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Consigli per coppie felici #5. Fate l’amore e fatelo bene

Joe Techapanupreeda|Shutterstock
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Troppi tabù sul sesso di coppia in una società che paradossalmente sessualizza ed erotizza tutto. Tornate a fare l’amore, ci vuole impegno e costanza, ma senza ci condanniamo alla divisione e all’infelicità.

di Marco Scarmagnani

«Fare l’amore?» «Chi se lo ricorda?» «Devo chiederle un appuntamento!» «Ah, ormai… ci abbiamo messo una croce» «Passiamo oltre dotto’». Grasse risate… amare. Sono queste comunemente le prime reazioni all’emersione del tema sesso in un gruppo di coppie.
E così rimango sempre più sorpreso di come – in una società così fortemente sessualizzata ed erotizzata come la nostra – il sesso in una coppia stabile sia fatto di più bassi che di alti: stanchi per il lavoro e la cura dei figli, senza passione e desiderio, con rancori arretrati, la coppia fatica a trovare un incontro sulla modalità, sulla frequenza, sul tempo da dedicare alla sessualità. E si scoraggia, e retrocede.
Per prima cosa mancano le parole: come siete soliti chiedere al vostro partner? Con il classico banaleggiante «Facciamo sesso?» o «Facciamo l’amore», oppure state su un registro allusivo «Lo facciamo?», «Andiamo…?» o vi arrischiate tra il volgare e il goliardico «Scopiamo?», «Quattro salti sul letto?».

Probabilmente non lo chiedete. Come la maggior parte delle coppie vi avvicinate, oppure avete dei piccoli rituali che conoscete solo voi.
Pro e contro: se è vero che lasciare da parte le parole e far parlare il corpo è il sistema migliore per lasciarsi scivolare nell’amore, è altrettanto vero che questo funziona quando le cose vanno bene. Quando non c’è intesa la mancanza di parole crea un vuoto ancora più profondo che non permette al desiderio di esprimersi. E la distanza aumenta. Aumentano i silenzi o le velate allusioni o – peggio – le sarcastiche frecciate quando litigate, che non fanno che aggiungere “another brick in the wall”.
Quindi il sesso è una faccenda innanzitutto corporea e faticosamente descrivibile con categorie linguistiche, ma siccome dobbiamo scriverne, qui useremo l’espressione “fare l’amore” non perché mi faccia personalmente impazzire, ma perché trovo azzeccato l’accostamento dei due termini:

  • FARE: nel senso pratico di costruire. C’è un’idea di laboriosa attività che – come ho già scritto sopra – è la chiave di volta per affrontare ogni crisi di coppia. Ci mettiamo in moto fisicamente per “creare” qualche cosa. Che cosa? “Amore” ovviamente.
  • AMORE: l’atto sessuale crea amore, e lo crea in modo profondo. Lo crea in una condizione in cui siamo nudi, sinceri, esposti. Ma, proprio perché nudi, sinceri ed esposti, occorre accettarne anche i rischi.

Quali sono i rischi? Che si può “fare l’amore” ma che si può anche “fare l’odio”, o “fare l’assenza”.
Se non avete mai provato dubito che possiate cogliere in profondità il significato di queste parole.
Altrimenti un piccolo esame di coscienza: è mai capitato di offrire il corpo tenendo lontana la mente? Di assumere una posizione (involontariamente?) scomoda? Di farlo frettolosamente? Di farlo pensando ad (un) altro?
Peccato!
E qui mi piace la doppia semantica di “peccato” che da un lato ci richiama al venir meno ad una legge divina ma, guarda caso, colloquialmente si riferisce anche ad un’occasione mancata… peccato!
Ecco, sviluppiamo questo sentiero. Il sesso diventa peccato (peccato…) quando non “fate l’amore”.
Un’occasione di incontro sprecata, un passo verso “l’inferno” della lontananza-intima (lo so, è un ossimoro).
Mi piace – e piacerà a tutti, non solo ai cattolici – citare Paolo di Tarso, che circa duemila anni fa scriveva agli abitanti di Corinto:

Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione.

