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Il vescovo autorizza il culto a “Maria Regina della Famiglia” a Ghiaie di Bonate

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Il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi ha annunciato – a conclusione della procedura della Santa Sede e sulla base delle sue indicazioni – di “autorizzare, valorizzare, custodire e accompagnare” il culto a “Maria Regina della Famiglia” presso la cappella parrocchiale in Ghiaie di Bonate, escludendo tuttavia ogni riferimento a messaggi, apparizioni e altri fenomeni di presunta natura soprannaturale, ribadendo quindi il “non constat” di Mons. Adriano Bernareggi a proposito delle apparizioni del 1944.

Mons. Beschi, in una lettera aperta ai fedeli, ha racconta di una “devozione vera, concreta, umile e fedele, nella Chiesa e con la Chiesa, che illumina il cammino di tanti fedeli e che la stessa Santa Sede mi ha chiesto di accompagnare e custodire. Una luce che il tempo ha purificato, consolidato e rafforzato”.

Nella sua nota il Vescovo specifica che: “Ora è tempo che questa devozione, sempre accompagnata e mai soffocata dai pastori della Chiesa, possa risplendere a illuminare e sostenere il cammino di tanti fedeli, soprattutto quelli che vivono situazioni di fatica e sofferenza. Una devozione che proprio qui, alle Ghiaie di Bonate, presso la cappellina dedicata a Maria Regina della Famiglia, trova un porto sicuro, affidata alla prudente e saggia guida dei pastori della comunità parrocchiale”.

Nella sua lettera alla comunità parrocchiale monsignor Beschi rammenta che:

“La Chiesa, Madre e Maestra, è prudente tanto quanto è paziente. I vescovi di Bergamo, personalmente e con l’aiuto di esperti, sempre in dialogo con la Santa Sede, non cessarono di interrogare e di interrogarsi sui fatti di Ghiaie. Senza nulla togliere alla ricchezza di una profonda esperienza spirituale, oggi come allora, non vi sono elementi sufficienti che possano attestare il carattere soprannaturale delle presunte apparizioni. Scorrono gli anni, i decenni e anche se qualcuno ha tentato di strumentalizzare la devozione del popolo di Dio, la grande maggioranza dei fedeli, compresa la stessa Adelaide [Roncalli], si è sempre affidata con fiducia alla saggezza della Chiesa vivendo una vera e feconda devozione mariana. Un fiume di fedeli mai contro qualcuno, ma sempre con la Chiesa. Così, nel tempo, si è consolidata quella devozione a Maria Regina della Famiglia, con uno sforzo non indifferente, ma necessario, per proteggere e custodire questi luoghi perché rimanessero luoghi del silenzio, dell’accoglienza semplice, dell’essenzialità”

Leggi anche: Sì, obbedire è meglio. Ascoltate la piccola Adelaide

Ma chi è Adelaide Roncalli?

Quarta di otto figli, Adelaide viveva con la famiglia in località Torchio a Ghiaie di Bonate, a 10 chilometri da Bergamo. Una quotidianità umile, modesta, niente fuori dall’ordinario per quella provincia bergamasca dove quello che contava era lavorare per portare a casa il pane per la famiglia. Era il 13 maggio del 1944 e mentre l’Europa tremava sotto le bombe del secondo conflitto mondiale, Adelaide, una bimba di soli sette anni, andava per campi a raccogliere fiori di sambuco quando un incontro stravolse la sua vita, quella degli abitanti di Ghiaie di Bonate e di molti altri nel corso dei successivi 70 anni.

Pur avvertendo la straordinarietà di quell’incontro, con genuinità di bambina, Adelaide racconterà di aver chiaramente visto una signora: «bella e maestosa, indossava un vestito bianco e un manto azzurro […] Al primo momento ebbi paura e feci per scappare, ma la Signora mi chiamò con voce delicata dicendomi: “Non scappare ché sono la Madonna!”. Allora mi fermai fissa a guardarla, ma con senso di paura. La Madonna mi guardò, poi aggiunse: “Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera: prega bene e ritorna in questo luogo per nove sere sempre a quest’ora”» (La Nuova Bussola, 2014).

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