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I genitori alcolizzati lo hanno abbandonato da bambino. Oggi evangelizza su Internet e reti sociali

DIMITRI

Gentileza

Jesús V. Picón - pubblicato il 05/09/20

Tra i 4 e i 6 anni ha dovuto prendersi cura della sorellina e mendicare nella Russia degli anni Novanta

Tra i 4 e i 6 anni di età, Dimitri si è assunto la responsabilità di prendersi cura della sorellina, visto che i suoi genitori li avevano abbandonati. Il bambino mendicava per strada, cercando cibo nella fredda e povera Russia degli anni Novanta.

È difficile e doloroso immaginare un bambino in quella situazione, e qualche tempo dopo qualcuno, commosso dalla situazione di quei due bambini, li ha fatti portare in un orfanotrofio.

Sembrava che Dimitri e la sorella fossero destinati a una vita grama e alla perdizione, ma è successo tutto il contrario, e oggi Dimitri evangelizza a tempo pieno con i suoi talenti sui media digitali e su Internet.

Ecco la sua storia e il progetto che ha creato, Holydemia, una piattaforma digitale per imprenditori, formatori e chiunque cerchi di formarsi, un Centro di Formazione Mondiale Cattolico su Internet che offre corsi online di alta qualità.

HOLYDEMIA
Gentileza

Dimitri Conejo Sanz, grazie per aver concesso questa intervista ad Aleteia. Innanzitutto, puoi dirci dove sei nato, cosa hai studiato e cosa fai attualmente?

Sono nato in Russia nel 1989. I miei genitori biologici erano alcolizzati e mi hanno abbandonato. Una professoressa mi ha trovato in un mercatino mentre mendicavo con mia sorella. Ci hanno portati in un orfanotrofio, e poi siamo stati adottati quando avevo 10 anni. I miei genitori adottivi sono spagnoli, e da allora ho iniziato il mio percorso qui in Spagna, dove vivo da vent’anni; oggi ne ho 31. Ho studiato Sviluppo di Applicazioni Web, ci unisco il disegno e lo metto al servizio della Chiesa.

A volte si pensa che ogni bambino che soffre, ogni bambino maltrattato o abbandonato, sia destinato al fallimento. Cosa diresti a chi la pensa così?

Si dice che i bambini che affrontano delle difficoltà nell’infanzia sembrino predestinati al fallimento, ma credo che ci sia anche un gruppo di bambini in cui si potenzia molto l’istinto di sopravvivenza, e il Signore usa questo istinto per trarre il massimo da te.

Credo che sia quell’istinto che mi muove spesso, un istinto a risolvere i problemi, che mi ha permesso di non rimanere fermo, ma di continuare a cercare soluzioni e di crescere. E tutto questo per la gloria di Dio, perché è qualcosa che mi è stato dato e che non ho fatto niente per meritare.

Parlaci un po’ dei tuoi talenti. Cosa ti appassiona di più nella vita? Cosa muove la tua anima e i battiti del tuo cuore?

Una delle cose che mi appassionano di più è la ricerca della bellezza, la bellezza di Dio, in qualche modo plasmata in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. E quello che mi muove è una chiamata che ho sentito a Cracovia, alla Giornata Mondiale della Gioventù, nella quale il Signore mi ha chiesto di abbandonare tutti i miei doni, a livello sia di disegno che di sviluppo, di creatività, ecc., e mi ha affidato una missione ben chiara; mi ha chiesto di rinnovare la Chiesa su Internet, a livello di contenuti e di immagine, e di lottare per questo.

HOLYDEMIA
Holydemia

Cos’è Holydemia, come nasce e qual è la missione principale di questa piattaforma?

Holydemia nasce da un’idea; mi trovavo con uno dei miei soci, parlavamo della formazione cattolica e ci siamo resi conto del fatto che la Chiesa non era idonea i tempi che corrono a livello di formazione, ovvero doveva ancora realizzare dei corsi in presenza; non si stava arrivando ai giovani, e i giovani hanno bisogno di qualcosa che si adatti a loro.

Abbiamo anche visto che i corsi cattolici in Internet erano molto dispersivi; ogni organizzazione aveva i propri.

Abbiamo identificato una necessità: non c’era un centro di formazione mondiale a cui tutti potessero accedere per seguire dei corsi senza bisogno di essere presenti, che li potesse far sentire al loro ritmo, quando volessero, ad esempio durante le vacanze o i fine settimana. E che avessero anche un valore. Dall’altro lato, c’erano anche professori e formatori con grandi conoscenze ma che non avevano le risorse necessarie per elaborare i loro corsi.

