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Superficialità vs perseveranza: per chi faccio le cose?

ragazza guarda lontano
Nako Photography | Shutterstock
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Faccio le cose senza dare tutto il mio tempo, la mia attenzione, la mia preoccupazione. Come sforzarmi in modo fermo e irremovibile?

Spesso mi chiedo per chi faccio le cose. Le faccio per me stesso? La Bibbia dice: “Rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore”.

Il mondo mi esorta a non lavorare tanto. Ad aspettare con ansia l’arrivo del fine settimana. A cercare la pace e la tranquillità anziché fretta e rumore. Mi esorta a lasciare che altri facciano le cose per me. E a non perdere tempo nelle cose superflue.

Oggi sento che devo affaticarmi per il Signore. Lavorare per il suo regno.

Giudico chi non si rilassa e vive investendo il suo tempo in mille lavori. Dico che è esagerato e che non lascia tempo per le persone care.

Guardo altri e vedo che cercano con tutte le forze il riposo e non si sforzano di far bene le cose. Dico che sono dei pressappochisti. Che vogliono un premio sproporzionato. Desiderano solo il denaro che ricevono e lavorare il meno possibile.

È questo l’ideale? Dov’è la via di mezzo?

Adamo ha mangiato dell’albero di cui non doveva mangiare e ha dovuto abbandonare il paradiso. E come conseguenza sono arrivati la fatica, il sudore, lo sforzo. Come un castigo.

Ci sono persone che rifuggono dallo sforzo. Meno devono fare, meglio è. Non succede forse anche a me di lasciarmi trascinare dalla corrente della pigrizia?

Una fatica senza riserve. Per il Signore. Per il suo regno. Sudare per Lui, stancarmi per Lui.

A volte non voglio sporcarmi. Rifuggo i lavori poco importanti. Credo che non mi spettino. Li svolga un altro. Sono meno dignitosi. Desidero fare le cose che si vedono. Quello che importa e spicca davvero.

“Fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili”. Dio vuole che mi sforzi in modo saldo e irremovibile.

Mi lamento dell’incostanza. Faccio le cose senza dare tutto il mio tempo, la mia attenzione, la mia preoccupazione. Vorrei essere più generoso e costante nell’amore.

La pigrizia, l’accidia, l’incostanza. Cambio continuamente attività. Non mi soffermo su quello che faccio. Mi manca profondità? Può essere.

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