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Legittima difesa e Guardia Svizzera

SWISS GUARD OATH

Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA

Vanderlei de Lima - pubblicato il 18/07/19

Papa Francesco ricorda cosa insegna la dottrina classica della Chiesa

Circa le critiche al diritto/dovere alla legittima difesa, che è innanzitutto naturale, e quindi precedente a qualsiasi religione organizzata, ribadiremo insieme alla Madre Chiesa tutto quello che abbiamo già detto in altre occasioni e presenteremo qualche altro punto.

Il dottor Gustavo Holanda Dias scrive che “fin dai filosofi dell’antichità classica si parlava della legittima difesa come di un diritto sacro, permettendosi la violenza per respingere la violenza stessa. Il diritto di difesa era permesso per la difesa dei beni personali, come la vita, l’integrità corporale, l’onore sessuale e il patrimonio. La base della legittima difesa riposerebbe [quindi] sul Diritto Naturale, il suo fondamento extragiuridico”. Si attribuisce a Cicerone, antico oratore romano, questa frase: “Est lex non scripta sed nata lex”, o “Questa non è una legge scritta, ma una legge naturale” (Pro Tito Annio Milone) (cf. Vanderlei de Lima. Seu ‘manual’ de legítima defesa legal e moral. Amparo: Ed. dell’autore, 2019, p. 11). Si badi al fatto che la legge naturale morale è accolta dalla Chiesa (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1954-1960).

Papa Francesco ricorda quello che insegna la classica dottrina della Chiesa: “L’amore per se stessi costituisce un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita, persino quando per farlo è necessario infliggere al proprio aggressore un colpo mortale (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2264). La legittima difesa non è un diritto bensì un dovere per chi è responsabile della vita di altri (cfr. Ibidem, n. 2265). La difesa del bene comune esige di porre l’aggressore nella condizione di non poter recare danno. Per questo motivo, quanti hanno autorità legittima devono respingere ogni aggressione, persino con l’uso delle armi, sempre che sia necessario per la salvaguardia della propria vita e di quella delle persone affidate alla loro custodia. Di conseguenza, qualsiasi uso di forza letale che non sia strettamente necessario a tal fine, può essere ritenuto solo come un’esecuzione illegale, un crimine di Stato”.

“Qualsiasi azione difensiva, per essere legittima, deve essere necessaria e misurata. Come insegnava san Tommaso d’Aquino, «questa azione non può essere considerata illecita per il fatto che con essa si intende conservare la propria vita: poiché è naturale ad ogni essere conservare per quanto è possibile la propria esistenza. Tuttavia un atto che parte da una buona intenzione può diventare illecito se è sproporzionato al fine. Quindi se uno nel difendere la propria vita usa maggiore violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita: infatti il diritto stabilisce che ‘è lecito respingere la violenza con la violenza nei limiti di una difesa incolpevole’» (Summa theologiae ii-ii, q. 64, a. 7)” (Discorso alla delegazione della Commissione Internazionale contro la Pena di Morte, 17/12/2018).

In questo modo, si giustifica che la Guardia Svizzera, responsabile della sicurezza del Papa, possieda e usi – se necessario – armi da fuoco per contenere ingiuste aggressioni nei confronti del Santo Padre, dei membri della Curia Romana o dei fedeli che partecipano agli eventi in Vaticano. La Guardia è composta da svizzeri tra i 18 e i 30 anni alti almeno 1,75 m, che passino i test di ammissione e superino una certa formazione.

“Gli agenti della Guardia sono formati per agire in caso di attentato contro il Papa, e ritengono che agendo in questo modo staranno ‘difendendo l’esistenza del successore di Pietro, il Vicario di Cristo’. I termini del giuramento delle guardie svizzere, mantenuti dal Vaticano dal 1506, sono chiari: i soldati offrono la vita in difesa del Papa”, scrive il giornalista Roberto Godoi (cfr. Segurança papal é formada por tropa de elite suíça, O Estado de S. Paulo, 18/03/13, online).

I membri della Guardia Svizzera sono formati presso la NATO a Napoli, e “ciascuno è esperto di arti marziali, tiro di precisione con pistola automatica 9 mm, uso di radio digitale e di occhiali a visione notturna. Portano poi un’arma elettrica e uno sfollagente telescopico”. “Le macchine di ordinanza sono Mercedes CLK blindate, pronte per assorbire un impatto di razzi di 40 mm, anticarro, antiesplosione e anti-colpi diretti” (idem; cf. anche: Pergunte e Responderemos n. 511, gennaio 2005, p. 40-41, e Catolicismo, n. 671, novembre 2006, online).

I Pontefici insegnano senza alcuna interruzione il valore della legittima difesa, e ne fanno un uso saggio.

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