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Le cose sono sempre come pensiamo che siano?

KOBIETA Z KSIĄŻKĄ

Sarah Noltner/Unsplash | CC0

Miguel Pastorino - pubblicato il 28/04/20

L’importanza del discernimento

Viviamo in una società e in un’epoca in cui si cerca ogni tipo di scorciatoia per non pensare e ostentarlo, come se andare più rapidamente ci assicurasse di essere più vicini alle informazioni. A volte tanta velocità non fa che saturare e confondere, sviando l’attenzione da ciò che è importante, lasciando nell’ombra i problemi più gravi e distraendoci con qualsiasi banalità che sia su tutti i media per uno o due giorni, o che sia diventata “di tendenza” nelle reti sociali.

Cercare la felicità non è un compito facile ed è una cosa lenta, che esige rigore nell’analisi, riflessione serena e apertura mentale. La via facile è il pensiero semplice, evitare le sfumature e la complessità nell’analisi dei fatti. In genere chi sa meno parla con più sicurezza delle proprie certezze.

Una conferma scientifica: l’effetto “Dunning-Kruger”

Negli anni Novanta, lo psicologo sociale David Dunning della Cornell University e la sua collega Justin Kruger hanno realizzato vari esperimenti in cui hanno analizzato in particolare la competenza delle persone a livello di grammatica, ragionamento logico e umorismo.

Ai partecipanti è stato chiesto di stimare il proprio grado di competenza in questi campi, e poi sono stati realizzati vari test. Il risultato ha rivelato che maggiore era l’incompetenza della persona, meno ne era consapevole. Al contrario, le persone più capaci e competenti in genere sottovalutavano la propria conoscenza e competenza.

Le persone più capaci erano più umili, mentre chi era meno capace presumeva di fare tutto bene. I ricercatori hanno concluso che le persone incompetenti in certe aree della conoscenza sono incapaci di rendersi conto e di riconoscere la propria incompetenza, come non sono in grado di riconoscere la competenza degli altri. Man mano che la persona aumenta le proprie conoscenze e il suo livello in una certa competenza, però, l’effetto diminuisce e diventa più consapevole dei propri limiti.

Lo studio è stato pubblicato nel 1999, e da allora viene chiamato “effetto Dunning-Kruger” il tratto cognitivo secondo il quale le persone con meno capacità e conoscenze tendono a sopravvalutarle, e quindi tendono a opinare su tutto come se sapessero molto, con grande sicurezza, senza avere idea del tema, perché pensano di sapere molto più degli altri.

Per questo raccomandavano che il miglior modo di uscire da questo atteggiamento è lasciare spazio al dubbio, prestare attenzione ad altre prospettive ed essere disposti a imparare.

Lo studio conferma una cosa che si conosce già da più di 2.500 anni nella storia del pensiero, visto che appare già negli scritti di Platone: più si sa di qualcosa, più si è consapevoli di non sapere molto. Chi è ignorante, invece, crede di sapere quando in realtà sa molto poco. Un proverbio biblico dice che “la malattia dell’ignorante è ignorare la propria ignoranza”.

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comportamentoorgoglio
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