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Spiritualità
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È questo lo strumento più potente per condividere la propria fede?

JOHN PAUL II

Wojciech Laski/EAST NEWS

Jeffrey Bruno - pubblicato il 09/11/19

Può non apparire nei dipinti dei santi del passato, ma si può vedere nei volti di quelli di oggi

Una delle sfide affrontate dalle persone che vogliono condividere la propria fede è come effettuare l’approccio iniziale. Si potrebbe essere in grado di citare la Scrittura come un predicatore evangelico o aver imparato il Catechismo a memoria, ma se la persona che si sta cercando di coinvolgere non è ricettiva si possono avere poche speranze.

Uno studio dell’Università di Stanford realizzato da Nalini Ambady e Robert Rosenthal ha concluso che nei primi secondi di un incontro vengono realizzate moltissime valutazioni, che formano l’importantissima prima impressione.

Le impressioni vengono processate e immagazzinate, creando una tesi in base alla quale una persona viene giudicata. È questo che indica quanto sarà ricettiva una persona nei confronti di quello che direte.

Cosa potete fare per assicurarvi di fare una buona prima impressione, perché la persona sia più ricettiva e disposta a sentire perché amate la vostra fede?

Ci sono cose che non potete controllare, ovviamente, ma va bene, perché ce n’è una che supera tutto quando si tratta di partire col piede giusto.

Un sorriso.

Santa Teresa di Calcutta ha detto una volta “Non capirò mai tutto il bene che può fare un semplice sorriso”, e anche “Ogni volta che sorridete a qualcuno è un atto d’amore, un dono a quella persona, una cosa splendida”.

Aveva capito il valore e il potere di un sorriso, come anche Santa Teresa di Lisieux: “Una parola o un sorriso spesso basta a infondere nuova vita in un’anima scoraggiata”.

Anche se ci possono essere molte ragioni, è un peccato che molte delle opere d’arte che ritraggono i santi li rappresentino estremamente seri, non sorridenti. Se ci si dovesse formulare un’opinione su cosa significhi essere santi sulla base dei volti seriosi di tanti santi rappresentati nei dipinti e nelle sculture del passato, si potrebbe credere che la santità e la pietà debbano essere accompagnate da un severo cipiglio.

Come ha detto una volta Santa Teresa d’Avila, però, “Liberaci, o Signore, dalle sciocche devozioni e dei santi dalla faccia triste!”

È possibile che le persone più sante che avete incontrato sorridano molto e siano accompagnate da un atteggiamento positivo globale. È la manifestazione di un dono dello Spirito Santo chiamato Gioia. Grazie alla fotografia, molte immagini degli ultimi decenni mostrano la gioia dei nostri santi più recenti.

I benefici del fatto avvicinarsi con un sorriso sono senza pari. Il sorriso è un segno di cura, accettazione, ottimismo e accessibilità. Al di là di questo, gli studi condotti dal professor Alexander
Todorov, uno dei principali neuroscienziati dell’Università di Princeton, hanno rivelato che un sorriso autentico fa sembrare una persona più affidabile.

E allora, la prossima volta che incontrerete una persona che sperate di ispirare nella fede, o con cui volete anche solo parlare, ricordate la prima cosa da fare prima di dire la minima parola: SORRIDETE!

“Sorridetevi. Sorridete a vostra moglie, sorridete a vostro marito, sorridete ai vostri figli, sorridetevi l’un l’altro – non importa chi sia l’altro –, e questo aiuterà a crescere nell’amore reciproco”.
Madre Teresa

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