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Albertina, Isabel e Benigna, le tre martiri della castità brasiliane

mártires da castidade

Facebook Beata Albertina Berckenbrock / Bastião Já Sabe-CC BY-SA 4.0 / Diocese do Crato

José Miguel Carrera - pubblicato il 12/11/20

Non sono note solo per il modo in cui sono morte, ma anche per come hanno vissuto, e sono un esempio per i giovani

Il Brasile ha tre donne note come “martiri della castità”. Sono morte difendendo la loro purezza, e sono un modello per la gioventù brasiliana, non solo per come sono morte, ma anche per il modo in cui hanno vissuto. Avevano in comune uno stile di vita caratterizzato dalla fede, dalla preghiera e dall’aiuto al prossimo.

Albertina Berkenbrock

Albertina era nata l’11 aprile 1919 a Imaruí, nello Stato brasiliano di Santa Catarina. Aveva ricevuto fin da molto presto una formazione cattolica e partecipava attivamente alla vita religiosa della sua comunità, confessandosi spesso e comunicandosi sempre.

Il 15 giugno 1931 Albertina, all’epoca dodicenne, perse la vita per preservare la sua purezza spirituale e fisica.

Quel giorno andò a cercare un bue al pascolo, ma lungo la strada incontrò il suo aguzzino. Quando la ragazza gli chiese se avesse visto l’animale che stava cercando, l’uomo le diede una falsa pista e la mandò in un luogo dove cercò di violentarla.

All’inizio la gettò a terra e tentò di stuprarla, ma lei si coprì quanto più poteva con il vestito. Non riuscendo ad avere la meglio su di lei, il criminale le affondò un coltello nel collo.

La fama di Albertina iniziò a circolare rapidamente tra la popolazione locale, che conosceva la ragazzina, la sua educazione cristiana, l’amore per la famiglia e per il prossimo e il comportamento segnato da pietà e carità.

Albertina Berkenbrock è stata proclamata beata il 20 ottobre 2007 da Papa Benedetto XVI.

Isabel Cristina Mrad Campos

Il 1° settembre 1982, la giovane studentessa dello Stato di Minas Gerais Isabel Cristina Mrad Campos subì un tentativo di violenza da un uomo che era andato a montare un armadio nel suo appartamento. Lei cercò di resistere, ma l’aggressore le diede una sedia sulla testa, poi la legò, la imbavagliò e le stracciò i vestiti.

Visto che continuava a resistere alla violenza, l’uomo non riuscì a stuprarla, ma la uccise con 15 coltellate.

Nel 2001 Isabel Cristina ha ricevuto il titolo di Serva di Dio. Per otto anni, un Tribunale Ecclesiastico ha raccolto le deposizioni di decine di persone per verificare la religiosità della ragazza, che dall’adolescenza faceva parte della comunità di volontari della Conferenza dei San Vincenzo.

Nell’ottobre 2020, Papa Francesco ha riconosciuto la sua morte “in defensum castitatis” (in difesa della castità). Il Vaticano l’ha così dichiarata martire e ha approvato la sua casa di beatificazione, per la quale non è ancora stata stabilita una data.

Benigna Cardoso da Silva

Un altro esempio di brasiliana martire della castità è Benigna Cardoso da Silva, nata il 15 ottobre 1928 a Santana do Cariri (Ceará). Il 24 ottobre 1941, a 13 anni, morì violentemente dopo essersi rifiutata di avere rapporti sessuali con un adolescente.

La ragazzina uscì di casa per cercare dell’acqua, ma Raul Alves la accoltellò dopo che lei aveva opposto resistenza ai suoi tentativi di avere rapporti sessuali.

Da allora la devozione alla ragazzina è aumentata. Nel 2004 è iniziato il Pellegrinaggio chiamato Romaria da Menina Benigna, che si svolge dal 15 al 24 ottobre ed è entrato nel calendario ufficiale dello Stato di Ceará nel giugno 2019.

La sua beatificazione era prevista per il 2020, ma è stata sospesa a causa della pandemia di coronavirus.

Tags:
brasilecastitàmartiri
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