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Che differenza c’è tra un fantasma cattolico e un fantasma protestante?

© Khakimullin Aleksandr / shutterstock

Una penna spuntata - pubblicato il 21/10/19

Voi ci credete, ai fantasmi?

Se andassi in giro a fare seriamente questa domanda, oggidì potrei guadagnarmi tutt’al più qualche occhiata interdetta. Qualche secolo fa, la medesima domanda avrebbe probabilmente gettato nel panico il mio interlocutore. E non perché il tapino avrebbe avuto l’impressione di star parlando con ‘na pazza, una strega, una spiritista che fa rituali strani.

No: perché la domanda diretta, “tu credi o non credi all’esistenza dei fantasmi?”, avrebbe di fatto costretto il mio interlocutore ad ammettere la sua confessione religiosa.
Cattolica, o protestante?

***

I primi secoli di Storia cristiana sono letteralmente pieni di fantasmi. Gli spettri non sono solamente un elemento del folklore superstizioso: fanno capolino anche nelle agiografie; vengono usati nella predicazione come un utile stratagemma attraverso cui far passare un insegnamento. Se aveste domandato a un uomo medievale “tu ci credi, nei fantasmi?”, lui avrebbe senz’altro risposto di sì, e non senza una certa perplessità. Per lui era chiaro, non vi era dubbio: il fantasma era la manifestazione incorporea di un’anima del Purgatorio, cui era stato dato il permesso di mettersi in contatto coi vivi per passar loro un ultimo messaggio.

E tutto filò liscio fino al 1517, quando Lutero affisse le sue 95 tesi e diede il via alla Riforma Protestante.

La cosa ingenerò un problema non trascurabile, per i simpatici spiritelli fluorescenti – ché i Protestanti negarono con decisione l’esistenza stessa del Purgatorio. E non la negarono en passant, in una nota a piè di pagina di un manuale di teologia, di quelle che il popolino può felicemente continuare a ignorare. No: dell’assenza del Purgatorio, i Protestanti fecero proprio un caposaldo della loro predicazione, in polemica con la dottrina cattolica dell’indulgenza.

Ma allora, se il Purgatorio non esiste e le anime trovano la loro definitiva collocazione al momento stesso della morte, come la mettiamo con ‘sta storia imbarazzante dei fantasmi di gente morta che torna sulla terra?

La soluzione sarebbe molto facile, mi direte: stabiliamo una volta per tutte che i fantasmi non esistono, e tagliamo la testa al toro. Sarebbe stata una soluzione indubbiamente ragionevole, ma neppure i più estremi tra i Riformatori si azzardarono a suggerirla.

I fin dei conti, i fantasmi esistevano. O, quantomeno, la gente ci credeva fortissimamente. Le cronache erano piene di spettri, apparizioni e spiriti notturni. Negarne l’esistenza sarebbe stato azzardato e, oltretutto, vagamente imbarazzante: se zia Rita mi assicura di aver visto lo spettro di nonno Asbrubale, che devo pensare, io? Che è una pazza con le visioni?

Incredibile ma vero, assistiamo a questo punto a una specie di… scisma fantasmagorico. Gradualmente, si sviluppa gradualmente una Fenomenologia del Fantasma Protestante: un tipetto del tutto diverso dal Buon Fantasma Cattolico della Tradizione, che ci aveva accompagnati per mille-e-passa anni.

Vi anticipo il finale: “vince” il Fantasma Protestante.

Lo Spettro Riformato è quello che, probabilmente, ci viene in mente ancor oggi quando si parla di Casper e affini.

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Tags:
fantasmi

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