Andrebbe riletto come un mantra e appeso sopra la testiera del talamo. Analizziamolo insieme: l’astinenza deve essere “di comune accordo”, quindi non è un’arma di ricatto, né un premio, né un modo per far pressione. Poi è “temporanea” e su quello direi che un mese (ma ho trovato anche di più) dal mio punto di vista è molto oltre ciò che dovrebbe intendersi con temporaneità. L’astinenza ha poi uno scopo (per San Paolo “dedicarvi alla preghiera”) e quindi non esiste un’astinenza per noia o per tacito accordo di non investire sulla propria relazione. E c’è un motivo per tutto questo: “satana non vi tenti”. Siccome satana è definito “colui che divide” (diavolo letteralmente significa questo), mi prendo la licenza di parafrasare San Paolo e dire che non curare la sessualità è condannarsi alla divisione. Magari non quella davanti all’avvocato, ma una sottile e fastidiosissima divisione interiore, che parte a livello del corpo, della pancia, e si estende anche al cuore e alla testa, per usare un linguaggio comprensibile a tutti.

La sessualità necessita di integrare nella coppia le tre polarità della teorizzazione di Sternberg, che dal mio punto di vista si possono associare alle tre componenti che si intrecciano nella persona, come una sinossi:

Passione - CORPO

E’ la dimensione attrattiva della relazione e della sessualità. Questa dimensione parte dal corpo e dalle sue pulsioni. Talvolta precede il rapporto (specie nei giovani, e negli uomini) cioé il desiderio dell’altro crea una specie di calamita che attrae, attiva fisiologicamente il corpo e lo predispone all’amplesso. Altre volte si accompagna all’incontro (specie nelle donne, e nei meno giovani). In poche parole è assolutamente normale che quando una coppia è giovane parta da un desiderio (anche da un pensiero) che causa un’attivazione fisiologica (diciamo un aumento della frequenza cardiaca, un’erezione e una lubrificazione, ma non solo) e che desidera l’incontro. A mano a mano che l’età avanza, sarà la relazione stessa che favorirà il corpo all’incontro. Lo scoraggiarsi per le perdute performance potrebbe riflettere un’idea della sessualità molto legata all’adolescenza che – fortunatamente – per ragioni anagrafiche, non potrà che essere abbandonata. Alcuni esperti ritengono che grazie a questo fatto all’avanzare dell’età gli uomini e le donne – a discapito dei corpi che invecchiano – diventano sessualmente più compatibili. Ad una certa età anche l’uomo – come la donna in genere – ha bisogno di un tempo e di una vicinanza. Sempre riguardo al corpo, e ai dettagli sopra, non siamo pornografici e nessuno si dovrebbe scandalizzare. C’è chi ha fatto notare (Lowen, leggetelo!) che l’incontro sessuale avviene dove il sangue – da sempre simbolo di vitalità e di libido – affluisce maggiormente alla superficie. Come dire che – altro che spiritualismo – la sessualità desidera che due corpi stiano più vicini possibile. Le zone erogene – la lingua, le labbra, i genitali – sono i punti del nostro corpo nei quali andiamo più vicini all’altro.

Le tue labbra stillano nettare, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua,

si legge nel Cantico dei Cantici. Se vogliamo spingerci ancora oltre: le zone erogene – più irrorate di sangue – sono le zone in cui mi avvicino maggiormente al tuo…cuore. Il cuore, che lungi dal rappresentare una semplice pompa cardiaca – è l’organo per eccellenza legato ai sentimenti, alle emozioni, all’amore. “Mi hai rubato il cuore”, “Ti do il mio cuore”, ma anche “Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” sono frasi tutt’altro che metaforiche!

