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Il coronavirus e l’illusione dell’isolamento

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AAREF WATAD/AFP/East News

Alexandre Ribeiro - pubblicato il 17/03/20

Ricordiamo la pandemia del coronavirus nella particolarità di un evento piccolo: una tosse. La tosse di qualcuno che stava soffrendo

La pandemia del coronavirus ha messo il mondo in quarentena. Le misure di isolamento in Cina sono per molti un eccesso di autoritarismo.

A poco a poco, però, altri popoli si sono visti costretti a limitare la libera circolazione delle persone nelle strade e alle frontiere, in vista della rapida diffusione del nuovo virus.

La quarentena obbligatoria è l’ultima di una serie di misure di isolamento.

In primo luogo si cancellano gli assembramenti di persone, poi si sospendono le lezioni in scuole e università. Chiudono poi temporaneamente fabbriche e centri di servizi. Si stabilisce infine che le persone debbano rimanere a casa.

E così si crea l’illusione che l’isolamento – pur se necessario – sia possibile.

Ma non lo è.

Nel senso corretto del termine, isolare significa chiudere tutti i canali di contatto di un sistema con quello che lo circonda. Un sistema isolato sarebbe quello che non scambia materiali, energie e informazioni con l’ambiente circostante.

Ma tutto ciò che esiste scambia materia, energia o informazioni con quello che lo circonda. Un albero, ad esempio, anche se è morto si decompone, dando continuità al processo di relazione con il suo ambiente.

Niente nell’universo è isolato.

Nessuno si può isolare completamente, anche se costruisce un bunker di sopravvivenza (come qualche miliardario eccentrico potrebbe fare) o si trasferisce sulla cima di una montagna in una regione remota.

In qualunque luogo ci si trovi, si resta collegati all’ambiente circostante.

Con questo non vogliamo dire che le misure restrittive e di quarantena siano inutili, anzi: sono necessarie ed efficaci nella lotta alla pandemia del coronavirus.

Ma non sono misure di isolamento. Sono solo misure restrittive della circolazione di distanziamento sociale.

L’isolamento completo è una mera illusione.

L’illusione che i problemi non arriveranno fino a noi.

L’illusione che quella prima tosse contaminata, della quale qualcuno ha sofferto mesi fa a Wuhan, non sarebbe mai giunta fino a noi.

L’illusione del fatto che non siamo determinati da quello che ci circonda.

L’illusione del fatto che non abbiamo nulla a che vedere con i problemi intorno a noi, siano essi vicini o distanti.

Quando la quarantena passerà e il mondo sarà tornato alla normalità, facciamo l’esercizio di ricordare che il coronavirus non è stato solo una pandemia.

Ricordiamo la pandemia del coronavirus nella particolarità di un evento piccolo: una tosse. La tosse di qualcuno che stava soffrendo.

Questo pensiero ci aiuti a prenderci cura di ogni piccola sofferenza, di ogni piccola miseria, di ogni piccola tosse.

E sia così per giustizia e carità. Ma se così non fosse, sia per l’allarme.

L’allarme che ci dice che, per quante risorse possiamo accumulare, non saremo mai completamente isolati. Quella piccola tosse arriverà a noi.

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