Holydemia nasce allora per creare un centro di formazione mondiale cattolico, e dall’altro lato per dare strumenti alle persone che desiderano formarne altre o trasmettere le proprie conoscenze.

Dimitri, in quest’epoca di pandemia e di isolamento, come può Holydemia aiutare gli imprenditori e anche un vasto pubblico che cerca contenuti coerenti con la dottrina cattolica e che a loro volta possano offrire formazione o informazioni?

Credo che Holydemia nasca in un momento molto positivo, perché questa pandemia ci ha fatto valorizzare maggiormente le risorse online. Credo che il futuro sia in questo, che le lezioni smetteranno di richiedere la presenza e che attraverso la rete si possa fare tutto.

Credo allora che Holydemia da un lato rinnovi la formazione cattolica delle persone, in un’epoca in pandemia come questa offrendo la possibilità di continuare a crescere nella fede senza bisogno di assistere ad alcuna lezione; è l’interessato che marca il proprio ritmo, che gestisce le lezioni, che lo fa quando può.

È poi utile agli imprenditori, perché sono i professori e i formatori che vogliono impartire delle lezioni; permette loro in un’epoca di pandemia di pensare e promuovere affari insegnando agli altri. Visto che molti sono rimasti senza lavoro e altri lavorano meno, ricevendo quindi stipendi inferiori, Holydemia può dare una mano. Se si fanno dei corsi, più sono meglio è, e se li si sa promuovere è una piattaforma che può portare a ulteriori entrate, anche piuttosto consistenti, perché si riceve una percentuale molto elevata per ogni allievo. Questo aiuta molti gli imprenditori, chi gestisce piccole attività e le organizzazioni ad andare avanti.

Quali sono i requisiti per essere formatori, e quali quelli richiesti per partecipare a un corso?

Per essere formatori basta inviarci una richiesta dalla nostra pagina web, dove dice “impartire corsi”; si apre un formulario, lo si riempie, si invia il curriculum e tutti i propri dati, l’équipe lo analizza e si approva o si nega la richiesta.

Su cosa ci basiamo? Quello che vogliamo sapere è fondamentalmente l’esperienza che si ha con i corsi online, anche se questo non determina l’approvazione o meno, che deriva piuttosto dalla conoscenza della materia scelta. Per noi è importante che si tratti di una persona che vive la propria fede con impegno, che sia una persona seria sul lavoro, che sappia davvero di cosa sta parlando.

Dall’altro lato l’allievo, per approfittare dei corsi, deve solo registrare un account su Holydemia, e da lì accede a un catalogo molto ampio. Ci sono corsi a pagamento, che sono quelli principali, e corsi gratuiti a cui l’allievo si iscrive senza che gli venga chiesto un solo dollaro. Si può usufruire di tutti i corsi gratuiti che si vuole.

Holydemia è una piattaforma unica o esiste già nel mercato digitale un altro progetto simile? E se c’è, quali sono i vantaggi di Holydemia rispetto alle altre piattaforme di corsi, ovvero qual è quel plus o valore aggregato, diversificatore, che può in qualche modo fare la differenza?

Ci sono ovviamente piattaforme che non sono cattoliche ma hanno lo stile di Holydemia, piattaforme online che offrono vari corsi. Qual è la differenza tra noi e altre piattaforme? Il fatto che noi siamo concentrati sul campo cattolico; quello che ci interessa è più la dottrina della Chiesa cattolica e arrivare a molte persone.

Non vogliamo offrire corsi che non abbiano nulla a che vedere con questo; per questo motivo i nostri corsi passano sempre per vari filtri. Abbiamo un’équipe di moderatori che analizzano ogni lezione del formatore per vedere prima che venga diffusa se è coerente con la dottrina della Chiesa cattolica, e questa squadra di moderatori è formata da sacerdoti.

Per noi è estremamente importante che tutti i corsi presenti sulla piattaforma rispettino la dottrina. Si può poi pubblicare il corso per aiutare l’allievo a migliorare in una materia. Abbiamo già corsi, ad esempio, su come usare il basso in un coro pastorale, corsi su come gestire le finanze in base ai nuovi tempi, come crescere nella fede usando la Bibbia, ecc.. La varietà è tanta, e tutti i corsi devono rispettare la dottrina.

