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Hildegard Burjan, modello cristiano di aiuto agli altri

BURJAN
Caritas Socialis
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La sua dedizione e il suo amore per il prossimo le sono valsi il riconoscimento della Chiesa cattolica

Hildegard Burjan si convertì al cattolicesimo grazie all’esempio di alcune religiose che si presero cura di lei in uno dei momenti più critici della sua vita. A loro si ispirò per trasformare in realtà i suoi ideali di aiuto ai più bisognosi, e dedicò tutta la sua vita a prendersi cura degli emarginati dalla società.

Hildegard Freund nacque il 30 gennaio 1883 a Görlitz in una famiglia agiata di origine ebraica. Studentessa esemplare, dopo essersi diplomata a Basilea divenne una delle prime donne a entrare all’università tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. A Zurigo, dove si iscrisse a Filosofia, nel 1907 conobbe Alexander Burjan, un ingegnere ungherese di origine ebraica che avrebbe sposato due anni dopo. Insediatasi a Berlino, la coppia proseguì gli studi, e Hildegard terminò il suo dottorato.

La sua vita tranquilla si vide stravolta quando nel 1909 un problema al rene la portò sull’orlo della morte. Ricoverata in un ospedale berlinese, Hildegard osservò ammirata il lavoro instancabile delle religiose che si prendevano cura dei malati giorno e notte. Le suore facevano fronte alle necessità fisiche dei loro pazienti e vegliavano anche sul loro benessere emotivo e spirituale, pregando per loro. Dedicarono le loro preghiere a Hildegard quando i medici la diedero per spacciata. Qualche giorno dopo recuperò miracolosamente la salute. Hildegard decise allora di unirsi alla fede di quelle donne ammirevoli e si battezzò convertendosi al cattolicesimo.

Anche se Hildegard uscì dall’ospedale guarita dalla sua malattia renale, il suo corpo non si riprese del tutto, per cui quando poco tempo dopo rimase incinta i medici le raccomandarono di abortire per evitare una morte quasi sicura sua e del bambino. Hildegard non volle sentir parlare di quella possibilità e andò avanti. Qualche mese dopo nacque la figlia Lisa.

L’esempio di vita delle religiose che l’aveva portata a convertirsi al cattolicesimo fu anche il modello da seguire in tutti i progetti politici e sociali in cui si sarebbe impegnata. Nel 1912 fondò l’Associazione delle lavoratrici cristiane a domicilio con l’obiettivo di mitigare le dure condizioni di lavoro delle operaie, che lavoravano per moltissime ore per un salario infimo. L’associazione migliorò la sua protezione in condizioni di gravidanza o malattia.

Durante la I Guerra Mondiale, Hildegard Burjan collaborò con varie associazioni per far giungere cibo e beni di prima necessità in alcune delle zone più devastate dell’agonizzante impero austro-ungarico.

Nel 1918, quando l’Austria divenne una repubblica, diventò la prima donna eletta nel Consiglio Nazionale per il Partito Social-cristiano. Dalla sua posizione politica, Hildegard lottò per i più sfavoriti, soprattutto per le rivendicazioni femministe come la lotta alla disuguaglianza tra uomini e donne, il suffragio femminile o la mancanza di istruzione tra le donne.

Il suo lavoro nell’ambito politico terminò due anni dopo. Pur essendosi convertita al cattolicesimo, le sue radici ebraiche la facevano considerare sospetta in un’Europa in cui l’antisemitismo iniziava a infiltrarsi in tutti gli ambiti della società. Lungi dall’abbandonare la sua lotta, portò avanti la sua opera sociale quando all’inizio dgli anni Venti fondò Caritas Socialis, un’istituzione femminile religiosa con cui creò un’ampia rete di aiuto a donne, famiglie e giovani bisognosi.

Hildegard Burjan lavorò instancabilmente per tutta la vita per migliorare le condizioni lavorative e personali degli emarginati. La sua salute era però indebolita, e morì nel 1933, pochi mesi dopo aver compiuto 50 anni.

Trent’anni dopo è stata avviata la sua causa di beatificazione, culminata il 29 gennaio 2012 ad opera di Papa Benedetto XVI.

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