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USA: perché la nomina di Amy Coney Barrett è importante?

© Julian Velasco / Wikipedia

Rafael Navarro-Valls - pubblicato il 30/09/20

La nomina porta al risultato di 6/3 a favore del settore conservatore. Se i Democratici vinceranno le elezioni, avranno la Corte Suprema contro

Donald Trump ha appena nominato Amy Coney Barrett nuova candidata alla Corte Suprema Federale degli Stati Uniti (CS). Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la Barrett non è una giurista tra le tante. Quando il Presidente ha nominato Brett Kavanaugh per il TS nel 2018, aveva già detto che “riservava” la Barrett per il posto vacante che avrebbe lasciato la Ginsburg.

Oltre a magistrato federale, è stata per 15 anni docente presso la prestigiosa Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Notre Dame. Per tre anni consecutivi è stata eletta “migliore professoressa dell’anno”.

È un elemento importante, perché un bravo giurista deve avere familiarità sia con quello che chiamiamo “diritto in stato di riposo” (la legge contemplata in modo statico) che con il “diritto sul piede di guerra”, ovvero il diritto vivo, in azione, giurisprudenziale. Amy è dunque riconosciuta come un’eccellente giurista.

La Barrett ha 48 anni, è cattolica e madre di sette figli (due dei quali di colore adottati). Con lei, il numero di cattolici alla CS arriva a 5 su un totale di 9. Altri tre sono ebrei, uno è protestante.

Se la sua nomina verrà ratificata dal Senato, sarà l’unica donna conservatrice della CS, visto che le altre due donne – come la defunta Ginsburg – si inquadrano in quelle che potremmo chiamare “socialdemocratiche”, nella terminologia statunitense “liberali di sinistra”.

Un TS 6/3 a favore dei Conservatori

Mercoledì scorso, lo stesso Trump ha affermato che “il risultato delle elezioni di novembre si rifletterà sulla Corte Suprema statunitense”, com’è accaduto a seguito delle discusse elezioni tra Bush Jr e Al Gore. Si capisce bene l’importanza della nomina, che porta a un 6/3 a favore del settore conservatore, teoricamente più influenzabile dall’ideologia centrista o di destra.

Dico “teoricamente” visto che ricordo sempre come a Eisenhower sia stato chiesto in un’occasione se aveva commesso qualche errore come Presidente, al che ha risposto senza esitazioni: “Sì, due, ed entrambi siedono alla Corte Suprema”. Si riferiva ai magistrati Warren e Brennan, da lui nominati ma che presto hanno seguito criteri contrari al suo.

Il Diritto naturale nella Barrett

Essendo la Barrett relativamente giovane, sono poche le sue decisioni di peso. Va osservato che è da appena tre anni giudice federale nel 7º Circuito, uno dei tribunali d’appello di rango federale, che tratta gli appelli contro le decisioni distrettuali inferiori e all’interno del suo circuito federale.

Dalle sue decisioni e dai suoi scritti si può comunque dedurre che sia “originalista”, ovvero che intenda che la Costituzione debba essere interpretata in base al suo senso, che è fisso ed è stato stabilito nel momento in cui è entrata in vigore. Segue così la linea di Scalia, magistrato conservatore defunto della CS, con il quale ha lavorato.

Dall’altro lato ci sono i tre magistrati “creazionisti”, per i quali il senso della Costituzione cambia in base al momento storico in cui viene interpretata, come se fosse un romanzo che si scrive a capitoli.

C’è un suo voto recente particolare in una sentenza sull’uso delle armi nel secondo emendamento in cui parla di “un diritto naturale all’autodifesa”. Prescindendo dal contesto dell’espressione, questa indica una visione del diritto come insieme di norme e decisioni giurisprudenziali che devono essere immerse in un mondo di valori, in cui l’etica gioca un ruolo fondamentale.

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