Credo che sia questo il fattore principale che ci differenzia da altre piattaforme. Le altre sono fatte per crescere, per aprire le porte a tutti, ma nel nostro caso non è così, perché è fatta sì per crescere, ma è pensata per tutte le persone che desiderano formarsi o crescere nel cattolicesimo.

Alla fine si tratta di adattare un po’ la Chiesa ai tempi che corrono, e di aprire le porte a tutti i cattolici che magari vogliono formarsi e approfondire, perché possano farlo in un modo conforme ai tempi di oggi.

Dimitri, che messaggio daresti a tutti quegli imprenditori e a tutti color che sono confinati durante questa pandemia perché abbiano fede e speranza?

Vorrei dire a tutti gli imprenditori che si dedicano in qualche modo all’evangelizzazione che credo che i tempi così strani come quelli che stiamo vivendo non siano vani; almeno io credo che sia così. Penso che il Signore ci abbia pensato molto prima di noi.

Credo che tempi strani come questo servano per far pensare molto, e per far vedere quali forme nuove ci viene chiesto di intraprendere, come ci si possa adattare per migliorare l’evangelizzazione. Personalmente credo che l’evangelizzazione digitale al giorno d’oggi esiga non solo il fatto di avere un buon contenuto, ma anche il fatto di curare molto le forme e l’immagine. È un aspetto che è stato dimenticato completamente.

Invito tutti gli imprenditori a curare questo fatto, non solo il contenuto, ma anche a pensare al progetto e all’immagine che si darà; a curare i contenuti, le forme di presentazione, la pulizia. Alla fine perché lavoriamo? Lavoriamo per il Signore, che merita il meglio.

Vi invito a entrare su Holydemia per approfittare dei corsi che abbiamo, e se qualcuno di voi ha conoscenze in qualche ramo è più che invitato a diventare formatore di Holydemia; deve solo inviarci un formulario, e noi in due o tre giorni rispondiamo e diamo accesso all’amministrazione del formatore perché possa creare dei corsi.

Per una persona che naviga su Internet, creare un corso non è così complicato. Si tratta di organizzarsi, di scrivere bene di cosa si parlerà, di dividerlo in moduli e lezioni, di iniziare a registrare con una buona qualità del suono e basta; alla fine non costa tanto. Invito tutti coloro che hanno delle conoscenze e qualcosa da trasmettere, qualcosa da apportare all’evangelizzazione, a farlo.

Dimitri, un’ultima domanda sulla piattaforma Holydemia: come si evita il plagio? A Holydemia create anche contenuti insieme a chi impartirà le lezioni. Avete pensato a come evitare plagi?

Siamo molto chiari a livello di legge; non permettiamo che si copino i corsi, né che si scarichino. Quello che non possiamo fare è lottare contro lo screencasting, ovvero se una persona decide di registrare il corso, ecc.. Per noi è molto complicato lottare contro la pirateria.

Quello che facciamo è usare una tecnologia che si assicura che i video si aprano solo dal link, dal riproduttore. Se si copia fuori da questo il link che rimanda al video, viene mostrato un errore di accesso, ovvero viene bloccato totalmente. Questo per garantire ai formatori una sicurezza.

Quanto alla lotta alla pirateria e al plagio, mi è già accaduto con altri progetti che ho sviluppato, come Cathopic o Mater Coeli; ho visto che altri imprenditori, se si possono chiamare così, alla fine sono dei copiatori, perché copiano dei miei disegni, il linguaggio, le politiche della privacy.

Alla fine con Cathopic o Mater Coeli non succede niente perché sono progetti aperti perché tutti possano usufruirne, e tu sai che il tuo progetto è stato quello pioniere, e la prendo così. Ma non è legale, e lo condanno totalmente perché è sbagliato, è un furto in piena regola; come avete detto c’è una mente dietro, molto lavoro, molto sforzo. È una cultura che credo dovrebbe essere più diffusa nei vari Paesi, con leggi severe.

Qui in Spagna tempo fa c’era molta pirateria, e dieci anni fa hanno iniziato a uscire leggi nell’Unione Europea che puniscono duramente questo crimine. Non dico che ora non ci sia più, ma è diminuita molto rispetto ad alcuni anni fa. Il cambiamento in questo tipo di cose si attua quando la persona si rende conto che c’è una punizione severa dietro. È questa la mentalità dell’essere umano.

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