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Nella pandemia, Papa Francesco diventa un leader mondiale indiscusso

VINCENZO PINTO | AFP
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Il dottor Guzmán Carriquiry spiega il motivo esponendo gli elementi fondamentali del suo magistero sociale destinato a dare speranza

In mezzo alle incertezze che l’umanità affronta in questo tempo di pandemia, Papa Francesco è diventato “il leader mondiale con più libertà, intelligenza, determinazione e coraggio”.

È giunto a questa conclusione uno degli analisti più vicini di questo pontificato, il dottor Guzmán Carriquiry, avvocato, scrittore e fino a poco tempo fa vicepresidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.

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L’accademia uruguayano ha argomentato la constatazione che vari mezzi di comunicazione hanno registrato durante questa pandemia, presentando il magistero sociale esposto in questi sette anni di pontificato.

Il momento simbolico di leadership morale e spirituale esercitata dal Papa si è materializzato con “la sua impressionante preghiera in una Piazza San Pietro vuota il 27 marzo scorso”, l’unico evento planetario che abbia avuto luogo durante l’isolamento di buona parte della popolazione del pianeta.

Carriquiry ha presentato la sua analisi in un recente incontro virtuale organizzato dalla Commissione Nazionale Giustizia e Pace dell’Argentina, presieduto da monsignor Óscar Ojea, presidente della Conferenza Episcopale del Paese, sul tema Laudato si’ in epoca di pandemia.

La pandemia, ha constatato l’esperto in Dottrina Sociale della Chiesa, può lasciare prostrata l’umanità, in uno stato di maggiore povertà, ingiustizia, disperazione…, o può diventare motivo di “rigenerazione morale, spirituale, e per questo anche di ricostruzione sociale”.

Ecco alcune delle proposte del magistero sociale di Papa Francesco, con cui cerca di risvegliare la coscienza morale dell’umanità, raccolte da Guzmán Carriquiry nel suo intervento:

  • Guerra e pace: “Papa Francesco ha messo in guardia sulla terza guerra mondiale a pezzi attualmente in corso, alimentata da un’accelerata e intensa corsa agli armamenti”.
  • Giustizia sociale: “Ha marcato a fuoco le disuguaglianze sociali che caratterizzano l’attuale disordine mondiale, ed è stato attento e solidale riguardo agli enormi movimenti migratori della nostra epoca”.
  • Nuove tecnologie: “Ha sottolineato le sfide etiche poste dalla rivoluzione tecnologica nel campo del bios, del lavoro, dell’energia e delle comunicazioni”.
  • Economia disumana: “Ha saputo cogliere l’irruzione dei movimenti popolari per alloggio, terra e lavoro, e ha denunciato l’idolatria del denaro che sostiene un’economia che provoca l’esclusione e lo scarto di molti, un’economia che uccide”.
  • Solidarietà lavorativa: “In quest’epoca di pandemia, ha chiesto che nessuno perda il lavoro, un reddito di sussistenza per i settori più svantaggiati e il condono del debito estero”.
  • Ecologia integrale: “La questione ambientale non può essere considerata separatamente da quella sociale. Oggi è dimostrato che le calamità naturali influiscono su tutti, ma interessano in modo molto speciale, molto forte, le moltitudini umane più povere, vulnerabili e indifese”.
  • Sviluppo sostenibile: “Lo sviluppo sostenibile implica la creazione di valore ambientale, ma anche sociale ed economico”.
  • Rispetto della vita: “L’ecologia naturale dev’essere sempre accompagnata da un’ecologia umana, perché solo delle chiavi di significato della realtà, alla fin fine positiva, e un senso della vita umana – di vita buona per tutti e vita in abbondanza – saranno capaci di abbracciare e curare tutto il creato”.
  • Il pericolo dopo la pandemia: “Il vero pericolo che incombe sulla vita non è la minaccia della morte, ma la possibilità di vivere senza senso, di vivere senza tendere a una pienezza più grande di vita per noi, per le nostre famiglie, per i nostri compatrioti, per il nostro Paese, per tutti”.
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