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Il medico aveva consigliato ai genitori di “terminare”, ma loro hanno scelto la preghiera

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Patty Knap - pubblicato il 19/05/20

La coppia non voleva prendere in considerazione l'aborto. “Abbiamo detto: 'No, Dio ci ha dato questo bambino e sarà Lui a prenderlo se vorrà'”.

Courtney ed Andrew erano emozionati per la gravidanza, ma alla prima ecografia c’erano già segnali problematici. Sembrava che il liquido amniotico fosse poco o nullo, una situazione che a volte si verifica quando i reni del bambino non stanno lavorando in modo adeguato.

Una seconda ecografia in un ospedale per gravidanze ad alto rischio ha confermato che il liquido amniotico era quasi inesistente, e la dottoressa ha detto che probabilmente il bambino non sarebbe sopravvissuto fino alla nascita o sarebbe morto poco dopo, consigliando ai genitori di porre fine alla gravidanza.

La coppia, però, non voleva prendere in considerazione l’aborto. “Abbiamo detto: ‘No, Dio ci ha dato questo bambino e sarà Lui a prenderlo se vorrà’”, ha ricordato Courtney.

La dottoressa non ha lasciato cadere il discorso. “Ha sottolineato che avevamo solo poche settimane per cambiare idea, visto che ero alla 22ma settimana e l’aborto in Pennsylvania è legale fino alla 24ma”. Courtney è rimasta infastidita dal modo vago in cui veniva raccomando l’aborto.

“La dottoressa non ha usato la parola ‘aborto’. Ha detto ‘terminare’. Era come se fosse meno scomodo ‘terminare’ che averlo”.

Familiari e amici della coppia hanno iniziato a pregare perché Dio cambiasse la situazione. La nonna di Courtney ha fatto pregare degli amici in tutto il Paese perché la gravidanza andasse a buon fine. In quel periodo un’altra ecografia ha mostrato che i reni di quella che ormai si sapeva essere una bambina funzionavano bene, lasciando i medici sconcertati.

Padre Gus (Augustine) Fernando, della parrocchia di St. Killian di Farmingdale, Long Island, ha sentito parlare della gravidanza a rischio. Mentre pregava perché la bambina nascesse sana ha sentito le parole “La bambina starà bene e sarà una benedizione per loro”. Questo splendido messaggio, unito a tutte le preghiere, ha dato speranza a Courtney ed Andrew.

La piccola Josie è nata il 17 marzo 2018, ma ai suoi genitori è stato detto di prepararsi al peggio, perché non riusciva a respirare da sola. Un consulente del lutto è andato a dire ai neogenitori che probabilmente Josie non sarebbe sopravvissuta. La piccola è stata collegata a un ventilatore speciale. Aveva lesioni ai polmoni, la pressione sanguigna alta e il cuore ingrossato. Di fronte a una prospettiva negativa servivano più preghiere. Ancora una volta padre Gus ha sentito che la bambina sarebbe stata bene, e ha detto alla coppia “Gesù si prenderà cura di Josie”.

Alle 20.00 di quel giorno le condizioni della bambina hanno subìto un deciso miglioramento. “La dottoressa ha detto: ‘Non so cosa stiate facendo, ma continuate. Sta molto meglio’. In meno di 24 ore i suoi polmoni si erano ampliati, la pressione stava rientrando nei livelli giusti e il cuore stava meglio! Il giorno dopo Josie è stata collegata a un ventilatore normale, e quello ancora successivo respirava da sola”.

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Josie è oggi un’adorabile e sana bambina di due anni, circondata dall’amore. Sua madre è grata di non essersi lasciata influenzare dalle opinioni della dottoressa. “Penso alle donne incinte che non si trovano in una situazione come la mia (sposate, con un lavoro e una famiglia che le sostiene…) e potrebbero essere indotte ad abortire il proprio bambino da un medico che dice che è una buona idea”.

Con la sua testimonianza, Courtney spera di incoraggiare le mamme incinte, soprattutto se hanno ricevuto una prognosi negativa, a non cedere ad alcuna pressione ad abortire.

“Sarete sempre felici di aver avuto vostro figlio!”

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