono come parte del processo di Amare con la A maiuscola.

Come ha detto giustamente María Luisa Erhardt in un’intervista concessa ad Aleteia, “quando Dio permette la separazione è sempre per un bene maggiore”.

Credo che in processi difficili come una separazione la chiave consista nel fatto di sapere che è sempre tutto per il bene. Per questo, quando si impiegano i mezzi e il risultato finale non dipende più da noi, l’accettazione per amore dà ancor più dignità alla persona.

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