Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

La preghiera preferita di San Francesco Marto, veggente di Fatima

São Francisco Marto
Santuário de Fátima
Condividi
San Francesco Marto, insieme alla sorella Santa Giacinta e alla cugina Lucia, è stato uno dei tre pastorelli portoghesi che hanno testimoniato a Fatima le apparizioni dell’Angelo nel 1916 e della Madonna nel 1917.

In questo mese si compiono 101 anni dalla partenza di San Francesco Marto per l’Abbraccio Eterno del Padre. Aveva appena 10 anni (mancavano poco più di due mesi perché ne compisse 11) quando, alle 22.00 del 4 aprile 1919, morì ad Aljustrel, nella casa di famiglia, confermando quello che gli aveva detto la Vergine Maria, cioè che sarebbe morto giovane.

Francesco si era ammalato alla fine del 1918, contagiato dalla devastante febbre polmonare, la tragica epidemia passata alla storia come “spagnola”, che provocò la morte di milioni di persone in molte zone del pianeta.

Due giorni prima di morire, il 2 aprile, Francesco si era confessato e aveva ricevuto la Comunione per l’ultima volta, “con grande lucidità e pietà”. Chi ha scritto questa testimonianza è stato il parroco di Fatima nel Libro dei Decessi, registrando la morte del piccolo il 4 aprile.

“E ha confermato che aveva visto una Signora alla Cova da Iria e a Valinho”, aggiunse il sacerdote.

Un piccolo grande contemplativo

Nel suo diario, la cugina Lucia diceva di lui:

“Francesco era silenzioso, e per pregare e offrire i suoi sacrifici a Dio amava nascondersi, anche da Giacinta e da me. ‘Mi piace pregare da solo e consolare Nostro Signore che è tanto triste’. Francesco ha sopportato molti sacrifici, fatti anche di lunghi digiuni”.

Nella sua causa di beatificazione e canonizzazione, tra le sue virtù è sempre stata sottolineata la profonda vita contemplativa, aspetto che colpisce particolarmente trattandosi di un bambino.

Le testimonianze di chi l’ha conosciuto riferiscono che la sua preghiera preferita era quella insegnata dall’Angelo nel giorno in cui gli era apparso:

“Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano”.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni