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Perché la festa della Cattedra di San Pietro ha molto a che vedere con me

©Fabio PIGNATA/CPP/CIRIC
11 gennaio 2017: Papa Francesco stringe le mani dei fedeli durante l'Udienza Generale nell'Aula Paolo VI in Vaticano
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In un'epoca che tende alla privatizzazione della fede e al disimpegno dalla vita della Chiesa, questa festa ci chiama in causa

Come nel caso della festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, che si celebra il 9 novembre, la festa della Cattedra di San Pietro è solo cattolica. Nonostante il nome, la celebrazione non si concentra su un elemento di arredo (nella fattispecie, la reliquia ospitata nella basilica di San Pietro che si dice sia stata lo scranno usato dall’apostolo Pietro), ricordando piuttosto il ruolo di San Pietro e dei suoi successori, i Papi, nella vita della Chiesa.

La colletta della Messa di questa festa presenta una caratteristica centrale di Pietro: “Concedi, Dio onnipotente, che tra gli sconvolgimenti del mondo non si turbi la tua Chiesa, che hai fondato sulla roccia con la professione di fede dell’apostolo Pietro” (cfr. Matteo 16,18).

Pietro è la roccia della comunione della Chiesa per la sua dichiarazione di fede – “Simon Pietro rispose: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’” (Matteo 16, 16) -, e per non qualche sua forza o qualità particolare. Pietro diventa il solido “punto di riferimento della nostra fede apostolica e funge da motivo di fedeltà alla Parola di Dio” (Enzo Lodi, Santi del Calendario Romano).

Riflettendo sul significato della festa della Cattedra di San Pietro, Papa San Giovanni Paolo II osservava che “pone in luce il singolare ministero, affidato dal Signore al Capo degli Apostoli, di confermare e guidare la Chiesa nell’unità della fede. Consiste in questo il ministerium petrinum, quel servizio peculiare che il Vescovo di Roma è chiamato a rendere all’intero popolo cristiano. Missione indispensabile, che non poggia su prerogative umane, ma su Cristo stesso quale pietra angolare della Comunità ecclesiale” (Angelus, 22 febbraio 2004).

Uno dei doni della festa della Cattedra di San Pietro è il fatto che ci offre l’opportunità di riflettere sulla chiamata al servizio reciproco insieme e sotto la guida del Santo Padre e del Magistero della Chiesa.

Nella Lumen Gentium, i Padri del Concilio Vaticano II riflettevano sul fatto che ciascuno di noi condivide l’ufficio profetico della Chiesa, soprattutto attraverso la testimonianza di fede, carità e lode che offriamo nella nostra vita: “La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo, non può sbagliarsi nel credere… Lo Spirito Santo non si limita a santificare e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, e ad adornarlo di virtù, ma « distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui » (1 Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali” (12).

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