Intimità - MENTE

La dimensione psichica, la nostra intelligenza di cercare e trovare modalità funzionali di relazione. L’intelligenza di diventare amici (come “amica…”, “sorella…”, “sposa…” descrive l’amata sempre il Cantico). Confidarsi, apertamente e spontaneamente: “Come preferisci?”. Mente per capire il momento giusto, le parole giuste, per diventarti caro, cara. Intimità per il desiderio di stare bene insieme e fare cose belle, ri-creative. Diciamo che la mente – nella sessualità – stempera i bollori della passione e ci rende più umani (la passione sessuale, l’impulso, parte dal nostro cervello rettiliano che se lasciato solo non potrà fare molto più di un rettile). L’intimità cerca il bello, il sorriso, gli occhi nei quali mi posso rispecchiare. Fa sì che l’atto sessuale – in accordo con il cuore – sia un’esperienza in cui c’è anche tenerezza, interesse per l’altro, sincero. Se la passione rischia di “prendere” e “pretendere”, l’intimità si “prende” cura.

Impegno - ANIMA

Nella coppia, e di conseguenza nella sua espressione sessuale, c’è una dimensione spirituale, soprannaturale, che si esprime praticamente in una piena assunzione di responsabilità, un ethos. Io scelgo te, io prendo te, io accolgo te. L’anima entra nella sessualità anche perché la sessualità si apre alla vita, e se non genera sempre vita genera la nostra storia, quindi ci unisce, ci cementa, in una zona che trascende la corruttibilità del nostro corpo, gli scherzi della nostra mente, e ci fa guardare insieme verso un’orizzonte di significato condiviso. Qui ci sta il grande timore e tremore di trovarsi di fronte ad un “tu” e ad un “Tu” che ci abbraccia entrambi. Questo succede nei momenti magici in cui mentre si fa l’amore gli occhi si fanno lucidi, perché ti vedo nella tua essenza, fuso con te e contemporaneamente presente a me. Ti vedo (ti accolgo)! Ti guardo (ti scruto con intenzionalità amorevole)! Un’esperienza mistica. Tranquilli, non succede sempre, però…
Fatte queste premesse si capisce come diventa superfluo spiegare perché è importante la fedeltà, perché gli adolescenti disimpegnati, i “tromb-amici”, non possono esperire una sessualità piena, perché non serve drogarsi di sesso. Diventa superfluo. Potrò indicare, difficilmente obbligare. Casomai dirò “Peccato…” ma non con il dito puntato; piuttosto con gli occhi tristi e il sorriso sulle labbra.

Per chiudere consigli al volo! Quelli che vengono:

  • Fate l’amore più spesso possibile: vi diventerà più naturale, non vi arrabbierete se qualche volta non va proprio come lo desiderate, anche se non è perfetto conduce all’unione.
  • Siate amorevoli: non portate nel letto i vostri rancori, le vostre incomprensioni. Ci sono, ma qui siamo su un’altro piano. Può essere un’operazione difficile ma non impossibile. Casomai chiarite prima, o create una zona di sospensione, si può.
  • Siate forti: siete adulti. Non negatevi per partito preso, perché l’altro o l’altra vi sovrasta e vi soffoca. Non siete bambini, siete adulti. Se avete dei traumi irrisolti fatevi aiutare da qualcuno. Non siate fragili: chi desidera propone, senza preoccuparsi se è sempre lui o lei. Chi riceve la proposta – al netto di gravi problemi – la accoglie. “Ora non desidero ma posso nutrirmi del tuo desiderio”. “L’appetito vien mangiando”, scusate se l’accostamento vi disturba. Ovvio che il massimo è la reciprocità, ma la reciprocità è un punto di arrivo, non la norma.
  • Organizzatevi: se viene spontaneo ok. Se non viene spontaneo ritagliatevi “agenda alla mano” dei tempi e degli spazi in cui poter stare insieme, stare vicini, toccarvi. Il resto verrà da sè.

Ne sono usciti 4, il numero della completezza, della totalità, delle fasi lunari, delle stagioni, dei punti cardinali.
Il numero del cuore e delle sue 4 camere. Che permette alla vita di fluire e alle emozioni di esprimersi, e che batte forte quando si fa l’amore.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG SEMPRENEWS

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