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Movimento femminile delle donne cristiane: se la donna “funziona” salva la Chiesa!

Foto di gruppo monastero Movimento femminile donne cristiane
Giusy D'Amico
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Lunedì scorso, nel giorno di San Pio e del ritrovamento del corpo di Santa Chiara d’Assisi, si è tenuto il primo ritiro spirituale del Movimento Femminile delle Donne Cristiane. Una giornata di preghiera, comunione, condivisione e grazia.

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“Se voi siete qua è perché nella vostra vita vi siete incontrati con una croce, ma tutti noi siamo salvati per mezzo della croce!”. Con queste parole don Carlo Rota lunedì scorso ha attirato la mia attenzione durante la sua catechesi in occasione del primo ritiro spirituale del Movimento Femminile delle Donne Cristiane che si è tenuto presso il monastero delle Clarisse di Albano Laziale.

Il Movimento, per chi non lo conoscesse, è nato su ispirazione di Giusy D’Amico il 19 luglio 2017 ad un anno dalla nascita al Cielo di Carmen Hernández, co-fondatrice del Cammino Neocatecumenale insieme a Kiko Argüello e Padre Mario Pezzi.

L’incontro di preghiera, comunione e condivisione di lunedì scorso è iniziato la mattina con le lodi e la Santa Messa celebrata da don Mauro Ceschin, e – dopo una piccola pausa-merenda che le clarisse hanno reso speciale offrendo biscotti fatti in casa, caffè, acqua, tè – è proseguito con la catechesi di suor Donata e suor Elisabetta sulla missione della donna nel mondo e nella Chiesa. Parole semplici, profonde – che presto avremo il piacere di condividere con voi – per ricordarci come guardare a Cristo trasformi ogni cosa.

Leggi anche: È nato il Movimento femminile delle donne cristiane

“Il demonio combatte la donna dalla Genesi all’Apocalisse perché porta in sé la fabbrica della vita”

Eravamo tutte lì in ascolto, qualcuna con i figli neonati in braccio, chi attaccati al seno, qualcun’altra con i figli, carnali e non, appesi al cuore, insieme a tante situazioni di dolore e sofferenza. Spose, donne sole, madri, vedove, separate, ognuna con le sue croci, con i suoi pensieri, le sue intenzioni, per fare memoria della nostra preziosa vocazione femminile in un tempo in cui vige il falso mito femminista che vuol farci credere che la felicità sia vivere per se stesse, auto-determinandoci, rinnegando la nostra biologia, la maternità, la capacità di accogliere, comprendere, custodire, amare l’altro. Eravamo lì perché, come ripeteva Carmen, “Il demonio combatte la donna dalla Genesi all’Apocalisse perché porta in sé la fabbrica della vita”, e la vita è bello donarla e non lasciarsela rubare in nome di false libertà: aborto, divorzio, negazione delle differenze tra maschi e femmine, maternità surrogata, eutanasia…

Il problema è il cuore

Proprio come ha sottolineato don Carlo:

(…) le leggi morali sono passate in secondo piano, oggi ci sono le leggi ecologiche, ma il problema è il cuore. Se il Signore non rigenera il nostro cuore nell’amore, possiamo creare una società perfetta ma gli uomini si uccideranno.

“Le cose più grandi che ha fatto Dio le ha fatte attraverso le donne”

(…) Le cose più grandi che ha fatto Dio le ha fatte attraverso le donne, se vediamo le donne nella Bibbia sono di una energia impressionante. E chi sono queste donne? donne sterili.

Vi sto lasciando solo alcune suggestioni di una catechesi intensa, piena di riferimenti alla Parola di Dio, ma qui sotto potete gustarvi il video completo.

Dove portano le tue orme, Signore?

Dopo la catechesi di don Carlo abbiamo scrutato il versetto di Osea 2,16.

Perciò, ecco, la attirerò a me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.

Bibbia di Gerusalemme
Silvia Lucchetti

Il Signore ci conduce nel deserto per stare sole con Lui, sottolinea il sacerdote, ritornare alla fedeltà, al Suo amore:

Perché il deserto è molto importante? perché tu oggi sei nel deserto! Perché non capisci perché tuo marito è così, perché i tuoi figli sono così, e ti lamenti, ti lamenti, e poi tuo padre, e poi tua madre, i nipoti, il lavoro, i soldi, la casa e non ti accorgi che è un cammino che Dio vuole che tu faccia per portarti ad essere sola. Sola per che cosa? Perché ti porta ad essere sola? per incontrarti con Lui! (…) La nostra tendenza è quella di cercare sempre consolazioni, dire “ah, anche questa è passata”, ma no, non è questo: dobbiamo saper accettare anche la pedagogia di Dio. State attente, non sono punizioni, non sono castighi, (…) no, no, è un dialogo profondo con Dio. “Signore dove sei?”. (…) Ditelo: “Dove portano le tue orme, Signore?”.

Leggi anche: Il dovere e la bellezza della diversità: alla riscoperta della vocazione femminile

Voi donne avete una parola da dare alla Chiesa!

Ma forse è questo il passaggio che più mi ha emozionato:

Se la donna “funziona”, se la donna riesce a capire il mistero della sua esistenza, salverà la Chiesa. Se la donna soccombe, soccombe la Chiesa. Voi donne avete una parola da dare alla Chiesa! La Chiesa non può capire la sua missione senza la donna. Perché? Perché la Chiesa prima di essere teologia, filosofia, è generatrice e se la donna non fa figli la Chiesa non è generatrice.

Perciò la donna deve stare attenta, vigilare e riconoscere – soprattutto nei momenti di debolezza e difficoltà della vita – gli attacchi subdoli del demonio che si insinua nelle pieghe più segrete e intime del cuore.

Quando una o più anime entrano nel cuore di una consacrata non se ne vanno più!

Durante la giornata è stato bello vedere con quanta attenzione e dolcezza le suore si sono prese cura di noi, con uno sguardo, un sorriso, con la premura di chiederti il nome, anche più volte, come dovessero ricordarlo per un compito importante. Appena una ragazza o una signora andava a scambiare con loro due parole, la prima domanda era: “come ti chiami?” e al momento dei saluti ancora: “tu sei?” Poi ho capito il perché, ce lo ha spiegato suor Concetta:

Quando una o più anime entrano nel cuore di una consacrata non se ne vanno più.

Che sollievo sapere di essere entrate tutte nel cuore di queste madri, che non ci dimenticheranno e pregheranno per la nostra salvezza, ovvero, la nostra felicità.

Leggi anche: La sensibilità è solo donna?

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