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“La Madonna chiede soldi per opere di fede”. Così agiva la santona truffatrice

WOMAN,CHURCH,JOY
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Ha sottratto indebitamente 2 milioni di euro ad una donna di Gallarate. Antonietta Frau sosteneva di essere a conoscenza dei messaggi di Maria, tramite la veggente Vicka di Medjugorje. Questi i dettagli della sentenza che la inchioda

Quattro anni di carcere e un risarcimento provvisionale a suo carico da 200 mila euro.

È la condanna inflitta da un giudice monocratico del Tribunale di Milano ad Antonietta Frau, 62 anni, accusata di circonvenzione di incapace aggravata per avere indotto una donna di 68 anni originaria di Gallarate, in provincia di Varese, e affetta da un “disturbo paranoide”, a versare oltre 2 milioni di euro a favore dell’associazione religiosa fittizia torinese “Opus Mariae” (Corriere di Milano, 26 ottobre 2018).

La Frau si era autoproclamata nunzia delle volontà della Madonna per tramite della veggente Vicka di Medjugorje.

Gli ultimi due bonifici

Nei giorni scorsi sono state diramate le motivazioni della sentenza che ricostruiscono la truffa della santona, che tra il 2009 e il 2012 ha sottratto indebitamente alla donna di Gallarate due milioni di euro.

Quando il marito e i due figli fecero appena in tempo a bloccare altri due bonifici da 300.000 e da 125.000 euro, e una domenica a pranzo le chiesero perché mai a loro insaputa avesse già dato quasi 2 milioni di euro ad Adriana – così si faceva chiamare Antonietta Frau – la donna disse chiaramente di avere un rapporto speciale con questa persona.

La “latitanza”

Messa con le spalle al muro, la donna scelse di seguire la santona. Al punto che per tre anni, dal 2013 al 2016, si era addirittura allontanata da casa, interrompendo ogni rapporto con i familiari e rendendosi irrintracciabile al marito e ai figli, per entrare in quella che ora le motivazioni della sentenza di condanna della sua approfittatrice definiscono «una sorta di “latitanza” che andava creando un’enorme sofferenza interiore» lenìta solo con la preghiera.

“Non ti deve chiamare più”

A chiederle di rompere i ponti con il marito che aveva sporto denuncia nel marzo 2013 («Diglielo che non ti deve chiamare più, basta! Ti raccomando di rispondere per le rime a questo personaggio che è tuo marito»), non era la Madonna, ma sempre Adriana, «leader carismatica dell’associazione religiosa “Opus Mariae”» (Corriere di Milano, 19 febbraio 2019).

Le “richieste” della Madonna

Nelle motivazioni appena depositate, il giudice milanese Gloria Gambitta giustifica i 4 anni di condanna alla santona per «circonvenzione di incapace», in riferimento alla «subdola condotta» dell’imputata.

La Frau, sempre secondo il giudice, «ha avuto buon gioco a sfruttare l’influenzabilità» della sua vittima »a ottenere ingenti elargizioni di denaro: non solo persuadendola che si trattasse di richieste provenienti direttamente dalla Madonna per la realizzazione di un progetto di fede, ma altresì instillandole il convincimento che la Madonna, a fronte di dubbi sull’eccessiva entità delle somme o di ritardi nei versamenti, l’avesse rimproverata di scarsa fede, ben sapendo che tale rimprovero ne avrebbe vinto ogni residua remora».

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