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Anche da solo prego con mia moglie. Siamo fusi insieme dal fuoco dello Spirito

COUPLE PASSION FIRE
https://unsplash.com/photos/xjS9YXVFTt4
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Lo Spirito Santo ha un regalo di nozze per noi, coniugi cristiani: con il sacramento del matrimonio i due diventano uno solo, fusi insieme dal fuoco ardente del Paraclito e nella preghiera si può farne esperienza: prego non solo per l’altro ma in sua presenza.

E’ sabato. Luisa è uscita presto per andare a scuola. Io ho la mattina libera. Libera per quanto può esserla quella di un uomo sposato con quattro figli. Le cose da fare ci sono, non mancano di certo, ma ho comunque la possibilità di farle senza dover correre, di godermi la mattinata di sole. Vado in posta per una spedizione e dopo decido di fare un salto in chiesa, dista solo un centinaio di metri dall’ufficio postale. Amo tantissimo sedermi in chiesa quando non c’è nessuna funzione. C’è penombra e silenzio. Soprattutto c’è pace. Pace fuori di me che mi aiuta a fare pace dentro di me. E’ bello sostare lì alcuni minuti, senza fare nulla, solo per godere di quel momento sospeso tra un impegno e l’altro.

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Mi metto in preghiera e dopo un po’ mi rendo conto di qualcosa che sta accadendo. Non che prima di oggi non me ne fossi mai accorto, ma oggi lo sento forte. Sto pregando non solo per Luisa, per la mia sposa (non solo per lei naturalmente), sto pregando con Luisa. Lei è li, sento la sua presenza dentro il cuore, la sento vicino a me, anche se lei è in classe con i suoi alunni e non fisicamente accanto a me. Però c’è. Non credo si possa spiegare, ma credo che tanti sposi possano confermare come anche per loro sia così. Ho fatto esperienza forte del legame coniugale cristiano. Di cosa si tratta?

E’ un dono di nozze dello Spirito Santo. Detto in parole semplici, una volta che il sacramento è celebrato e sigillato nella carne con il primo rapporto ecologico, lo Spirito Santo si effonde sugli sposi, nella loro relazione affettiva umana, e con il suo fuoco ardente d’amore li salda in modo indissolubile. La relazione degli sposi diventa tenda dove Dio prende dimora. Da quel momento gli sposi amano Dio con un cuore solo. Non solo, da quel momento la sposa prende dimora nel cuore dello sposo e viceversa. Sposo e sposa vivono costantemente nella presenza reciproca, presenza che può non essere concretamente evidente, perché gli impegni e il lavoro possono separare gli sposi durante la giornata, non si è sempre insieme, ma spiritualmente tale presenza costante è reale e percepibile. La presenza dell’altro/a dona serenità, pace e forza nell’affrontare ogni situazione. I momenti di preghiera dell’uno/a diventano ricchezza anche per il coniuge e i sacramenti nutrimento anche per il coniuge.

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Tutto questo è incorruttibile anche quando uno dei due coniugi abbandona l’altro/a. Ecco perché la preghiera offerta da colui/colei che resta fedele ha una forza di redenzione e di intercessione per la salvezza del coniuge potentissima. Perché questo vincolo è ancora presente, anche se l’altro/a fa di tutto per strapparlo e liberarsene. Nella mediazione reciproca, nella relazione e nella vita comune gli sposi si preparano alla vita eterna, alle nozze eterne con Dio. Essi vanno a Dio come due mani giunte, fuse e unite tra loro, dal fuoco consacrante dello Spirito Santo.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG MATRIMONIO CRISTIANO

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