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Oggetti curiosi usati dai cattolici clandestini per burlarsi dei loro persecutori

SHRINE
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Solo 500 anni fa, i cattolici nascondevano la loro fede in ogni angolo del pianeta. La persecuzione è stata terribile in Giappone e in Inghilterra

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Il cattolicesimo tende a proclamarsi a voce alta e forte – campane, incenso e i grandi edifici costruiti per richiamare l’attenzione -, ma non è sempre stato così. Nelle zone celtiche dell’Europa, nel IX secolo si costruivano le chiese nelle valli perché i vichinghi che navigavano lungo le coste non le vedessero per poi saccheggiarle.

Anche in Spagna per secoli i cristiani hanno costruito eremi sulle rocce per sfuggire alle persecuzioni degli invasori musulmani.

Solo 500 anni fa, i cattolici nascondevano ovunque la loro fede. La persecuzione è stata terribile in Giappone e in Inghilterra. Un po’ più a ovest, le Americhe rappresentavano un rifugio sicuro. Era l’epoca in cui missionari e conquistadores andavano in zone del mondo fino ad allora sconosciute agli europei.

Gli Spagnoli e i Portoghesi che si sono diretti nelle Americhe hanno ricevuto ricompense straordinarie in termini di anime umane, come anche argento sufficiente per rivoluzionare le economie europee.

I missionari che si sono invece recati in Asia hanno affrontato vari ostacoli, finendo in Paesi spesso ostili alle pratiche religiose straniere. Nel XVI e nel XVII secolo, la vita dei cattolici è stata dura tanto in Inghilterra che in Giappone.

I credenti hanno allora cercato degli escamotages per praticare la propria fede segretamente. Nonostante le scene drammatiche del film del 2016 di Martin Scorsese Silence, il Giappone produceva crocifissi intagliati a mano, e i dipinti clandestini sopravvissuti sono una fusione affascinante di Oriente e Occidente.

In generale si tratta di santuari portatili, trittici in cui il pannello centrale è una scena devozionale occidentale classica e il resto dell’icona è laccata in tipico stile giapponese, perché nessuno ne sospettasse il contenuto.

Anche se una volta erano comuni, pochissimi di questi piccoli santuari sono sopravvissuti. Pur essendo tenuti nascosti, le autorità giapponesi ne hanno distrutti molti. Vivere a Nagasaki, il centro cattolico del Giappone, era molto pericoloso.

I cristiani giapponesi ricorrevano anche a Kwan Yin, la dea buddista della misericordia, come sostituto delle immagini della Vergine Maria. C’era una grande somiglianza tra le due raffigurazioni, ma sembra che i persecutori anticristiani del Giappone premoderno non se ne rendessero conto, neanche quando c’erano croci o altri simboli cristiani collocati su Kwan Yin (Kannon in giapponese).

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