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Il Cristo Redentore di Rio de Janeiro vestito da medico

CHRIST THE REDEMEER

CARL DE SOUZA / AFP

Aleteia - pubblicato il 14/04/20

Nel giorno di Pasqua, la Chiesa cattolica brasiliana ha reso omaggio al personale sanitario impegnato nel contrasto all'epidemia di coronavirus illuminando la statua che sovrasta il Corcovadoe

Una presentazione di video mapping (proiezione di luci a formare immagini) ha caratterizzato la notte della Domenica di Pasqua a Rio de Janeiro.

Per rendere omaggio ai professionisti della salute che lottano in prima linea contro la pandemia del coronavirus, le proiezioni hanno “vestito” il Cristo Redentore con camici simili a quelli usati da medici, infermieri, epidemiologi e altri professionisti fondamentali in questa guerra contro il nemico invisibile.

Sono state proiettate anche immagini dei professionisti con mascherine e stetoscopio, oltre alle bandiere dei Paesi che hanno registrato casi di Covid-19. Ai piedi di Cristo, il messaggio che tutti noi vorremmo inviare a questi professionisti: la parola “Obrigado” (Grazie), proiettata anche in varie lingue, per un momento di emozione e riconoscenza.

Ecco le immagini:

Potete vedere com’è stato l’omaggio anche attraverso questo video postato sul profilo Instagram del santuario del Cristo Redentore:

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Santissimo e Consacrazione

Lo spettacolo di luci e l’omaggio ai professionisti sanitari è avvenuto dopo che il Santissimo aveva sorvolato Rio de Janeiro per benedirne gli abitanti. Ai piedi di Cristo, l’arcivescovo di Rio, monsignor Orani João Tempesta, ha anche consacrato nuovamente il Brasile in un atto trasmesso dal vivo dalle reti sociali e dai canali televisivi cattolici, visto che per evitare assembramenti il pubblico non era stato ammesso.

Ecco il testo integrale della consacrazione effettuata dall’arcivescovo:

“Signore Gesù, nostro Salvatore e Redentore,
vero Dio e vero uomo,
che sei per il mondo l’unica fonte di luce, pace,
progresso e felicità,

novant’anni fa il mio predecessore, il cardinale Leme,
è salito qui sul monte del Corcovado
per consacrare il Brasile al tuo Sacro Cuore,
consacrazione rinnovata molte volte
nel corso dei decenni a seguire.
Oggi vengo qui anch’io come pellegrino,
portando nel mio cuore di pastore
le angosce e le speranze del nostro popolo,
che si presenta con me davanti a Te,
chiede giorni migliori e sogna tempi nuovi.
Salendo ora questo “monte pasquale”
vogliamo consacrarti la Terra di Santa Cruz,
come venne chiamata la nostra Nazione
in quel Mercoledì Santo 22 aprile 1500.

Oggi è la Domenica di Pasqua:
accogliamo la notizia più importante mai data al mondo:
la morte è stata vinta,
e sei risorto in mezzo a noi, Alleluia!

E perché questa consacrazione
sia davvero efficace e duratura,
oggi rinnoviamo anche, qui ai tuoi piedi,
le promesse del nostro Battesimo.

O Cristo Redentore degli uomini,
sono già trascorsi duemila anni da quel momento
in cui, aprendo le braccia, hai gridato ad alta voce:
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.
Imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore”
(cf. Mt 11, 28-30).

Per manifestare che il nostro popolo
ti riconosce come suo re e Signore,
qui su questo monte
è stata intronizzata questa tua immagine,
con le braccia aperte sulla Baia di Guanabara,
sul Brasile e sul mondo,
ripetendo lo stesso invito:
“Venite a me! Venite a me!”

Siamo venuti qui, Signore,
in questo luogo simbolico per il nostro Paese,
portando la nostra vita e i nostri sogni.
Per questa ragione, in questo momento tanto difficile
che tutto il mondo sta attraversando,
vengo in questa Solenne Domenica di Pasqua,
prostrato ai tuoi piedi,
insieme a tutto il popolo a gridare
“Eccoci, Signore,
vieni in nostro aiuto e salvaci!”

Sì, noi Brasiliani vogliamo,
ancora una volta,
ripararci sotto la protezione delle tue braccia,
donarci al tuo Sacro Cuore,
mite e umile,
e deporre nel tuo costato aperto,
che è fonte di salvezza,
la supplica per la protezione delle nostre famiglie e delle nostre case.

Riconosciamo le nostre infedeltà,
ma confidiamo nella tua misericordia
e siamo solidali con tutti,
soprattutto con chi passa per la tribolazione
e quanti soffrono per la malattia, la miseria e la fame.

Il nostro popolo dimostra il suo cuore generoso,
in mezzo a tanti dolori,
condividendo gli uni con gli altri ciò che è necessario per vivere,
soprattutto la speranza di un domani migliore,
perché confidiamo totalmente in Te
e sappiamo che non saremo delusi.

Siamo un popolo di speranza,
il che si traduce in atteggiamenti di carità perché abbiamo fede.
In quest’epoca di pandemia,
sono tanti i Brasiliani che devono rimanere in casa,
e ce ne sono altri che escono per andare al lavoro,
nei servizi essenziali,
soprattutto i professionisti del settore sanitario.

Proteggi tutti con il tuo divino amore,
ti supplichiamo.
Ci accostiamo al tuo Cuore
con tutte le nostre famiglie.
Signore Gesù Cristo, Redentore del mondo,
di fronte alla tua presenza sacramentale
e contemplando la tua immagine,
simbolo della nostra Nazione,
ecco ai tuoi piedi il Brasile, la Terra di Santa Cruz,
che di nuovo si consacra solennemente
al tuo Cuore Santissimo
e ti riconosce per sempre
come suo unico Re e Signore,
per ottenere giorni sicuri con vita in abbondanza,
sicurezza e pace costante.
Gesù, da questo luogo,
nel nostro santuario arcidiocesano,
ti chiediamo
di benedire il nostro Brasile!

Benedici il Mondo
e liberaci da tutti i mali!

Così sia per sempre.
Amen”.

Tags:
brasileconsacrazionecoronavirusgesù cristomedicirio de janeiro
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