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Dove trovare la forza per porgere l’altra guancia?

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NotionPic | Shutterstock
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Tra le passioni che corrompono e gli animi che si infiammano, spesso possiamo desiderare la vendetta ed essere lenti a offrire misericordia

In secondo luogo, porgere l’altra guancia allontanandosi. In vari momenti della vita di Cristo, le sue parole hanno suscitato proteste tali tra la gente che ha dovuto andar via per salvarsi la vita (ad esempio in Luca 4, 29). Gesù sapeva quando le cose sarebbero state mature, e in quegli episodi in cui se n’è andato sapeva che “non era ancora giunta la sua ora” (Giovanni 7, 30).

Gesù incoraggiava i suoi discepoli a fare lo stesso: “Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi” (Matteo 10, 14). Non tutti i momenti sono adatti a impegnarsi. A volte il modo migliore per testimoniare il Vangelo è non dire niente, semplicemente andare via.

In terzo luogo, porgere l’altra guancia facendo il bene. San Paolo ci esorta dicendo “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Romani 12, 21). Porgere l’altra guancia amando attivamente. Fare il bene a chi ci ha feriti. Comprare loro dei regali, far loro dei favori al lavoro, preparare la loro cena preferita o fare almeno il compito domestico che amano di meno. Rendersi piccoli e desiderare che l’altra persona sia grande.

Spesso permettiamo a paura, rabbia e pressioni sul posto di lavoro o dei nostri coetanei e alle aspettative della nostra cultura di essere le voci dominianti nel determinare le nostre priorità nella vita. Nella sfida di fare ciò che è positivo di fronte al male dobbiamo abbracciare l’assurdità del Vangelo: per conquistare dobbiamo morire.

Chesterton descrive questa contraddizione del cristianesimo dicendo che “il cristianesimo è un paradosso sovrumano in cui due passioni opposte possono splendere l’una accanto all’altra”. Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi da donare la nostra vita. Le nostre passioni devono infuriare, perché possiamo cancellare il nostro io.

La Scrittura ci dice: “Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere” (Proverbi 25, 21). L’unico modo per contrastare il male è l’amore, come Cristo ha dimostrato sulla croce. Alla fin fine, per essere pronti a porgere l’altra guancia dobbiamo arrenderci al vero Dio – l’Amore che conosce ciò di cui abbiamo bisogno ancor prima di noi. Questo movimento del cuore consiste nel dire (continuamente) “Sia fatta la tua volontà. Non la mia, ma la tua”. Recitando questa preghiera, ci arrendiamo e ci mettiamo nelle mani dell’amore onnipotente.

Il perdono che ha catturato l’attenzione del mondo quando Henry Stoltzfoos ha esteso la stretta di mano della sua congregazione ha fatto sì che i Roberts potessero rimanere a casa propria e ha anche promosso nuovi rapporti di amicizia.

Zach, il fratello di Charlie, non voleva andare al funerale del fratello assassino. Il padre di una delle bambine uccise lo ha chiamato e gli ha chiesto di andare. Sulla tomba, gli Amish hanno circondato la famiglia di Charles, l’omicida, per proteggerla dai media, e quando il cancro di Terri Roberts è tornato, alcune delle famiglie Amish della zona sono accorse in suo aiuto. Aveva bisogno di cibi crudi per sostenersi, e le donne Amish glieli portavano.

Alla fine, porgere l’altra guancia non dipende da come ci sentiamo. Come il Vangelo, anche questa è una scelta.

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