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Anna Morandi Manzolini, l’anatomista protetta dal papato

ANNA MORANDI

Public domain

Sandra Ferrer - pubblicato il 23/09/20

La storia brillante di una delle prime scienziate a studiare il corpo umano, opera realizzata con l'aiuto di Papa Benedetto XIV

Nel XVIII secolo, il corpo umano nascondeva ancora molti misteri che gli scienziati si affannavano a scoprire. L’unico modo di farlo era studiarlo al suo interno, e per questo era necessaria la dissezione dei corpi, compito complicato e non sempre gradevole che Anna Morandi assunse mettendo da parte le sue remore e i suoi timori.

Anna era nata il 21 gennaio 1714 a Bologna in una famiglia tradizionale che l’aveva preparata al destino che toccava alla maggioranza delle donne. Se alcune di queste avevano raggiunto un certo sviluppo intellettuale, il matrimonio rappresentava in genere la fine di qualsiasi carriera, che fosse scientifica o artistica. Per Anna, però, fu tutto il contrario.

Nel 1736 si sposò con il suo amore di gioventù, Giovanni Manzolini. Giovanni insegnava all’Università di Bologna, uno dei primi atenei ad aver aperto la porta alle donne come docenti e allieve. La coppia ebbe sei figli, anche se non tutti sopravvissero all’infanzia. Oltre a forgiare un’unione ferrea in casa, i Manzolini divennero una coppia di scienziati la cui reputazione avrebbe presto valicato le frontiere. Anna non aveva ricevuto un’istruzione formale, ma questo non fu un problema per il marito, che la introdusse all’appassionante mondo della scienza, cosa da cui seppe trarre grande profitto.

Anna e Giovanni lavorarono insieme nel campo della medicina e dell’anatomia, anche se in un primo momento lei era semplicemente l’aiutante del marito. Quando questi si ammalò di tubercolosi, Anna assunse il suo incarico di docente di Anatomia all’università, che mantenne fino alla morte di Giovanni, avvenuta nel 1755.

Lungi da rifiutare il suo ruolo all’università, i membri di questa accettarono Anna Morandi Manzolini nel corpo accademico e di ricerca. La sua fama divenne tale che venne reclamata da altre università e invitata in alcune delle principali corti della vecchia Europa. Si recò quindi da Caterina la Grande, ricevette il patrocinio dell’imperatore Giuseppe II d’Austria e arrivò a dare conferenze presso la British Royal Society di Londra.

Anna costruì la sua fama grazie alle sue notevoli conoscenze sull’anatomia e alle sue splendide figure di cera, così realistiche che potevano sostituire i corpi umani nelle sue lezioni. Dopo aver dissezionato decine di cadaveri, superando le paure e i timori nel farlo, divenne un’eccezionale conoscitrice del corpo umano. Con il suo talento artistico, riuscì a realizzare delle figure altamente didattiche per i suoi allievi, suscitando l’ammirazione di tutti.

Oltre a quello di re, imperatori e scienziati di tutta Europa, Anna Morandi ottenne il rispetto di Papa Benedetto XIV. Pontefice amante della scienza, questi non solo espresse pubblicamente la sua ammirazione per lei, ma divenne anche il suo protettore e benefattore, aiutandola fin dai primi e difficili momenti in cui, dopo essere rimasta vedova, dovette iniziare una nuova vita assumendo il ruolo del marito.

Rebecca Messbarger ricorda nella sua biografia di Anna che Benedetto XIV fu un Papa “disposto a patrocinare lavori scientifici allo stesso ritmo degli ultimi sviluppi in Europa o ancora prima di questi”. Oltre a proteggere Anna, il Pontefice sostenne il lavoro della matematica Maria Gaetana Agnesi presso la stessa università di Bologna. Benedetto XIV promosse così la creazione del Museo di Anatomia d’Italia sotto la supervisione dell’Istituto delle Scienze di Bologna, istituzione che patrocinò.

Messbarger sottolineò la grandezza di Anna, che non solo “sfidò i ruoli di genere convenzionali”, ma si guadagnò l’ammirazione e il rispetto della comunità scientifica e del papato stesso.

Fino alla sua morte nel 1774, Anna Morandi ha lavorato nel suo laboratorio, impartendo lezioni all’università e modellando l’interno del corpo umano, trasformato in opera d’arte al servizio della scienza.

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benedetto xivfede e scienzascienzauniversita
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