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Dove ha digiunato Gesù per 40 giorni?

Monte della Tentazione

Michele Benericetti | Flickr CC by ND 2.0

Philip Kosloski - pubblicato il 06/03/19

E come quel luogo può ispirare la nostra esperienza quaresimale

Nel Vangelo di Matteo, Gesù viene battezzato da San Giovanni Battista sulle rive del fiume Giordano per poi essere “condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo” (Matteo 4, 1).

Sia il Vangelo di Marco che quello di Luca riportano una narrazione simile ponendo Gesù sulle rive del Giordano subito prima di essere tentato. Se la tradizione cristiana descrive spesso la tentazione come avvenuta nel deserto, il termine greco usato (eremos) indica innanzitutto un luogo isolato, non abitato e non adatto al pascolo.

I Vangeli non menzionano mai un luogo specifico, ma la tradizione locale afferma che Gesù trascorse le sue giornate su un monte vicino al Giordano, chiamato correntemente “Monte della Tentazione”, roccioso e difficile da scalare. È un luogo in cui non vive nessuno e che non viene attraversato, e avrebbe offerto a Gesù un posto solitario completamente tagliato fuori dal mondo circostante.

Su quel monte ci sono molte grotte, e nei primi secoli dopo la morte di Gesù i monaci e gli eremiti cristiani vi presero dimora, dedicandosi a una vita di preghiera solitaria. Alla fine vi venne costruito un monastero, e nel corso degli anni varie comunità monastiche hanno vissuto su quella montagna credendo che fosse il luogo delle tentazioni di Gesù.

Anche se non si sa se quel posto sia davvero il luogo esatto in cui Gesù trascorse le sue giornate di digiuno, potenzialmente lo è, come i cristiani hanno sostenuto per secoli.

L’isolamento di questa montagna ci ricorda di trovare il nostro “deserto” in Quaresima e di trascorrere ogni giorno del tempo lontani da chiunque, contemplando Dio e il suo progetto misterioso. Per alcuni di noi potrebbe essere davvero un luogo lontano dalla frenesia della vita moderna, per altri potrebbe significare semplicemente andare nella propria stanza e spegnere tutti i dispositivi elettronici, trascorrendo il tempo in silenzio e isolamento.

Qualunque sia il nostro “deserto”, lasciamoci ispirare dalle azioni di Gesù e allontaniamoci per un po’ dal mondo per ridare vigore alla nostra anima.

Tags:
desertodigiunogesù cristo

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