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I re magi che dormono. La storia delle misteriose sculture di Autun e Como

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don Marcello Stanzione - pubblicato il 30/12/19

Di solito li immaginiamo sui cammelli o vicini alla mangiatoia di Gesù. Ma in due chiese sono dormienti. Tutto parte da un sogno di San Giuseppe

“Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo di re Erode, ecco alcuni magi vennero da Oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu Betlemme, terra di Giudea, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”. Allora Erode, chiamati segretamente i magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa loro la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (MATTEO 2, 1-12).

Dopo aver adorato Gesù Bambino i Magi sono stati avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, come lui invece si era fatto promettere per sapere dove si trovasse il Bambino, e fanno ritorno al proprio paese “per un’altra via”.

NATIVITY SCENE
By Jacob_09 | SHUTTERSTOCK

L’angelo

L’evangelista Matteo non dice chi li abbia avvertiti in sogno, ma nell’iconografia questo compito è riservato in modo concorde alla figura di un angelo. I Magi, dopo l’incontro con il Bambino, non sono più i pagani che hanno seguito una stella, né gli astronomi che si sono affidati a calcoli umani, ma rientrano tra coloro cui è riservata una comunicazione diretta con il Cielo. Il sogno giunge in un momento in cui la coscienza vigile e il controllo della ragione si allentano e nasce un nuovo tipo di comprensione, un accesso a un mondo diverso. Nella loro storia il sogno interviene quando i Magi hanno fatto un’esperienza nuova e sconcertante.

Il sogno di Giuseppe

Anche a loro, a questo punto, è riservato un trattamento privilegiato: un sogno aveva avvisato Giuseppe di non ripudiare Maria, un sogno lo avvertirà di partire per l’Egitto, un sogno lo avviserà al momento giusto di tornare in patria e sempre un sogno dice ai Magi di non ripassare da Erode perché vuole uccidere il Bambino. Ed ecco il perché nell’iconografia cristiana spesso troviamo i tre Magi addormentati, mentre sopra di loro un angelo indica il nuovo cammino.

La cattedrale di Autun

Public Domain

Nella cattedrale di Autun, in Francia, dedicata a Sainte Lazare, i Magi sono rappresentati in due capitelli della cattedrale. In uno vi è l’episodio dell’adorazione e nell’altro quello, appunto del sogno.

I tre Re dormono insieme col capo sullo stesso morbido cuscino, in un letto sollevato da terra. Il Magio più giovane è in mezzo agli altri due come per essere protetto. Per dare l’idea della profondità della scena, i tre, visti dall’alto, sono posti l’uno sopra l’altro, in una rudimentale prospettiva il cui effetto è quello di vederli quasi scivolare giù dal capitello. Li scalda un’unica copertina arrotondata, con bordo finemente decorato. In testa hanno le corone, che li identificano in modo ormai assodato e unanime come re. Quello di mezza età ha un braccio nudo che esce dalla coperta e l’angelo gli tocca soavemente un dito. A quella sollecitazione il Re sbarra degli occhi inespressivi, ancora impastati di sonno, che sono buchi scuri nella pietra.


MAGI

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L’idea di Gisleberto

L’angelo ubbidisce a un diverso punto di vista e a una diversa soluzione spaziale: è infatti in piedi dietro di loro, con le grandi ali leggermente sovrapposte, e indica la stella che spunta nell’angolo di destra del capitello. E, questa, una scena di una incredibile freschezza e ingenuità ma, nello stesso tempo, di grande maestria. L’autore dell’opera è lo scultore Gisleberto (“Gislebertus hoc fecit”, si legge sull’architrave.

Gli affreschi di Sant’Abbondio

Sono ancora le coperte, questa volta di seta preziosa, e di diversi colori, ad attirare l’attenzione nel “Sonno dei Magi” rappresentano nell’abside della chiesa di Sant’Abbondio a Como. I Magi dormono in tre letti accostati, con cuscinetti di diversi colori, appoggiati a più grandi cuscini bianchi. Anche le coperte hanno colori differenti, mentre i risvolti delle lenzuola sono tutti uguali e bianchi.

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epifaniare magi

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