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Papa Francesco telefona a un prete… per parlargli di Natale

Papa Francesco saluta

Massimo Valicchia / NurPhoto / NurPhoto via AFP

i.Media per Aleteia - pubblicato il 12/11/20

Il Santo Padre ha chiamato al telefono un prete spagnolo della città di Pamplona, il 7 novembre 2020, per congratularsi di un suo testo riguardante il Natale nella pandemia. Il parroco spagnolo vi sottolineava che il prossimo 25 dicembre, più semplice e più silenzioso dei Natali passati, avrebbe in fin dei conti ben onorato la nascita di Gesù.

«Il mio cuore stava per scoppiare dall’emozione» – ha detto padre Javier Leoz al giornale spagnolo Navarra.com il 7 novembre. Il parroco di San Lorenzo di Pamplona ha raccontato della telefonata ricevuta da papa Francesco: «È stato molto sorprendente. Alle 16:30 ero in canonica e il mio cellulare ha squillato», ha riportato il prete aggiungendo che pensava si trattasse di qualche call center o di un parrocchiano. Dall’altro capo del filo c’era papa Francesco che lo chiamava per dirgli che aveva letto il testo scritto pochi giorni prima sul Natale al tempo del Covid-19. Intitolato “Niente Natale”, il testo – in forma di poesia – riafferma che è veramente Natale.

Certo, il capodanno rischia di essere meno agitato di quelli precedenti – sottolinea il prete –, ma giustamente. È proprio un’occasione per vivere finalmente il silenzio e la pace di Betlemme.

Secondo il parroco, papa Francesco avrebbe molto apprezzato il messaggio della poesia e gli avrebbe confidato che il Natale sarebbe stato “più puro” in ragione della crisi sanitaria. «Mi ha raccontato come quest’epoca ci ha portato via lo spirito cristiano», ha riportato padre Javier Leoz.


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Navarra.com ha pubblicato il testo originale del prete spagnolo. Ecco una sua traduzione italiana:

Non ci sarà il Natale? Certo che ce ne sarà uno! Più silenzioso e più profondo, più simile al primo Natale, quando è nato Gesù, senza tante luci sulla terra ma con la stella di Betlemme, con le strade intermittenti della vita nella sua immensità. Niente impressionanti parate regali, ma l’umiltà dei pastori alla ricerca della Verità. Senza grandi banchetti, ma con la presenza di un Dio onnipotente. Non ci sarà il Natale? Certo che ce ne sarà uno! Senza le strade piene di gente, ma con il cuore ardente per Colui che viene. Niente chiasso né fanfara, proteste e resse… Ma vivendo il Mistero senza paura del Covid-Erode, che pretende di toglierci il sogno dell’attesa. Natale ci sarà perché Dio-è-con-noi. E noi condivideremo, come fece Cristo nella mangiatoia, la nostra povertà, la nostra prova, le nostre lacrime, la nostra angoscia e la nostra condizione di orfani. Ci sarà Natale perché abbiamo bisogno di questa luce divina in mezzo a tante tenebre. Il Covid-19 non può raggiungere il cuore e l’anima di quelli che pongono la loro speranza e il loro ideale in cielo. Certo che ci sarà Natale! Canteremo i canti di Natale. Dio nascerà e ci renderà liberi.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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